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Cosa cambia veramente dopo la morte della Regina?

La morte del sovrano britannico segue una serie di tradizioni rigide ed antiche che solo forse il Vaticano si avvicina. Appena il monarca smette di respirare, l’erede diventa automaticamente sovrano. Quindi in pochi secondi il Principe Carlo è diventato Re Carlo. Poteva anche scegliere il nome che voleva, come il Papa, ma sembra abbia deciso di rimanere Charles. Deve però essere ancora dichiarato ufficialmente e questo accadrà domani a St James’s Palace e poi incoronato, ma l’Incoronazione è una cerimonia complessa e sarà non prima del prossimo anno.

Sono anche scattate altre cose automaticamente, William ha ereditato il ducato di Cornovaglia,  che andrà a George alla morte del re Carlo. Insieme al ducato si ritrova anche una grande tenuta con un reddito di circa 20 milioni di sterline l’anno.  Intanto molti salgono di grado, Camilla diventa Regina Consorte e i figli di Harry e Meghan sono principini.

La cosa non finisce quì, ci sono tante cose che devono essere cambiate. L’inno nazionale è da ieri God Save the King, che non si canta da oltre 70 anni. I francobolli non avranno più il profilo della Regina ma dovranno avere quello di Carlo. Nel frattempo i francobolli con la Regina sono ancora validi.

georgeLo stesso vale per le monete e le banconote. Sperano di cambiare tutte le banconote entro 2 anni, ma per le monete è più difficile e quindi vedremo la Regina sulle monetine ancora per un po’. Dopotutto negli anni ’80 ancora giravano i 2 pence con il re Giorgio VI, che era morto da trent’anni.

eiirPoi bisogna pensare alla sigla della Regina il famoso EIIR ovvero Elizabeth II Regina che si trova un po’ ovunque, sui passaporti, sui cappelli della polizia, su molti documenti ufficiali, sui cancelli dei palazzi o parchi reali,  sulle cassette delle lettere e così via. Deve essere rimpiazzato con CIIIR ovvero Charles III Rex. Anche qui ci vorrà un po’ di tempo.

Non finisce qui però, abbiamo il linguaggio che deve adattarsi, non facile dopo 70 anni, da dover ricordarsi di dire Re Carlo e non Principe Carlo, ma anche espressioni come the Queen’s English diventano the King’s English.  Il re Carlo aveva anche detto che non avrebbe vissuto a Buckingham Palace, che avrebbe trasformato in un museo. Aveva anche detto che avrebbe rimpicciolito la famiglia reale, quindi tanti visconti e principi sono a rischio di perdere i titoli o comunque prestigio. Vedremo.

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