Cosa ho imparato in un anno a Londra

Cosa ho imparato in un anno a Londra
Cosa ho imparato in un anno a Londra

pinkScesi da quell’aereo a Stansted il 7 febbraio 2014, con la valigia in stiva e due borse a mano. Cercavo il mio futuro, cercavo di trovare ancora della speranza che a 30 anni in Italia non avevo più. Dopo un anno se devo tirare le somme fino ad ora, ho trovato queste speranze?

Solo in parte. Per lavorare, lavoro, mettiamo la crocetta su quella casella. Per ora riesco a mantenermi, la vita è abbastanza grama, sopratutto in un posto come Londra, ove le tentazioni sono tante e le tasche, dopo aver pagato metrò e affitto, sono piuttosto vuote. Credo dunque che se il vostro obiettivo è quello di lavorare e sopravvivere, se in Italia siete proprio con le pezze ai pantaloni e vi manca il pane sulla tavola Londra vi darà delle speranze. Qualche lavoro lo troverete sempre, o forse quasi sempre.

Quando includo tra le  speranze  qualcosa del tipo un lavoro che mi piace fare, un po’ di privacy in casa, non arrivare a casa la sera con la schiena a pezzi e i piedi gonfi, avere tempo anche per gli hobby, beh non posso dire di avere trovato delle speranze. Siamo ancora molto lontano da questi obbiettivi.  Ormai credo che Londra sia inflazionata, continuano a venire italiani tutti i giorni, tutti credono di trovare qui tutto quello che cercano, sopratutto in campo professionale e molti, moltissimi non lo trovano anche a distanza di anni.

Se si aprono gli occhi si intravede  una società divisa profondamente in due, chi fa lavoro umile e manuale che viene sottopagato per i costi astronomici di questa metropoli e chi invece viene impiegato a fare un lavoro che paga decentemente bene e riesce a vivere a Londra, permettendosi anche quei piccoli lussi, che in Italia sono spesso dati per scontati,  che rendono la vita più vivibile. Il passaggio dalla prima categoria alla seconda non è sempre facile e richiede spesso tanta fortuna.

Noi italiani non siamo i soli a volerlo fare e siamo anche svantaggiati perché il nostro inglese, in media, fa proprio pena :(Ci sono immigrati da tutto il mondo  che vogliono far parte della seconda categoria e non sempre ci riescono. Quante persone che fanno le pulizie che ho conosciuto hanno almeno un master? Tante! Quante laureate italiane, spagnole o portoghesi fanno le babysitter per pochi soldi? Tante!  Quanti immigrati, anche con ottimi titoli di studio, fanno 2 o 3 lavori di pulizia o di ristorante? Tanti!

Ho imparato in questo anno che non bisogna ascoltare le esperienze di altri, senza toccare con mano. Tanti dicono che a Londra hanno trovato la speranza ma non fanno altro che lavorare, 12 ore al giorno o più. Potrebbero essere contenti di farlo, a me invece scusate ciò non basta, se sapessi con certezza che devo fare questa vita per un anno o due e poi le cose miglioreranno, sarei almeno tranquilla, ma ho visto che questa certezza proprio non esiste. A Londra si compra e si trova di tutto, tranne le certezze.

Lori

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Scritto da admin

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