Brexit per gli italiani

Sembra incredibile ma a distanza di otto mesi dall’evento ancora non sappiamo come sarà il Brexit e soprattutto come sarà il Brexit per gli italiani e gli Europei ora in UK.

Sappiamo che gli europei inclusi gli italiani che vivono ora nel Regno Unito potranno registrarsi, pagando £65 e usando un app per un telefono Android e chiedere il settled status. Non sappiamo con esattezza quando partirà questa iniziativa e  che succederà a coloro che non hanno cinque anni di lavoro (per esempio a chi ha deciso di stare a casa con i bambini o ha lavorato all’estero per un periodo, anche per un’azienda britannica).

Non sappiamo nemmeno che succederà a tutti gli europei in caso di hard Brexit, ovvero la mancanza di un trattato con l’Unione Europea e che succederà a chi ha pagato contributi qui ma vuole ritornare al proprio paese per andare in pensione.

Non sappiamo se tutti gli italiani che vivono ora in UK avranno sempre gli stessi diritti come per esempio il diritto di votare alle amministrative, non sappiamo che criteri bisognerà passare per venire a lavorare in UK e se le cose cambieranno di molto o no.

Di voci ne girano veramente tante e non potete prendere nessuna seriamente, che sia che tutti potranno rimanere con gli stessi diritti o che faranno entrare solo i laureati. Sono per ora sono supposizioni, spesso ripetute da persone con una conoscenza molto superficiale della questione e delle leggi dell’immigrazione nel Regno Unito. Ognuno ha una teoria diversa su come potrebbe essere la Brexit per gli italiani che ora vivono in UK.

L’altra questione importante e legale è che ora l’idea del settled status o residenza permanente per gli europei è secondary legislation e non primary. Il che significa che può essere cambiata in qualsiasi momento dal Ministero degli Interni, senza dover passare per il Parlamento. Una cosa pericolosa come altri gruppi hanno provato sulla loro pelle, come per esempio nel caso di Windrush.

 

Ci sono quelli che ancora consigliano di fare la permament residence card.

In ogni caso, spiegano sempre gli esperti, la permanent residence card è una legge della UE e dal momento dell’uscita e dal Great Repeal Bill che dovrà cancellare dal codice legale britannico tutte le leggi europee, questo documento non avrà nessun valore. È una cosa che molti possono fare ora per sentirsi un po’ più sicuri ma che a lungo termine legalmente non garantirà nulla, se non dimostrare di aver vissuto legalmente nel Regno Unito per almeno 5 anni.

Cosa vuol dire il Brexit per gli italiani?

La decisione finale verrà presa prossimamente durante le trattative con la UE. Ci sono molti fattori in gioco e non sappiamo come finiranno le cose. UK potrebbe rimanere nella EEA e quindi non ci sarebbero grossi cambiamenti. Il premier Theresa May ha ribaduto fino alla noia che il controllo dell’immigrazione dalla UE è un fattore su cui non vuole fare compromessi.

Ma ci sono cambiamenti, prima di tutto le industrie che vogliono rimanere nel mercato unico e anche il fatto che tante zone che avevano votato per la Brexit ora vogliono rimanere. Theresa May continua ad insistere che lei fa la volontà di popolo ma sembra ora che la volontà di popolo sia cambiata. Che fare in questo caso, seguire la volontà di popolo di due anni fa o quella di ora?

È anche probabile che la maggioranza per rimanere si alzi quando la gente si rende conto che la promessa di grandi ricchezze in caso di uscita non si materializzerà.

Jacob Rees Moog che è uno dei conservatori che vuole assolutamente lasciare la UE ha detto recentemente che ci vorranno 50 anni per vedere dei benefici dalla Brexit.

Questa è per il momento la politica ufficiale del governo. Ci sono state tante petizioni che chiedono di dare il permesso di rimanere a tutti gli europei che ora vivono in UK. Per il momento nessuna petizione ha fatto cambiare la posizione governativa.

Per chi fosse preoccupato di come potrebbe essere la Brexit per gli italiani consigliamo di unirsi a qualche organizzazione che si batte per i diritti degli europei, come The 3 Million.

Per molti non si tratta solo di poter rimanere o no, ma delle conseguenze che la Brexit avrà sull’economia. Considerando che molti nostri connazionali lavorano in aziende che da Londra o il Regno Unito operano su tutto il territorio della UE, oppure hanno aperto società che lavorano con l’Italia (dagli importatori ai ristoranti che hanno bisogno di ingredienti) per molti la situazione è preoccupante anche per l’aspetto economico.

Questa è la realtà del momento, non cerchiamo di spaventare nessuno, ma ricordiamo che non tutti gli italiani in UK sono giovani e capaci di andarsene facilmente. Ci sono molti italiani che hanno lavorato tutta la vita e hanno ora 60 o 70 anni e l’idea di dover chiedere e pagare per il permesso di rimanere è un po’ un insulto.

Si, non sappiamo come andrà a finire, ma per molti europei questi sono momenti incerti e molto stressanti.