giornata della lingua inglese

Franco in Inghilterra da 12 anni racconta la reazione al coronavirus

La reazione? Io e mia moglie che siamo italiani abbiamo utilizzato le mascherine sin dall’inizio e notava o che molto spesso la gente ci rideva dietro e commentava. Anche ora poca gente le usa ma credo che comunque non abbiano capito cosa sta accadendo e come di trasmette il virus. La gente esce come di consueto, c’è l’ordinanza della distanza di 1.8 mt (??) e quando le persone si incrociano si comportano come degli idioti rasentando i muri o facendo degli scatti come fossero impazziti. Poi però tutti in fila per entrare al supermercato (waitrose) dove il servizio al banco è aperto e la commessa non usa né guanti né mascherina. L’unica cosa corretta è stato ciò che Boris Johnson ha detto all’inizio :immunità di gregge… Si perché in fin dei conti si comportano come pecore al pascolo.
 
Noi vediamo gente in giro ogni ora, neanche gli anziani prestano troppa attenzione, non saranno molto in giro ma al supermercato li trovi sempre.
 
Dopo 12 anni mi spiace dover dire che ormai la delusione è davvero tanta. Ho lavorato sua nel settore pubblico che privato e posso dire con certezza che queste persone (per fortuna molte ma non tutte!!) non posseggono alcuna creatività o autonomia. Vivono di regole, training, tessere, abilitazioni e schede indicanti con tutto ciò che devono fare, diversamente sono persi. È un paese che va sfruttato al meglio, per il resto meglio guardarsi intorno. E dò ragione a chi si lamenta della discriminazione, se vuoi essere rispettato devi avere una posizione di valore o tu schiacciano ad ogni occasione. Maleducati e sporchi soprattutto.
 
Abbiamo avuto necessità di esami specifici in ospedale ma hanno sospeso molti servizi e non hanno idea di quanto ripristineranno il tutto. Ma quel che è peggio è che in ospedale molti degli operatori non hanno mascherina.
 
La mia attività al momento è ferma e non esistono aiuti (se non pagando interessi). Mi è stato consigliato di provare a richiedere l’universal credit anticipando che anche se mi trovo qua da oltre 12 anni e quindi con gli stessi diritti di jn cittadino UK, comunque la domanda potrebbe essere rifiutata. Vedremo, onestamente se riesco a ricostruirsi una attività e una vita in un altro paese preferirei.

2 commenti su “Franco in Inghilterra da 12 anni racconta la reazione al coronavirus”

  1. Questo non ha mai messo piede in Inghilterra, le cose sono molto diverse da che dici, vergognati . Non dovresti nemmeno pubblicare queste notizie false, sono articoli di merda, ogni parola una menzogna soliti italiani provinciali ignoranti

Rispondi

Torna su