Contratti a zero ore; come funzionano e hanno vantaggi?

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Molti italiani a Londra avranno incontrato i famosi contratti a zero ore.   Questo tipo di contratto paga solo per le ore lavorate o per le ore che siete sul lavoro ad aspettare. Solitamente non venite pagati per il tempo che passate ad aspettare una telefonata, anche quando questo vi impedisce di fare altre cose.

Ancora peggio alcuni di questi contratti vi impediscono di lavorare per altri, anche se non vi offrono lavoro e si aspettano che se chiamati correte subito a lavorare.

Secondo molte esperienze, rifiutare di andare a lavorare, anche con poco preavviso, significa spesso perdere la precedenza e non venire chiamati subito in futuro.

A livello legale un lavoratore non dovrebbe essere obbligato ad accettare lavoro, ma non sempre le regole vengono rispettate, soprattutto in industrie che hanno molti lavoratori stranieri.

Quindi potete trovarvi nella situazione che non vi verrà garantito niente, ma voi dovete garantire completa disponibilità. Altri contratti a zero ore sono più flessibili e permettono al dipendente di scegliere quando lavorare.

I lavoratori a zero ore hanno comunque diritto alle ferie pagate, la cifra a cui si ha diritto sarà una media delle ore lavorate nelle ultime 13 settimane.

I contratti a zero ore sono aumentati notevolmente negli ultimi anni

Chiaramente se lavorate in un posto che ha molto lavoro avere un contratto  a 0 ore non fa molta differenza.  Ma dal momento che si trovano con meno lavoro, non sono tenuti a farvi lavorare. Questo succede per esempio nei cosidetti mesi lenti come gennaio e febbraio in settori come la ristorazione e il turismo.

Contratti di questo tipo sono molto comuni nella ristorazione e vendita al dettaglio, ma stanno prendendo piede anche in altri settori come callcentre, uffici e persino ospedali pubblici!

Oltre ai contratti a zero ore, ci sono contratti di 4, 6, 8 ore alla settimana, ovviamente avere zero ore garantite o solo 4 non fa molta differenza.

L’altro problema di molti è che alcuni di questi datori di lavoro non fanno nemmeno un contratto, insistono che chi lavora per loro si metta in proprio.

Quanto sono comuni questi contratti? 

Ciò significa che non devono nemmeno pagare malattia o ferie. Molti corrieri o operatori nella distribuzione operano questo sistema, reso famoso dalla nota Uber.

La stampa e i politici hanno discusso molto questa questione con molti che vorrebbero abolirli. Si dice che oltre 5 milioni di persone nel  Regno Unito abbiano questo tipo di contratto.

Quelli a favore dicono invece che questi contratti rendono la forza lavoro più flessibile e quindi favoriscono l’economia.

Ci sono italiani che sono felici di lavorare per la cosiddetta gig economy a Londra perché ‘almeno hanno un lavoro’. Altri invece rispondono che non bisogna venire fino a Londra per avere un lavoro precario e insicuro.

Indubbiamente i contratti a zero ore significano che più persone hanno un impiego e questo abbassa il numero di disoccupati. Ma crea il problema della sottoccupazione, ovvero di persone che non riescono a lavorare o guadagnare abbastanza per vivere.

Mentre a Londra è più facile trovare altri lavori o lavori a zero ore che comunque offrono abbastanza ore, in altre parti del paese questo non succede.

I contratti a zero ore sono molto comuni tra gli immigrati appena arrivati. Avere dei risparmi in banca significa che anche se non lavorate per qualche settimana o fate solo pochissime ore avete abbastanza soldi per sopravvivere.

Articolo del 2018 aggiornato. 

Leggi anche:

Candidarsi per lavoro a Londra e UK; cosa cercano i datori di lavoro?(Si apre in una nuova scheda del browser)

Attenzione! I nostri contatti di lavoro si trovano qui, vengono aggiornati regolarmente.

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