Dirty beggar sitting on night-bag
Dirty beggar sitting on a night-bag next to a metal trolley with bottles. Homeless living conditions concept

Come altri italiani che lavorano o fanno volontariato in posti che si occupano di aiutare persone che hanno grossi problemi non posso smettere di avvertire di fare attenzione quando descrivete la situazione a Londra a chi ancora non ci vive.

Tanti dicono affermazioni come: partite senza pensarci due volte – tutti diventano ricchi a Londra – si trova lavoro per tutti – basta avere voglia di lavorare e così via.

A parte che non è proprio vero, a Londra si trova tanta miseria spaventosa, anche i quartieri più ricchi hanno una povertà nascosta, ma molto reale quasi da terzo mondo. Ciò non significa che non ci siano persone che vivono bene, ce ne sono tante ma sono quasi sempre persone che sono molto ben qualificate o hanno soldi di loro. Avere voglia di lavorare purtroppo non basta più. Qualcuno riesce ad uscire dalla trappola della miseria ma la maggioranza ci rimane se comincia dal basso. Alcuni, inclusi molti italiani, non riescono nemmeno a sollevarsi dal primo gradino. Ovvero hanno problemi a trovare da mangiare e non sempre hanno un letto.

Senza fare nomi ultimamente avevamo una famiglia italiana di 5 persone in una stanza sola di pochi metri quadrati. Senza soldi e senza inglese e con le nuove leggi pure senza benefits e quindi a rischio di trovarsi per strada. Non era il primo caso di famiglia disperata, più spesso però si trovano single che devono cercare il cibo tra la spazzatura e dormono sul marciapiede.

Questa situazione nasce spesso dal fatto che si prende il trasferimento con troppa leggerezza. Si parte senza sapere la lingua e con pochi soldi credendo come sparano in tanti che si possa trovare lavoro in due minuti. Non sempre questo succede, si finiscono i soldi e una volta si finisce per strada diventa impossibile trovare lavoro. Questa è una situazione molto comune purtroppo. Finchè si ha famiglia in Italia in grado di mandare soldi o un biglietto di ritorno, le cose si sistemano rapidamente.

Spesso purtroppo chi si trova in questa situazione non ha famiglia in Italia che può pagare viaggio di ritorno, ho avuto a che fare con uomini di oltre 50 anni, soli qui e soli in Italia, ma almeno in Italia avevano qualche lavoretto, un tetto e parlavano la lingua. Partono pensando che a Londra tutto sarebbe più facile e con la buona volontà potrebbero migliorare nettamente la loro qualità di vita.

Quando si consiglia a tutti di partire chi ci crede di più sono quasi sempre coloro che proprio non dovrebbero mai partire per Londra. Coloro che non hanno una professione che rende, non conoscono la lingua e non sanno come muoversi.

L’informatico, l’architetto, l’imprenditore,  il medico, il ricercatore non hanno problemi a trovare un lavoro in Italia o un lavoro che paga anche meglio a Londra, anzi quasi sempre lo trovano quando vivono ancora in Italia. Mentre chi fatica in Italia, chi non trova lavoro nemmeno a Milano è proprio il tipo di persona che faticherà a trovare lavoro a Londra e se lo troverà sarà quasi sempre un lavoro pagato poco con poche garanzie.

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