Woman with spectacles thinking
  1. che la burocrazia esiste, anche se in modo diverso dall’Italia. La mancanza di carte di identità significa che bisogna dimostrare identità e indirizzo di residenza nei modi più strani. Copia del contratto d’affitto, estratto conto, copia di conti di utenze ecc. ecc. Purtroppo, soprattutto se in condivisione, non si hanno utenze a proprio nome. I conti dei cellulari non contato, i documenti devono avere meno di sei mesi. A volte non accettano se stampati in casa e bisogna richiedere l’estratto conto ufficiale o il conto utenza originale e sono £25 per documento e fanno impazzire.
  2. che la meritocrazia esiste ma non ovunque. Certi ambienti sono chiusi e basati sulla raccomandazione come in Italia, fortunatamente altri non lo sono. Ma non pensiate che il vostro duro lavoro verrà sempre apprezzato.
  3. che la classe politica qui è ancora peggio di quella italiana. Fanno le stesse cose di quelli italiani, corruzione, intrigui ecc. ecc. ma fanno finta di essere superiori e meglio di altri paesi. Di conseguenza non sono meglio.
  4. che non fa molto freddo. Altri italiani mi avevano detto che faceva sempre freddo. Trovo che se le estati non sono molto calde, gli inverni sono raramente freddi. Certo che se abitate a Pantelleria avranno un’idea diversa. Ma i 25 piumini in valigia non mi sono serviti.
  5. che tutte le case fanno sempre schifo. Vero fino ad un certo punto. Le case per immigrati e studenti possono fare schifo ma lo stesso è in Italia. Non vi racconto come ho vissuto quando ero studente in Italia.  Ma appena si esce da quelle situazione e si ha un lavoro,  si trovano cose passabili, anche belle. Aspettatevi schifezze solo temporanee ma cercate subito di meglio, si trova.
  6. che carne e formaggi sono favolosi.  Se senti tanti italiani ovunque si mangia male ma in realtà se non si ha la mente sigillata si trovano cose buone a Londra, in Inghilterra e in tutte le parti del mondo. Era una delle mie grandi paure prima di venire a Londra, avevo paura di morire di fame!
  7. che non parlano l’inglese che ci hanno insegnato a scuola. No, nemmeno per scherzo, l’inglese che mi insegnarono a scuola non esiste. Nemmeno in America o in Australia e un ibrido che esiste solo in Italia, credo. E il mio livello di inglese ha dovuto ridimensionarsi.
  8. che bisogna veramente buttarsi in tutto. Sia per la vita professionale che per quella sociale non bisogna farsi paure. Le opportunita (di trovare lavoro o fare amicizie durature) non mancano, ma bisogna uscire dai propri confini mentali e buttarsi.
  9. che nessuno vuole vedere il curriculum Europass. Non è quello giusto per Londra, anzi è proprio sbagliatissimo. Questo fatto mi costò tempo e denaro.
  10. che bisogna cercare di abitare vicino al lavoro o in posto ben collegato per arrivarci. O si passa la vita viaggiando da pendolari. Che è infernale, nemmeno una sardina resisterebbe nella metropolitana di Londra all’ora di punta!

Roberta

Nomi di posti a Londra che gli italiani non sanno pronunciare

 

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