“Dopo 16 anni sono costretta a lasciare Londra”

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Dopo 16 anni sono costretta a lasciare Londra. Non proprio la mia decisione, prima questi hanno votato per la Brexit, poi la mia azienda ha deciso di spostare gradualmente tutto il personale a Dublino. Dal 1 aprile comincio a Dublino.

Avrei potuto licenziarmi e cercare altro, ma dopo essermi informata ho capito che non ne vale la pena.

Innanzitutto, quasi tutte le aziende nel mio settore stanno spostando staff all’estero e trovare un altro lavoro simile sarebbe difficile. Sono specializzata in mercati europei dopotutto, parlo tre lingue che si parlano solo in Europa (italiano, tedesco e croato). Anche le aziende che decidono di spostare il proprio mirino verso altri continenti non sarebbero interessate al mio profilo professionale.

Ho paura dell’effetto negativo sull’economia della Brexit, qui vanno via tutti, anche se avessi ancora un lavoro non sarei tranquilla.

Nella multiculturale Londra si è un po’ protetti dal peggio, ma se girate per il resto del paese in questo momento l’odio nei confronti di noi europei è piuttosto comune. Se l’economia dovesse andare a picco, come predetto, come credete che verranno trattati gli europei rimasti? Specie se lavorano? Già rubiamo il lavoro quando il paese ha una disoccupazione bassissima, quasi zero, ma vi immaginate che diranno quando la disoccupazione sale?

Non ci aiuta una premier che dice che non rispettiamo le file e che il paese non ci vuole, che ripete ogni cinque minuti che il popola ha parlato e ha votato per la Brexit per essere più British e avere meno immigrati?

Invece di cercare di calmare le acqua butta ancora più benzina sul fuoco.

Non vedo nulla di buono e per questo me ne vado, con il cuore infranto e tanta amarezza ma voglio andare in un posto dove mi sento tranquilla.

Gigia

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