Finalmente ufficiale la Little Italy di Manchester

Il quartiere si chiama Ancoats e da tempo era considerato la Little Italy di Manchester, ma non ufficialmente. Qui si tengono festival e altri eventi per celebrare tutto ciò che è italiano ma ora è diventata una cosa ufficiale. 

Ora, i contributi degli italiani a Manchester sono stati riconosciuti con una targa Little Italy, installata sul lato di Halle a St Michael’s in George Leigh Street.

Nel 1800, molti italiani lasciarono l’Italia per una vita più sicura a causa di circostanze politiche ed economiche. La maggior parte degli italiani che arrivarono ad Ancoats provenivano dalla Liguria, da Gaeta e da Frosinone. Insieme agli irlandesi anche loro immigrati qui, crearono una zona praticamente quasi esclusivamente cattolica. 

Uno dei più famosi di questi migranti è Antonio Valvona, che alcuni pensano fosse l’inventore del cono gelato in cialda. Prima di Valvona il gelato veniva messo in bicchieri di vetro, il cliente leccava e poi la ciotola veniva lavata e data ad un altro cliente. Questa usanza non era igienica e i bicchieri si rompevano spesso. Fortunatamente Il nostro Antonio Valvone ebbe l’idea di creare i coni gelato. Ma come per tutte le maggiori invenzioni non è chiaro chi inventò il cono gelato, molti pensano sia stato Italo Marchioni a New York nel 1903.

Dal 1890, l’Associazione Italiana di Manchester organizza una colorata festa di religione e cultura per celebrare l’eredità italiana di coloro che hanno fatto di Ancoats la loro casa nella processione della Madonna del Rosario.

Non aspettatevi però di trovare una Little Italy congelata nel tempo, ora il quartiere è diventato di moda e si chiama spesso New Islington, troverete bar e ristoranti. La sua storia è simile a molti quartieri londinesi. Era stata forse la prima zona suburbana industriale al mondo nel 1700, prima ancora dell’East End di Londra. Ha cominciato ad andare in declino negli anni 30 che è poi peggiorato dopo la guerra. Dal 1990 in poi, come per molti quartieri londinesi, cominciarono gli investimenti e il riconoscimento del patrimonio industriale della zona. 

 

 

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