Una lettrice risponde al nostro sondaggio.

Che effetto avrebbe un Brexit su di te personalmente?

[amazon_link asins=’8869447278′ template=’ProductAd’ store=’londr-21′ marketplace=’IT’ link_id=’99e28b28-1b94-11e7-b7a8-217904fcc195′] Un vero e proprio disastro per me personalmente…non oso nemmeno pensarci…mi viene una cosa allo stomaco. Abito nel  nord dell’Inghilterra e qua odiano apertamente gli stranieri, prima meno ora proprio apertamente. Anche “amici” mi hanno gentilmente consigliato di far le valigie perché questa non è casa mia. Il bello è che sono sposata con un inglese da 14 anni e per le leggi attuali non posso nemmeno aver la sicurezza di poter rimanere. Sposarsi non basta in questo paese. Abbiamo anche due bambini e la paura di separare la famiglia ci tiene svegli di notte. Siamo anche preoccupati per l’economia e i nostri lavori con l’uscita dal mercato europeo.

Quanto ti preoccupa il fatto che il Regno Unito potrebbe uscire dal mercato unico e per quali motivi? 

Tantissimo e per i motivi detti sopra

Cosa pensi di fare?

Per ora aspettiamo…non posso far domanda per la carta perché ho studiato, lavorato, lavorato part time e fatto due bambini, non ho lavorato a tempo pieno sempre e nemmeno avevo l’assicurazione privata medica. Quasi nessuno credo sapesse che dovevamo farla e senza quella… niente carta permanente e niente naturalizzazione per me, sono nelle mani dei politici

Quale e’ la tua situazione lavorativa? 

Sono social worker ora part  time per il comune

Potete anche voi compilare questo questionario qui sotto

 

33 Commenti

  1. ma quanta agitazione ma state tranquilli, non cacciano nessuno che versi tasse non sono scemi, imporranno limiti sulle future immigrazioni

    • chi lavora con paesi della UE come l’Italia o importa mica si preoccupa di venire cacciato. Noi perderemo clienti per la botta della sterlina, se mi cacciassero mi farebbero un favore nn dovrei comprarmi il Biglietto. Con tariffe e dazio non conviene più fare il mio lavoro e non posso importare dalla Nuova zalanda. Abbiamo fatto un meeting di imprenditori italiani qui a Manchester, due piangevano e gli altri poco meno. Già non è facile non è facile mandare avanti ristoranti e aziende se hanno altri costi e pagare pure i visti per il personale, siamo finiti.

      • vi state disperando per qualcosa che non è ancora successo e che deve essere ancora definito. Manco hanno chiesto l’articolo 50 ancora, ci saranno ANNI di trattati, state tranquilli stringeranno diversi altri accordi, non fasciatevi la testa già ora per i prossimi 2 anni almeno non cambierà NULLA

        • Non è solo una questione politica/economica Massimo, è soprattutto una questione di qualità dei rapporti con il Paese ospitante, è dover uscire di casa tutti i giorni senza doversi sentire l’ospite indesiderato, è la libertà di poter dire di essere Italiano/Europeo senza timore, è una questione di tolleranza culturale e, ora più che mai, sembra che gli inglesi vedano negli europei un familiare mal tollerato e guardano agli altri Paesi anglofoni come unici modelli di riferimento per futuri ed eventuali rapporti (vedi la nuova “perfect couple” Trump – May). Fosse solo un fattore economico direi: “e vabbè, non fasciamoci la testa e vediamo come va la Sterlina”, ma purtroppo per come i mass media riescono a plasmare le menti delle persone sembra che avremmo ben altro di cui preoccuparci. Scusate il pessimismo.

          • vivo a Londra e dalla Brexit non ho notato nessun cambiamento o atteggiamento diverso delle persone eh. Fan tanto notizia quelle 4 persone sfortunate vittime di razzismo ma quelle notizie ci sono sempre state solo che ora fa notizia farle passare in prima pagina, l’importante è fare soldi vendendo giornali con notizie gonfiate all’inverosimile. Vi assicuro che i mass media hanno sollevato un polverone come se qui uscendo di casa ti guardano male e non sei il benvenuto, io non so di cosa parlino, qua giustamente ce l’hanno con gli immigrati cafoni che vivono in 18 in un flat shared, non vogliono imparare l’inglese in maniera decente, si comportano come bestie sputando per terra e urlano nella tube, a chi piace sta gente del cazzo? chi lavora paga le tasse e dignitosamente si integra è più che benvenuto, io continuo a vedere sorrisi ovunque vada

            • Nemmeno a me e’ successo niente di grave fino ad ora. Per lo meno a Londra. Passo spesso weekend fuori Londra in campagna o faccio per la lavoro e le cose sono cambiate. Niente di grave da chiamare la polizia, ma piccoli commenti antipatici. Sono sposata con un Brit, lavoro per un equipe di ricerca internazionale per una nota uni e parlo bene inglese, non sono molto a rischio, eppure. Persone che lavorano con il pubblico (inclusi medici e infermieri come puo’ testimoniare una mia amica tedesca primario di ospedale) e persone che non abitano e lavorano a Londra sono chiaramente piu’ a rischio. Il discorso del “a me non e’ successo nulla quindi non c’e’ nessun problema” come scienziata e come persona non posso accettarlo. La xenofobia non dovrebbe mai essere giustificata, anche se ci sono coloro che vivono 18 in una stanza. Giustificandola si diventa complici.

              • Esatto Paola, io lavoro come infermiere a Manchester e non ho riscontrato esperienze negative che hanno coinvolto direttamente la mia persona, ma questo non mi astiene dal pensare a quelli che subiscono qualche tipo di discriminazione.
                Massimo dico solo che a questo proposito al momento la maggioranza della gente si sente “in diritto” di esprimere i loro pareri non richiesti sugli emigrati o sugli emigranti “in generis”. Chiaro che sto sul generale, non ho casi da riportare e selezionare uno ad uno, però è giusto non voltare lo sguardo solo perché, al momento, “si continuano a vedere sorrisi ovunque si vada”.

                • Ci sono sempre stati episodi xenofobi come in ogni stato con degli immigrati, è la normalità, ora passano in prima pagina perché fa notizia, niente di più.
                  Non giustifico mai il razzismo ma spesso capisco come viene scatenato: se un popolo riceve 1000 immigrati dal paese “x” e la quasi totalità sono delle bestie maleducate, che sputano, che non hanno rispetto del prossimo e degli spazi pubblici, che non vogliono imparare bene la lingua e integrarsi..bhè capisco perché alla gente non piaccia un certo popolo. Non vorrà dire che se vieni dal paese “x” allora sei così ma capisco perfettamente se le persone se ne hanno le palle piene di certa gente.

                  • Non sono casi che leggo sui giornali. Per anni sono andata in giro e nessuno ha mai detto beh, dal referendum mi fanno commenti poco simpatici. Sono stata fortunata che non mi hanno detto niente di veramente pesante. Sono spesso zone dove NON ci sono molti immigrati, non e’ certo perche’ ne vedono troppi. Ho parlato anche con un assessore di un posto nel Devon e mi spiegava appunto che molti odiano gli immigrati e ora lo fanno apertamente ma ne hanno proprio pochi e quei pochi ora vengono presi di mira. Quelli che ci sono sono integrati, e generalmente sposati con britannici. La nostra amica primario in 15 anni non ha mai avuto problemi mentre dal referendum ha praticamente quasi tutti i giorni qualche paziente che non vuole un medico o infermiere straniero. Anche lei vive in una zona del paese che ha votato leave e che ha pochi immigrati, ma l’ospedale ha diversi medici e infermieri stranieri. L’atmosfera e’ cambiata e negarlo vuol dire proprio mettere la testa sotto la sabbia. Nelle zone con tanti immigrati si hanno molti meno problemi, il tuo ragionamento non regge.

  2. ma quanta agitazione ma state tranquilli, non cacciano nessuno che versi tasse non sono scemi, imporranno limiti sulle future immigrazioni

    • chi lavora con paesi della UE come l’Italia o importa mica si preoccupa di venire cacciato. Noi perderemo clienti per la botta della sterlina, se mi cacciassero mi farebbero un favore nn dovrei comprarmi il Biglietto. Con tariffe e dazio non conviene più fare il mio lavoro e non posso importare dalla Nuova zalanda. Abbiamo fatto un meeting di imprenditori italiani qui a Manchester, due piangevano e gli altri poco meno. Già non è facile non è facile mandare avanti ristoranti e aziende se hanno altri costi e pagare pure i visti per il personale, siamo finiti.

      • vi state disperando per qualcosa che non è ancora successo e che deve essere ancora definito. Manco hanno chiesto l’articolo 50 ancora, ci saranno ANNI di trattati, state tranquilli stringeranno diversi altri accordi, non fasciatevi la testa già ora per i prossimi 2 anni almeno non cambierà NULLA

        • Non è solo una questione politica/economica Massimo, è soprattutto una questione di qualità dei rapporti con il Paese ospitante, è dover uscire di casa tutti i giorni senza doversi sentire l’ospite indesiderato, è la libertà di poter dire di essere Italiano/Europeo senza timore, è una questione di tolleranza culturale e, ora più che mai, sembra che gli inglesi vedano negli europei un familiare mal tollerato e guardano agli altri Paesi anglofoni come unici modelli di riferimento per futuri ed eventuali rapporti (vedi la nuova “perfect couple” Trump – May). Fosse solo un fattore economico direi: “e vabbè, non fasciamoci la testa e vediamo come va la Sterlina”, ma purtroppo per come i mass media riescono a plasmare le menti delle persone sembra che avremmo ben altro di cui preoccuparci. Scusate il pessimismo.

          • vivo a Londra e dalla Brexit non ho notato nessun cambiamento o atteggiamento diverso delle persone eh. Fan tanto notizia quelle 4 persone sfortunate vittime di razzismo ma quelle notizie ci sono sempre state solo che ora fa notizia farle passare in prima pagina, l’importante è fare soldi vendendo giornali con notizie gonfiate all’inverosimile. Vi assicuro che i mass media hanno sollevato un polverone come se qui uscendo di casa ti guardano male e non sei il benvenuto, io non so di cosa parlino, qua giustamente ce l’hanno con gli immigrati cafoni che vivono in 18 in un flat shared, non vogliono imparare l’inglese in maniera decente, si comportano come bestie sputando per terra e urlano nella tube, a chi piace sta gente del cazzo? chi lavora paga le tasse e dignitosamente si integra è più che benvenuto, io continuo a vedere sorrisi ovunque vada

            • Nemmeno a me e’ successo niente di grave fino ad ora. Per lo meno a Londra. Passo spesso weekend fuori Londra in campagna o faccio per la lavoro e le cose sono cambiate. Niente di grave da chiamare la polizia, ma piccoli commenti antipatici. Sono sposata con un Brit, lavoro per un equipe di ricerca internazionale per una nota uni e parlo bene inglese, non sono molto a rischio, eppure. Persone che lavorano con il pubblico (inclusi medici e infermieri come puo’ testimoniare una mia amica tedesca primario di ospedale) e persone che non abitano e lavorano a Londra sono chiaramente piu’ a rischio. Il discorso del “a me non e’ successo nulla quindi non c’e’ nessun problema” come scienziata e come persona non posso accettarlo. La xenofobia non dovrebbe mai essere giustificata, anche se ci sono coloro che vivono 18 in una stanza. Giustificandola si diventa complici.

              • Esatto Paola, io lavoro come infermiere a Manchester e non ho riscontrato esperienze negative che hanno coinvolto direttamente la mia persona, ma questo non mi astiene dal pensare a quelli che subiscono qualche tipo di discriminazione.
                Massimo dico solo che a questo proposito al momento la maggioranza della gente si sente “in diritto” di esprimere i loro pareri non richiesti sugli emigrati o sugli emigranti “in generis”. Chiaro che sto sul generale, non ho casi da riportare e selezionare uno ad uno, però è giusto non voltare lo sguardo solo perché, al momento, “si continuano a vedere sorrisi ovunque si vada”.

                • Ci sono sempre stati episodi xenofobi come in ogni stato con degli immigrati, è la normalità, ora passano in prima pagina perché fa notizia, niente di più.
                  Non giustifico mai il razzismo ma spesso capisco come viene scatenato: se un popolo riceve 1000 immigrati dal paese “x” e la quasi totalità sono delle bestie maleducate, che sputano, che non hanno rispetto del prossimo e degli spazi pubblici, che non vogliono imparare bene la lingua e integrarsi..bhè capisco perché alla gente non piaccia un certo popolo. Non vorrà dire che se vieni dal paese “x” allora sei così ma capisco perfettamente se le persone se ne hanno le palle piene di certa gente.

                  • Non sono casi che leggo sui giornali. Per anni sono andata in giro e nessuno ha mai detto beh, dal referendum mi fanno commenti poco simpatici. Sono stata fortunata che non mi hanno detto niente di veramente pesante. Sono spesso zone dove NON ci sono molti immigrati, non e’ certo perche’ ne vedono troppi. Ho parlato anche con un assessore di un posto nel Devon e mi spiegava appunto che molti odiano gli immigrati e ora lo fanno apertamente ma ne hanno proprio pochi e quei pochi ora vengono presi di mira. Quelli che ci sono sono integrati, e generalmente sposati con britannici. La nostra amica primario in 15 anni non ha mai avuto problemi mentre dal referendum ha praticamente quasi tutti i giorni qualche paziente che non vuole un medico o infermiere straniero. Anche lei vive in una zona del paese che ha votato leave e che ha pochi immigrati, ma l’ospedale ha diversi medici e infermieri stranieri. L’atmosfera e’ cambiata e negarlo vuol dire proprio mettere la testa sotto la sabbia. Nelle zone con tanti immigrati si hanno molti meno problemi, il tuo ragionamento non regge.

                    • Paola… volesse il cielo che TUTTI gli inglesi comincino a chiedere negli ospedali medici ed infermieri solo inglesi… ne rimarrebbero ben pochi in ogni ospedale… l’hai chiesto il medico inglese? Adesso vattelo a cercare ahahahahah… questi non hanno la più pallida idea di quello che dicono e fanno, sarebbe meglio abbandonarli tutti al proprio destino 😉

                • “Esprimere i loro pareri sugli emigrati”? Non sui loro connazionali, che non riescono neanche a ricoprire le figure necessarie nel NHS che devono raccattare disperatamente da tutto il mondo, tanto per dirne una? Pensavo di essere venuto a vivere in un Paese civile, ma l’Inghilterra a livello culturale e sociale sta 50 anni se non di più indietro a quanto ho visto io…

              • Anch’io vivo a Londra, più che xenofobia noto un gran fastidio da parte di arrogantelli che ormai insieme alla cittadinanza britannica – magari regalatagli dai loro dai genitori – hanno acquisito anche uno status di superiorità totale rispetto a gente che sostanzialmente gli ha portato la civiltà, la cultura e anche – mi si perdoni la caduta di stile – un po’ di figa (le avete viste le inglesi bianche si? no comment… viva le musulmane e le indiane)

            • Cambiamenti al momento non ce ne possono essere, ma le prospettive in caso di hard brexit – che sembra lo scenario più concreto al momento – si stanno delineando chiaramente e sono tutt’altro che rosee per quasi tutti i settori, è impossibile negarlo.

    • Il problema si porrà se lasci/perdi il lavoro – e sono ipotesi tutt’altro che peregrine, con l’aria che tira – finchè non avrai l’ “indefinite leave”, che puoi richiedere dopo 5 anni. Inoltre a quanto pare restringeranno molto l’accesso al welfare, per cui ci sarà un aggravio netto di costi per malattia, figli, disoccupazione. Praticamente tratteranno i non cittadini come carne da macello (o pezze da piedi, fai un po’ tu).

  3. Stanno facendo carne da macello perfino delle richieste di cittadinanza di ricercatori e persone superqualificate che lavorano in UK da anni, il Guardian ogni giorno è un bollettino di guerra. Pensavo che l’Inghilterra fosse un paese civile, invece è un paese di pazzerelli arroganti, beceri e un po’ bevuti convinti che le ennemila aziende e gli ennemila lavoratori qualificati che nel tempo si sono basati in UK siano ormai acquisiti a vita e disposti a farsi trattare a pesci in faccia da quattro politicanti. Il risveglio non sarà dolce…

  4. Stanno facendo carne da macello perfino delle richieste di cittadinanza di ricercatori e persone superqualificate che lavorano in UK da anni, il Guardian ogni giorno è un bollettino di guerra. Pensavo che l’Inghilterra fosse un paese civile, invece è un paese di pazzerelli arroganti, beceri e un po’ bevuti convinti che le ennemila aziende e gli ennemila lavoratori qualificati che nel tempo si sono basati in UK siano ormai acquisiti a vita e disposti a farsi trattare a pesci in faccia da quattro politicanti. Il risveglio non sarà dolce…

  5. Il problema si porrà se lasci/perdi il lavoro – e sono ipotesi tutt’altro che peregrine, con l’aria che tira – finchè non avrai l’ “indefinite leave”, che puoi richiedere dopo 5 anni. Inoltre a quanto pare restringeranno molto l’accesso al welfare, per cui ci sarà un aggravio netto di costi per malattia, figli, disoccupazione. Praticamente tratteranno i non cittadini come carne da macello (o pezze da piedi, fai un po’ tu).

  6. Cambiamenti al momento non ce ne possono essere, ma le prospettive in caso di hard brexit – che sembra lo scenario più concreto al momento – si stanno delineando chiaramente e sono tutt’altro che rosee per quasi tutti i settori, è impossibile negarlo.

  7. Anch’io vivo a Londra, più che xenofobia noto un gran fastidio da parte di arrogantelli che ormai insieme alla cittadinanza britannica – magari regalatagli dai loro dai genitori – hanno acquisito anche uno status di superiorità totale rispetto a gente che sostanzialmente gli ha portato la civiltà, la cultura e anche – mi si perdoni la caduta di stile – un po’ di figa (le avete viste le inglesi bianche si? no comment… viva le musulmane e le indiane)

  8. “Esprimere i loro pareri sugli emigrati”? Non sui loro connazionali, che non riescono neanche a ricoprire le figure necessarie nel NHS che devono raccattare disperatamente da tutto il mondo, tanto per dirne una? Pensavo di essere venuto a vivere in un Paese civile, ma l’Inghilterra a livello culturale e sociale sta 50 anni se non di più indietro a quanto ho visto io…

  9. Paola… volesse il cielo che TUTTI gli inglesi comincino a chiedere negli ospedali medici ed infermieri solo inglesi… ne rimarrebbero ben pochi in ogni ospedale… l’hai chiesto il medico inglese? Adesso vattelo a cercare ahahahahah… questi non hanno la più pallida idea di quello che dicono e fanno, sarebbe meglio abbandonarli tutti al proprio destino 😉

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