Brexit e gli italiani, che succede ora?

Come sapete il famoso accordo “Withdrawal Agreement” di Theresa May non è passato alla House of Commons. Quindi in questo momento, il Regno Unito è sulla traiettoria di un’uscita dalla UE senza nessun trattato.

La cosa che interessa particolarmente gli europei è che nel trattato c’era anche la parte che proteggeva almeno parte dei diritti dei cittadini europei residenti in UK. Questa sarebbe stata una legislatura primaria e quindi avrebbe avuto notevole peso.

La differenza tra legislatura primaria e secondaria è che la prima deve essere annullata o cambiata solo dal Parlamento, mentre la seconda può essere modificata a piacemento senza lo scrutinio del Parlamento. Molte leggi di immigrazione sono secondarie e infatti ci sono cambiamenti continui.

Se gli europei fossero solo protetti da una legge secondaria i loro diritti potrebbero essere cambiati o diluiti nel corso degli anni senza molto scrutinio. Il che potrebbe essere potenzialmente pericoloso. 

Da diversi mesi il governo britannico si sta preparando al no deal, per esempio accumulando medicine e molte famiglie stanno accumulando viveri e bottiglie di acqua minerale.

In ogni caso, molti non vogliono uscire senza un trattato, cosa che sarebbe catastrofica per l’economia e la logistica e quindi dovrà esserci un compromesso.

Non sappiamo se questo sarà un compromesso con la UE, una richiesta alla UE di avere più tempo e continuare le trattative, un secondo referendum o che altro.

Ci sono state rassicurazioni orali da politici italiani e britannici che tutto sarà ok ma al momento non esiste nessuna legge primaria che protegge gli europei in UK. Ciò non significa che non ci sarà in tempo, ma la situazione non è ancora stata risolta.   Inoltre solo chi non conosce come funziona l’ufficio immigrazione dell’Home Office può non preoccuparsi. Sappiamo che non solo è molto severo ma commette molti errori e prende spesso decisioni irrazionali e a dir poco crudeli. 

Il problema maggiore è che Theresa May non vuole spostarsi dalle sue “red lines”, ovvero non vuole che il Regno Unito rimanga nel mercato unico, unione doganale e la corte di giustizia europea. Ciò significa che si dovrebbe creare una frontiera tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord perché effettivamente sarebbe una frontiera tra UE e non UE.

Ma la frontiera tra le due Irlande era stata tolta dal Good Friday Agreement e rimettere una frontiera risulterebbe quasi sicuramente nel ritorno della violenza di un tempo. Ma è impossibile trovare una soluzione al problema che faccia contenti tutti i parlamentari e soddisfi anche l’Unione Europea e l’Irlanda.

A poco più di due mesi dal giorno della Brexit, siamo ancora in alto mare. Le speculazioni sono tante ma l’incertezza continua.

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