Ogni giorno arrivano notizie di come la Brexit senza un deal decimerà un settore o un altro o quali grosse aziende e banche hanno deciso di fare tutti o alcuni bagagli.

Oggi abbiamo la notizia del World Travel and Tourism Council che prevede una perdita di 700 mila posti di lavoro nel turismo in tutta la zona UE in caso di Brexit senza deal. I dati si basano su un’analisi del Fondo Monetario Internazionale.

Segnaliamo questa notizia perché molti dei nostri lettori lavorano o vorrebbero lavorare in questo settore.

Non tutti i posti di lavoro sarebbero in UK però, molti sarebbero nel resto della UE. Ma se sommiamo tutte le potenziali perdite in altri settori la situazione sembra abbastanza catastrofica.

Soprattutto considerato che certi settori già hanno problemi anche senza tenere la Brexit in considerazione. Si pensi infatti ai 70 mila posti di lavoro persi nella vendita al dettaglio e al numero di ristoranti e catene che stanno chiudendo in parte o completamente.

Una cosa poco discussa dai media britannici è che molti cittadini di paese UE non hanno il passaporto (a differenza dei cittadini britannici che invece non hanno la carta d’identità). Un’uscita senza deal significherebbe, almeno per i primi tempi, che per entrare nel Regno Unito sarà necessario avere un passaporto valido.

Il costo del passaporto, specialmente per le famiglie, significa che molti sceglierebbero altre mete. Invece di fare un weekend a Londra o una breve vacanza in UK andrebbero a Dublino o Amsterdam o o in altri paesi UE.

Bisogna anche precisare, per evitare confusione,  che molti media italiani usano il termine ‘hard Brexit‘ per definire un’uscita senza accordo. In effetti Hard Brexit dovrebbe essere la Brexit decisa da Theresa May che prevede l’uscita dal mercato unico, unione doganale e corte europea di giustizia ma che avrebbe in seguito un accordo con la UE di libero mercato. L’uscita totale dalla Unione Europea senza alcun accordo viene chiamata nel Regno Unito No Deal Brexit.

 

 

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