Anna insegna italiano nel Regno Unito e racconta la sua esperienza

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Quattro anni fa.
 
Eravamo io e mio marito quindi per sei mesi abbiamo dovuto optare per lo sharing. Poi abbiamo trovato una casetta tutta nostra.
 
Diciamo che il lavoro ha cercato me, qui ero venuta per il lavoro di mio marito. Ma io sono laureata in Lettere, ed ora faccio la tutor privata d’italiano, non immaginavo che l’italiano fosse molto amato ed apprezzato, come lingua si intende. Questa nazione mi ha ridato una dignità.
 
Io ci ho messo molto, perché trovare referenze e capire come funziona il mondo del lavoro qui è stato un po’ complicato.
 
Laurea in Lettere. Ma qui ho preso Functional skills level 2 ed ora devo dare gli esami di Gcse English. Sono skills molto importanti per il mio lavoro e poi qui è quasi tutto gratis, i corsi si intende.
 
Avevo studiato inglese a scuola e fatto alcuni corsi, ma non ti preparano alla vera lingua con la sua pronuncia che si parla al nord.
 
Faccio e ho sempre fatto la tutor privata d’italiano, sono regolarmente registrata come self employer.
 
La mia esperienza è stata dura e difficile, dovuta all’età, credo. Ho dovuto modificare la mia vita e il mio modo di vedere a 360 gradi. Una questione di burocrazia, tasse, registrazioni, sistema sanitario e tanto altro tutto differente dall’Italia. Ma quando entri e capisci il sistema tutto è semplice e immediato. Non c’è paragone con il nostro paese, si vive molto più tranquilli e rilassati.
 
Certo che lo consiglierei ma solo a chi è in grado di modificare la propria vita e i suoi standard, essere duttile e malleabile qui è fondamentale. Pensare di riprodurre la propria vita che si conduceva in Italia è il primo passo sbagliato, ritorni dopo un mese esatto.
 
Sapere cosa si vuole e dove si vuole andare, nell’incertezza è meglio rimanere dove si è. Avere dei buoni titoli di studio e buone qualifiche. Il lavoro qui si trova.

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