Esperienza pessima negli ospedali di Londra

Questo è un articolo inviato da un ospite, non riflette necessariamente le nostre opinioni.

Devo raccontare questa mia storia per mettere in guardia altri e far capire che l’Italia non è sempre il paese peggiore di tutti. 

Mi chiamo Francesca e con il mio fidanzato Renato mi sono trasferita a Londra nel giugno 2017. La vita è molto dura ma ce la stavamo cavando. Nel marzo 2019 Renato era andato a giocare a calcio con i suoi colleghi di lavoro, una pallonata al braccio e tanto dolore. Non riusciva a muovere il braccio o le dita e aveva tutto molto gonfio e decidemmo di andare al Pronto Soccorso.

Dopo ore di attesa un giovane dottore affrettatissimo diede un’occhiata e disse che il braccio non era rotto di metterci ghiaccio e prendere paracetamolo/ Niente Raggi X.

Il giorno dopo il dolore diventa insopportabile e Renato si reca dal medico di base il quale dice che se al pronto soccorso hanno deciso che non è rotto allora non è rotto. 

Dopo una notte insonne Renato si reca nuovamente al pronto soccorso e dopo 6 ore di attesa si sente dire di nuovo che il braccio non è rotto. Non viene fatto nessun raggio X.

Dopo altri tre giorni di agonia si reca ad un altro pronto soccorso dove ancora una volta aspetta una vita solo per sentirsi dire che il braccio non è rotto. Alla fine della settimana Renato decide di volare in Italia dove al pronto soccorso gli dissero che si trattava di una frattura grave e che era necessario operare urgentemente. Il primario pure lo sgridò per avere aspettato tanto a lungo. 

Ci siamo lamentati alla struttura ospedaliera dove abbiamo scoperto che ci sono centinaia di casi simili!  A volte mi manca proprio l’Italia, almeno i medici sanno ancora fare i medici. 

Francesca Rinaldi

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