Quando sei venuto/a a Londra /Regno Unito?

Sono venuto in Inghilterra nell’agosto del 1977 grazie all’aiuto di una mia vicina di casa. Suo figlio era proprietario di un ristorante a Gatwick

Come hai cercato una sistemazione fissa e hai avuto problemi?
Il ristorante dava in affitto camere ai suoi dipendenti. Pagavo £ 12 alla settimana e lo stipendio era di £ 37. Lo sfruttamento dei giovani lavoratori immigrati c’era anche allora!

Come hai cercato lavoro?
Vedi sopra.

 Quanto tempo ci hai messo a trovare il tuo primo lavoro?

Una settimana, o poco meno, cioè il tempo che ci è voluto perché la mia vicina chiedesse a suo figlio la disponibilità di un posto di lavoro e una camera per me, e attendesse la sua risposta.

Che tipo di esperienza di lavoro o titoli di studio avevi all’arrivo?
Maturità magistrale.

Come era il tuo inglese scritto stonehengee parlato al tuo arrivo?

Inglese particamente ZERO: avevo studiato francese al liceo.

Quale e’ stato il tuo primo lavoro? E che lavoro stai facendo adesso?

Lavapiatti/kitchen porter. Traduttore

Foto: © Copyright Peter Trimming and licensed for reuse under this Creative Commons Licence.

Come definiresti la tua esperienza a Londra/Regno Unito fino ad ora? E per quali motivi?

Alti e bassi; luci ed ombre. Il mio periodo più felice è stato quello dal 1977 al 1984, anche perché ero più giovane, più adattabile, più entusiasta, forse anche un po’ più ingenuo. Allora il RU era sicuramente un paese più accogliente e l’Italia godeva di migliore reputazione. Temo che l’immigrazione smodata dall’Italia e dal sud Europa abbia provocato danni enormi alla nostra immagine, e solo pochi vantaggi economici al RU. Ha riempito le tasche dei soliti (speculatori edilizi, agenzie e ristoratori senza scrupoli) e inasprito le disuguaglianze sociali.

Consiglieresti ad altri di partire per Londra/Regno Unito e per quali motivi?
Solo per fare un’esperienza di viaggio e di studio; per esplorare le bellezze storico- artistiche-paesaggistiche di questo paese, imparare una lingua e apprezzare la cultura di questo grande paese. Ma, inevitabilmente, oggi si è rotto l’incantesimo. Il mito del RU come eldorado e paese accogliente, alimentato irresponsabilmente da tanti italiani ignoranti, si è frantumato. Ci è voluto un referendum per capirlo. Ma io già nel 2010, quando fondai il mio gruppo FB Friends of Italy e Italians in Brighton, avevo intuito che le cose erano cambiate. La crisi del 2008 ci ha rovinati. In sintesi, sconsiglierei a chiunque di trasferirsi stabilmente qui in Uk, a meno che non si abbiano competenze particolarmente richieste dal mercato del lavoro inglese e un sincero interesse per la cultura di questo paese.

 Potresti dare due consigli utili a chi deve ancora partire?
Avere un progetto. Valutare bene i rischi che Brexit comporta. Infatti, è improbabile che chi si è stabilito qui dopo il referendum del 2016 non potrà restare. Bisogna studiare l’inglese e coltivare avidamente l’interesse per la cultura di questo paese, senza dare ascolto ai cattivi consigli di chi, nonostante Brexit, ancora alimenta in maniera irresponsabile la fuga dall’Italia, il mito del RU come paese del bengodi (niente di più falso), e attrarre nuovi migranti qui in Uk per interessi loschi.

Queste sono risposte al nostro sondaggio e non necessariamente sottoscriviamo a ciò che viene detto, pubblichiamo le risposte per dover di cronaca e per dare la parola a tutti

Se vuoi anche tu un lavoro a Londra o nel Regno Unito, leggi qui

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1 commento

  1. Mah certe cose penso che te le stai inventando di sana pianta, il Brexit non ha nessun effetto su noi italiani.

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