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Brexit, ormai non è un segreto che è un disastro

Anche se ci sono ancora coloro che dicono che uscire dalla UE è stata la decisione migliore mai presa dal Regno Unito, aumentano le voci di coloro che erano per la Brexit, ma che ora hanno parzialmente o completamente cambiato idea.

Ci sono infatti diversi individui che qualche anno fa erano sfegatati Brexiteer e che ora vogliono tornare nel mercato unico o ammettono che le cose non sono come erano state promesse.

Certo le promesse erano state fatte con la superficialità leggendaria di Boris Johnson, un uomo che ha sempre i piedi in almeno due scarpe. Per esempio, questo articolo spiega come sia riuscito ad appoggiare due organizzazioni con idee opposte, allo stesso tempo. Johnson è un uomo che riesce a essere per il fracking e contro il fracking, per i diritti dei gay e contro i diritti dai gay contemporaneamente.

Oggi abbiamo un articolo su The Guardian firmato da Michael Heseltine, che faceva parte del governo di Margaret Thatcher, quando era ministro della Difesa. Heseltine ha quasi 90 anni è di un’altra generazione, ma era di quella parte del partito conservatore che voleva rimanere nella UE. Parte che Boris Johnson ha zittito e spazzato via. Fino ad ora.

Heseltine nota come piano piano anche i giornali che erano per la Brexit stanno cominciando a cambiare idea.

Heseltine scrive: “Jeremy Warner ha scritto questa settimana sul Daily Telegraph che la Brexit doveva essere un “nuovo inizio” per il partito Tory, ma rendendo il commercio con l’Europa più difficile e costoso, finora ha solo aggravato i travagli del paese.

Il Daily Mail ha riferito che l’economia del Regno Unito è destinata a rimanere ferma il prossimo anno, con prestazioni peggiori di qualsiasi altro paese del G20 ad eccezione della Russia paralizzata dalle sanzioni. La maggior parte di questi paesi ha anche subito le conseguenze della guerra in Ucraina e dell’epidemia di Covid, ma non, ovviamente, della Brexit.

E ancora: “Il Times ha riferito questa settimana che il vice-cancelliere dell’Università di Cambridge avverte che il mancato accordo sui termini per continuare a far parte del più grande programma di finanziamento della scienza dell’UE sta già danneggiando i ricercatori.

Lo stesso giorno, il giornale ha pubblicato un articolo d’opinione di Iain Martin, un importante sostenitore della Brexit, che ha scritto: “Per quanto sia doloroso, dobbiamo parlare di Brexit”. Nello stesso giornale c’erano due storie su Brexit e immigrazione, una sul “caos aeroportuale” e l’altra di Simon Nixon, che avvertì che “le prospettive per il Regno Unito si stanno deteriorando“.

L’articolo integrale si trova qui.

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