macaroni

Chi erano i macaroni?

Dirai che si tratta dello spelling inglese per maccheroni, e hai pure ragione. Esiste però un altro tipo di macaroni o maccaroni che probabilmente non conosci.

Nel 18° secolo, i giovani ricchi britannici tradizionalmente facevano un viaggio in giro per l’Europa al raggiungimento della maggiore età, noto come il loro Grand Tour. L’Italia era una destinazione chiave di questi tour con città come Venezia, Firenze e Roma che erano tappe obbligate. Durante il loro viaggio, che spesso durava qualche anno, molti svilupparono il gusto per i maccheroni, un tipo di pasta allora poco conosciuto in Inghilterra, e per questo si diceva appartenessero al Club dei Macaroni.

Gli uomini macaroni spesso sembravano eccessivamente sentimentali, in genere parlavano con una voce acuta e si vestivano in modo sgargiante.

Il termine “macaroni” è un termine peggiorativo usato per riferirsi a un uomo che “supera i limiti ordinari della moda” in termini di abbigliamento di fascia alta, mangiare meticoloso e gioco d’azzardo.

Beau Brummell (1778–1840), amico del principe reggente inglese (poi Giorgio IV), avrebbe speso tutta la sua fortuna ereditata in bei vestiti ed era decisamente il dandy o macarone più noto.

philip dawe, the macaroni. a real character at the late masquerade (1773)

I Macaroni erano giovani, pignoli, vestiti in modo eccessivo e frivoli. Indossavano parrucche incipriate, spesso altissime,  minuscoli cappelli a tricorno e mazzi di fiori. Erano il bersaglio di molte battute e venivano caricate spietatamente, come puoi immaginare.

La canzone “Yankee Doodle” del periodo della guerra d’indipendenza americana menziona un uomo che “si mise una piuma nel cappello e lo chiamò maccheroni”. Il dottor Richard Shuckburgh era un chirurgo britannico e autore dei testi della canzone; la battuta che stava facendo era che gli Yankees erano abbastanza ingenui e poco sofisticati da credere che una piuma nel cappello fosse un segno sufficiente per essere un macaroni.

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