“Non sono riuscito ad arrivare ancora dove vorrei arrivare”
“Non sono riuscito ad arrivare ancora dove vorrei arrivare”

thamesDa quanto tempo sei in UK e come ti trovi?

da 3 anni e nn mi trovo bene

Che tipo di lavoro fai e come l’hai trovato?

lavoro in un albergo del centro, trovato da un annuncio su internet

Foto LicenseAttribution Some rights reserved by AndyRobertsPhotos

Secondo te quali sono i principali lati negativi di Londra/UK?

Troppo caro tutto, difficile per noi immigrati entrare in settori che non siano la ristorazione o l’alberghiero, faccio domanda di lavoro per altre cose tutte le settimana me nulla, ho anche turni pazzeschi che cambiano sempre e faccio fatica a frequentare corsi ma sto facendo un corso dell’Open University sperando che qualcosa cambi

E quali sono i lati positivi?

Ci sono possibilita’ e anche speranze ma non e’ facile

The CV Book: How to avoid the most common mistakes and write a winning CV[easyazon_image align=”none” height=”110" identifier=”B01BHYFNLS” locale=”IT” src=”http://www.londranews.com/wp-content/uploads/2016/07/41bLnWkDNIL.SL110-2.jpg” tag=”londr-21" width=”73"]

Se dovessi rifare tutto verresti ancora a Londra/UK?

Penso di si ma meglio preparato

Ritorneresti in Italia?

no, in Italia no mai

Che consigli daresti a chi sta pensando di trasferirsi a Londra/UK?

Dovete venire con un buon inglese, ambizione ma allo stesso tempo accettare di fare lavoro umile anche per anni, non posso assicurare niente ancora, nonostante ci metta il 110% di me stesso non sono riuscito ad arrivare ancora dove vorrei arrivare. mettetevi in testa che qua e’ dura.

 

Se  abiti in UK e vuoi anche tu raccontare la tua esperienza puoi compilare questo breve questionario

Queste sono risposte al nostro sondaggio e non necessariamente sottoscriviamo a ciò che viene detto, pubblichiamo le risposte per dover di cronaca e per dare la parola a tutti

6 Commenti

  1. Lo sbaglio di molti italiani e’ proprio quello di voler partire dal basso, se vengono a dire sono un povero immigrato cameriere vengono trattati da poveri immigrati buoni solo a fare i camerieri.

    • Ma Paolo Martini, nel frattempo che si fanno selezioni e magari si perfeziona l’inglese (perchè non tutti in Italia forse si sono potuti permettere negli anni di investire in corsi blasonati di lingua, vacanze studio per fighetti ed università private), qualche lavoro per mantenersi si deve pur fare, felice per te comunque che non sei partito “dal basso”, ti auguro sempre di non cadere…perchè con questa mentalità poi sarebbero guai per risalire.

      • Io credo che lo sbaglio più grosso che fanno molti sia di partire senza vedere se nel posto in cui vogliono andare ci sia richiesta per la loro professione.
        È abbastanza inutile partire dall’Italia per andare in un paese di cui magari non parli la lingua, senza sapere se quello che sai fare ti permetterà di trovare un lavoro lì, senza sapere se, anche nel caso trovassi quel lavoro, ti dia uno stipendio sufficiente per vivere (non sopravvivere).
        In pratica “scappare” e/o “andare all’avventura”.
        Capisco che la situazione in Italia non sia delle migliori, ma se mollate un lavoro da cameriere da 700 euro al mese (spendendone 600 per vivere) in Italia, e venite a fare il kitchen porter (perché non sapete la lingua) per 900 sterline e ne spendete 1000 per vivere, ma dovete lavorare 12 ore al giorno, chi ve lo fa fare?
        Capisco che sia una generalizzazione (“ma io non ho un lavoro in Italia!!”, “ma io so che cercano camerieri!!!”), ma la morale è: informatevi PRIMA di partire, non dopo.

        • Io stessa e molti che conosco siamo arrivati a Londra, (in tempi molto meno competitivi) con un inglese passabile imparato solo dalle lezioni della scuola statale e poi approfondito da soli in Italia, senza grandi spese se non qualche libro. Ora con internet e’ possibile arrivare ad un livello intermediate e oltre solo seguendo corsi gratuiti e altre risorse come language exchanges ecc. che si trovano facilmente online. In base alla mia esperienza, generalmente non sono quelli che hanno speso tanti soldi in vacanze studio (spesso inutili) e corsi costosi di inglese a saperlo meglio, ma piuttosto coloro che, anche quando ( e forse soprattutto) hanno poche risorse economiche, sono decisi a non perdere nessuna opportunita’ fin dal primo giorno in UK.

      • Nessuno mi ha dato niente, ho cominciato a lavorare a 19 anni e mi sono
        laureato da studente lavoratore, mi sono imparato l’inglese e francese
        da solo, senza corsi e menate varie. Sono arrivato a Londra a 27 anni
        con un cv di 2 pagine piene e 3 lingue, questo e’ stato apprezzato
        da chi offre lavoro. Poi vedo italiani di oltre 30 anni vestiti firmati
        con l’iphone che si lamentano che non trovano altro lavoro se non
        camerieri perche’ poverini a scuola non insegnavano bene l’inglese o gli
        inglesi non danno lavoro buono a chi non parla bene inglese. Se invece di
        buttare via tempo si fossero dati da fare prima, ora non sarebbero in queste
        condizioni. Se vogliono avanzare in una meritocrazia devono dimostrare che sono meglio degli altri e non e’ certo la vacanza studio pagata da papa’ che dimostra che lo sono

      • Io stessa e molti che conosco siamo arrivati a Londra con un inglese passabile imparato solo dalle lezioni della scuola statale e poi approfondito da soli in Italia, senza grandi spese se non qualche libro. Ora con internet e’ possibile arrivare ad un livello intermediate e oltre solo seguendo corsi gratuiti e altre risorse come language exchanges ecc. che si trovano facilmente online. In base alla mia esperienza, generalmente non sono quelli che hanno speso tanti soldi in vacanze studio (spesso inutili) e corsi costosi di inglese a saperlo meglio, ma piuttosto coloro che, anche quando ( e forse soprattutto) hanno poche risorse economiche, sono decisi a non perdere nessuna opportunita’ fin dal primo giorno in UK.

Commenta