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Oggi parliamo con Laura Dionisi che lavora per un centro legale nel nord di Londra. Si occupa di permessi di lavoro e immigrazione di famiglie extracomunitarie. Una persona quindi molto a conoscneza delle leggi attuali.

Come è la questione del Brexit al momento?

Un mistero! Il governo britannico non ha ancora deciso se vogliono rimanere nel mercato unico o no.  Oppure vogliono rimanerci e pensano che la Unione Europea acconsentirà a dargli accesso al mercato unico senza dover accettare la libertà di movimento. Ma hanno fatto i conti senza l’oste. L’Unione Europea non ha interesse a concedere troppo o si troverà altri stati con altre richieste particolari.

Che differenza farebbe per gli italiani nel Regno Unito o coloro che vorrebbero venirci?

Tantissima, se accettano la libertà di movimento i cittadini europei potranno rimanere come ora.  Sfortunatamente però molti hanno votato per uscire dalla Unione Europea proprio per impedire la libertá di movimento. Per ora siamo in alto mare.

brexitMa hanno promesso a tutti gli italiani che vivono ora in UK di rimanere o no?

Si, una delle tante promesse fatte durante la campagna elettorale che si sono rimangiati. La questione di fondo è che a livello legale è una promessa che non possono mantenere e vi spiego il motivo. Se dovessero concedere a tutti di rimanere, coloro esclusi perché extracomunitari potrebbero fare causa per discriminazione e avrebbero ragione.

Per esempio, ho avuto recentemente il caso di una donna deportata perché guadagna meno di 35 mila sterline all’anno. Una signora canadese. Abbiamo altri casi di persone deportate perché il coniuge britannico ha perso il lavoro o lavora ora part time e non guadagna le cifre richieste per poter rimanere. Queste persone lavoravano e pagavano tasse e sono state mandate via in modo brutale. Se fanno eccezioni agli europei, ci sono avvocati che già si sfregano le mani. Potrebbero anche essere 600 mila casi che dovrebbero far entrare, quando vogliono invece diminuire il numero di immigrati. Sono questioni legali complesse di cui nessuno veramente ha mai pensato le conseguenze, si aprono però delle questioni non tanto facili da risolvere.

Non faranno rimanere tutti no, quello mai, legalmente dovranno usare gli stessi criteri che usano per gli extracomunitari, che sono dopo l’Australia i più severi al mondo.

Quindi chi vuole rimanere deve fare la naturalizzazione britannica?

Si, certamente e farlo ora. Però non viene rilasciata automaticamente, i rifiuti sono tanti e consiglio di fare attenzione  a come si compila il modulo e che documenti si mandano. Se si sbaglia a compilare qualcosa, anche un errorino, possono annullare la richiesta e perderanno i soldi. Soldi che sono tanti. Ho avuto famiglie di 4 o 5 persone chiedermi se possono ottenre prestiti perché tra una cosa o un’altra fanno presto ad andare via quasi £10 mila sterline. Il Regno Unito ha il sistema peggiore in Europa per chiedere la naturalizzazione. In altri paesi sono 200 o 300 euri e non bisogna passare certi criteri finanziari.

 Che altro si può fare?

Cercare di convincere il governo britannico che le leggi sull’immigrazione sono ora crudeli e separano famiglie. Negli ultimi 4 anni hanno separato 60 mila famiglie con un coniuge britannico e uno straniero, per motivi finanziari. Senza la protezione dell’Unione Europea, un italiano che arriva nel Regno Unito o che non ha maturato abbastanza anni di residenza per avere la naturalizzazione, corre effettivamente il grosso rischio di trovarsi precario, come gli extracomunitari. Anche chi guadagna bene può improvvisamente trovarsi senza lavoro o ammalarsi, e correrebbe anche il rischio di essere buttato fuori.

Grazie di avere risposto alle nostre domande