Archivi categoria: Coronavirus a Londra e nel Regno Unito

Qui trovi raccolti tutti i nostri articoli sul coronavirus a Londra e Regno Unito.  Dalle decisioni del governo al lockdown e l’impatto sui cittadini, parliamo dell’effetto del coronavirus sull’economia e su particolari settori come teatri e ristoranti.

Guardiamo anche all’effetto della pandemia sulla comunitá degli italiani in UK e su quelli che vorrebbero venire sia per lavoro, studio o per turismo.  Abbiamo raccolto decine e decine di testimonianze di italiani a Londra, Inghilterra e Scozia su come hanno vissuto il lockdown e le misure prese dal governo.  C’era costernazione tra gli italiani in UK del fatto che mentre l’Italia era tutta chiusa in casa nel Regno Unito si tenevano ancora concerti ed eventi con migliaia di persone.

Abbiamo dato consigli a persone che si sono trovate senza lavoro improvvisamente e non sapevano che fare.

Abbiamo segnalato per primi i problemi che molti italiani e europei avevano a chiedere Universal Credit. Problema poi descritto dalla stampa britannica e da alcuni parlamentari. Ne eravamo al corrente grazie al fatto che diversi lettori ci avevano contattato e avevamo a nostra volta contattato persone che operano nel settore e che ci hanno confermato che questo era un problema per un numero di persone.

Parliamo anche di come saranno le cose dopo la pandemia, l’effetto sull’economia e il lavoro e quali sono i settori maggiormente colpiti. Segnaliamo anche quali settori ancora cercano personale.

La situazione del coronavirus a Londra e Regno Unito è ancora in continuo sviluppo e come si può leggere dagli articoli spesso le cose sono cambiate rapidamente e in modo inaspettato. Il governo stesso ha fatto parecchie svolte improvvise, dalla quarantene no, quarantene si e quarantene forse.  O il numero di giorni richiesti per l’autoisolamento che sono passati da 14 a 7 a poi a 10.

Londra, aumento casi COVID del 78%, Italia mette quarantena a chi viene da UK

Il governo incoraggia tutte le persone maggiorenni a prenotare una vaccinazione il prima possibile visto che i contagi continuano ad aumentare. Anche se i vaccini proteggono almeno in parte, stanno aumentando anche i ricoveri in ospedale. La maggioranza delle persone colpite non era vaccinata o aveva solo fatto una vaccinazione. Esiste una piccola minoranza di vaccinati che si ammala anche dopo aver fatto entrambe le vaccinazioni. 

Il 99% dei casi ora è della variante Delta e diversi paesi, inclusa l’Italia hanno deciso di mettere in  quarantena chi arriva dal Regno Unito. Per quanto riguarda l’Italia si tratta di cinque giorni di isolamento all’arrivo.  Alcuni commentatori pensano che Boris Johnson metterà l’Italia nella lista verde per dimostrare che lui è pronto alle riaperture, ma altri paesi non lo sono. 

Il governo sembra anche cambiare strategia per quanto riguarda il ritorno al lavoro, mentre ha sempre detto che dopo la fine delle restrizioni la gente dovrà tornare in ufficio, ora pensa di non farlo fino al prossimo anno. 

In poche parole, ancora per il momento non si possono fare piani di viaggio, non siamo ancora sicuri di esserne completamente fuori. 

Londra, oltre 11 mila nuovi casi di COVID in UK, poche speranze per i viaggi

Le cifre giornaliere fanno di nuovo paura, oggi oltre 11.007 nuovi contagi, il 90% dei casi è di variante Delta. Questa cifra è preoccupante visto che in alcune zone più colpite gli ospedali vedono un aumento di casi.  La vaccinazione sembra aiutare a prevenire molti decessi, che è almeno una cosa positiva. 

Il 28 giugno il governo britannico dovrebbe rivedere la lista di paesi dai quali si può venire in Gran Bretagna senza dover fare quarantena. Ma ha già avvertito che ci saranno pochi cambiamenti, Boris Johnson vuole assolutamente rispettare la data del 19 luglio quando tutte le restrizioni verranno eliminate e non vuole rischiare permettendo persone di portare i contagi dall’estero.

Il problema però è che il Regno Unito stesso ha più casi di COVID di altri paesi europei, è quindi possibile che anche la UE o altri paesi europei rimettino la quarantena a chi arriva da UK. L’Irlanda ha già sconsigliato i viaggi non essenziali verso il Regno Unito. 

Sembra quindi piuttosto difficoltoso prenotare ora le vacanze in Italia per questa estate, il Regno Unito intende permettere a chi ha avuto entrambe le vaccinazioni di ritornare da un paese nella lissta ambra senza dover fare quarantena, ma ha anche dichiarato che non succederà in tempi brevi. 

Londra, cominciano le vaccinazioni ai diciottenni

Tutti gli over-18 in Inghilterra dovrebbero essere in grado di prenotare i loro appuntamenti per la vaccinazione contro il coronavirus entro la fine di questa settimana.

Quindi a tutti gli adulti del paese verrà a breve offerta almeno una vaccinazione.  Sperano di completare le vaccinazioni entro 4 settimane per sconfiggere il rischio di una terza ondata causata dalla variante Delta. 

Il problema però è la fornitura di vaccini che è limitata quindi non possono accelerare i tempi. Praticamente è una corsa contro un tempo visto che già 1% di posti letti in Inghilterra sono occupati da persone con il COVID. La maggioranza però sono persone giovani non vaccinate. 

Secondo alcuni  scienziati però, il pericolo di migliaia di morti esiste tutt’ora, visto che il lockdown non è stato eliminato completamente, ma é ormai quasi tutto aperto.

Londra, continuano le restrizioni fino al 19 luglio, disastro per teatri e locali

Boris Johnson ha dichiarato stasera in una conferenza stampa che le restrizioni contro il COVID rimarranno fino ad almeno il 19 luglio. Con solo qualche piccolo cambiamento da lunedì per quanto riguarda i matrimoni e le veglie. 

Ovviamente un disastro per teatri, musica dal vivo, nightclub e molti ristoranti.  Sulla carta ristoranti e teatri possono riaprire ed anche i concerti se però mantengono il distanziamento. Cosa che significa che per molti aprire vuol dire perdere soldi se non possono riempire il locale. 

Teatro e musica dal vivo rischiano “una catastrofe imminente” e persino un “crollo finale” poiché il ritorno degli eventi a piena capacità è in ritardo, hanno affermato i dati del settore.

Le persone che lavorano nel teatro e nella musica dal vivo hanno oggi chiesto nuovamente al governo di dare sostegno economico a questi settori.  Si lamentano del fatto che molti teatri hanno ricevuto solo piccole somme fino ad ora.

Esiste poi il problema che molti locali e teatri avevano assunto per persone dalla prossima settimana per le riaperture, per trovarsi alla fine che non possono comunque riaprire completamente.  Tanti si lamentano anche del fatto che i pub possono stare aperti, i matrimoni possono avere numeri illimitati ma altri locali no. In effetti, la logica ci dice che è più pericoloso un luogo dove la gente si ubriaca, bacia ed abbraccia che un teatro dove la gente tende a stare seduta a guardare. 

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Londra, dal 1 luglio lo stato comincia a non pagare i lavoratori che devono stare a casa

Il lockdown avrebbe dovuto terminare il 21 giugno, ma a causa della variante delta verrà posticipato ma il cancelliere Rishi Sunak ha deciso di non posticipare la fine del furlough.  Il furlough significa che lo stato paga fino al 80% dello stipendio di un dipendente, per cercare di aiutare i datori di lavoro a non licenziare il personale che non possono usare per la pandemia.

Quindi nel mese di luglio lo stato paga solo il 70% con i datori di lavoro che dovrebbero mettere 10%, in agosto e settembre lo stato paga 60% e i datori di lavoro 20%. Alla fine di settembre lo schema chiude per sempre e chi non serve verrà licenziato.  Dalla fine di questo mese i padroni di casa potranno cominciare a sfrattare se vogliono e questo significa che molti locali dovranno chiudere per sempre.  Ci sono ristoranti e locali che hanno fino a 15 mesi di arretrati di affitto, non avendo potuto aprire. 

Ovviamente con il fatto che la fine delle restrizioni sono state posticipate di almeno un mese, molti chiedono che anche il furlough venga allungato. Ci sono ancora molte persone a casa in diversi settori, da chi lavora negli aeroporti a chi lavora nei nightclub per esempio. 

L’industria dell’ospitalità perderebbe 3 miliardi di sterline di vendite se Boris Johnson andasse avanti con un mese di ritardo, secondo UK Hospitality. Il futuro non è rosa per tutti ancora. 

 

Londra, contagi raddoppiano in una settimana, 91% sono variante Delta

Sembra sempre più improbabile che il 21 giugno sia il giorno della libertà come ci aveva promesso Boris Johnson. Infatti quella era la data prevista per la fine delle restrizioni, ma abbiamo un aumento di contagi in tutto il paese e 91% sono della variante Delta che è molto contagiosa. 

I ricoveri ospedalieri non sono ai livelli di qualche mese fa e i decessi sono bassi, ma ci sono e se tra dieci giorni si tolgono tutte le restrizioni, aumenteranno ancora parecchio. Si, tanti sono vaccinati, ma di tutti coloro che sono stati contagiati nelle ultime settimane, il 3% ha avuto anche il richiamo. Quindi le vaccinazioni non garantiscono la completa immunità. 

Il Regno Unito aveva poi deciso di fare i richiami solo 12 settimane dopo la prima vaccinazione, ci sono quindi molte persone che hanno avuto la prima ma ancora non il richiamo, queste persone sono particolarmente a rischio. Ovviamente nella maggioranza dei casi i sintomi saranno più lievi se vaccinati, ma il rischio di ammalarsi esiste sempre. Inoltre, non dimentichiamoci del cosidetto Long Covid che ha colpito quasi 400 mila persone nel Regno Unito. Anche se quando hanno avuto il COVID avevano sintomi leggeri, soffrono ora di altri sintomi anche simili alla sindrome di fatica cronica anche dopo tanti mesi dalla malattia iniziale. Tanti sono i casi che hanno aperto cliniche specializzate e ci sono timori che il long covid causerà problemi al sistema sanitario e a datori di lavoro. 

Riaprire tutto, anche con la maggioranza della popolazione quasi vaccinata, include dei rischi.  Sembra quindi possibile che la riapertura totale, che includerebbe anche la riapertura di nightclub e concerti dal vivo senza distanziamento, sarà ritardata di 3 o 4 settimane. 

 

Boris Johnson pensa di permettere i matrimoni senza limite di invitati

Le ultime voci dicono che il 21 giugno non verranno eliminate tutte le restrizioni che saranno probabilmente rinviate di almeno 15 giorni.  Quindi ancora si deve indossare la mascherina e tenere le distanze, i nightclub e altri locali affollati non potranno ancora riaprire. 

Boris Johnson però vuole togliere il limite al numero di ospiti ai matrimoni. Cosa un po’ strana visto che ai matrimoni si incontrano persone di età diverse, molto più che nei nightclub. 

Molte coppie in tutto il Regno Unito sono state costrette a posticipare ripetutamente i loro matrimoni da quando sono state introdotte le prime restrizioni di blocco nel marzo dello scorso anno. Possono ora avere un massimo di 30 persone in tutto e per molti si tratta di un numero troppo basso. In teoria però rimane il distanziamento ai matrimoni, come possa essere mantenuto è un po’ un mistero. Dovranno comunque indossare le mascherine durante tutto il matrimonio, pranzo e festa e sarà vietato ballare. 

I casi giornalieri di COVID in Gran Bretagna continuano ad aumentare, anche se si tratta di un numero piccolo (circa 3%) anche persone vaccinate completamente si sono ammalate con sintomi. Chi ha avuto solo una vaccinazione senza il richiamo è più a rischio. 

 

Londra, britannici bloccati in Portogallo, aumentano le critiche alla gestione della pandemia

Un paio di mesi fa tutti prendevano il Regno Unito come esempio, il programma di vaccinazioni andava bene e il paese sarebbe tornato alla normalità entro giugno. Ora nessuno è tanto sicuro.  Tra due settimane dovrebbero finire tutte le restrizioni come distanziamento e mascherine, ma i casi giornalieri sono in aumento. 

Il 3 giugno il Regno Unito ha deciso di rimuovere il Portogallo dalla lista verde di 12 paesi che significa che chi proviene da questi paesi non deve fare quarantena. Il Portogallo era l’unico paese europeo nella lista, si trova al mare, buon clima e per forza tanti britannici avevano prenotato le vacanze in quel paese. Passando alla lista ambra significa che bisogna fare 7 giorni di quarantena e i tamponi che in media costano almeno £100 l’uno. Un costo non trascurabile per una famiglia. 

Brutta situazione per le  le compagnie aeree che avevano aumentato i voli per il Portogallo solo qualche settimana fa e ora devono pensare ai rimborsi. Ovviamente individui come Michael O’Leary l’amministratore delegato di Ryanair non hanno parole gentili nei confronti del governo britannico.  Infatti non si capisce la logica quando la maggioranza della popolazione è stata vaccinata e il Regno Unito ha più casi giornalieri di molti paesi europei.

Inoltre siamo in attesa di una decisione per il 21 quando in teoria possiamo eliminare mascherine e distanziamento sociale. Boris Johnson non ha detto niente di certo, in parte ha paura che riaprire tutto faccia risalire i contagi ma dall’altra deve accontentare molti nel suo partito che vogliono eliminare tutte le restrizioni. Come sempre, la decisione di riaprire o no non si basa su dati scientifici (almeno inizialmente), ma è motivata da questioni politiche.  Oppure sanno qualcosa che non sappiamo?

Londra, ancora aumento contagi nel Regno Unito

La scorsa settimana il numero R era tra 1 e 1.2. R rappresenta il numero medio di persone una persona con il COVID continua a infettare. Questo significa che i contagi sono nuovamente in aumento. 

La variante proveniente dall’India che ora si chiama variante Delta, si sta diffondendo velocemente nelle scuole.  Intanto il governo britannico ha approvato l’uso del vaccino Pfizer per i giovani dai 12 ai 15 anni. 

È arrivata la conferma che il Portogallo verrà messo nella lista ambra che richiede 7 giorni di quarantena al ritorno nel Regno Unito. È cominciato quindi il fuggi fuggi generale dei britannici che si trovano in Portogallo e chi aveva prenotato le vacanze deve ora cercare di essere rimborsato. Molti avevano prenotato vacanze in Portogallo essendo l’unico paese europeo (se si esclude l’Islanda) da cui si poteva tornare senza fare quarantena. Ma la pacchia è durata solo tre settimane. 

Oggi il Regno Unito registra altre 6238 casi e 11 morti. Questo due settimane prima la fine programmata di tutte le restrizioni. 

Londra, rimane la quarantena per chi arriva dall’Italia, secondo The Sun

Non solo dall’Italia a dire il vero ma da praticamente tutto il mondo tranne isole come Tristan Da Cunha e altri posti altrettanto isolati. 

Questo è quello che dice il giornale The Sun che dice di avere fonti affidabili. Anzi il governo deve decidere se il Portogallo rimane nella lista verde o viene spostato in quella ambra che richiede la quarantena. Questa mossa sarebbe un disastro per le centinaia di migliaia di britannici che hanno prenotato le vacanze in Portogallo, l’unico paese europeo nella lista verde. Al ritorno rischiano di dover fare 10 giorni di quarantena, cosa problematica per chi lavora o ha altri impegni.  Ciò significa un altro brutto colpo per l’industria turistica che in questo caso dovrà rimborsare le vacanze a molti. 

Se il Portogallo viene rimosso dalla lista verde, cosa che sembra abbastanza certa,  il governo praticamente interromperà nuovamente i viaggi di piacere internazionali mentre sta continuando a sbloccare l’economia nazionale. Viaggiare nei paesi color ambra e rosso non è vietato ma è scoraggiato, soprattutto per vacanze. Il settore turistico contava su un maggior numero di paesi nella lista verde, e molti davano per certo l’inclusione di isole greche e Canarie.  Il ministro dei trasporti Grant Shapps aveva fatto capire qualche settimana fa che Italia, Spagna e Germania avrebbero potuto essere nella lista verde. Invece sembra proprio di no. 

Sapremo i paesi nella lista verde ufficialmente lunedì 7 giugno.  Ora il Regno Unito ha più nuovi casi giornalieri di coronavirus di paesi come Italia e Germania per via della variante indiana. Quindi se l’Italia rimane nella lista ambra potrebbe essere un bene per l’Italia a lungo termine.