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Giada racconta la sua carriera nel mondo del recruitment

 
Sono arrivata a Londra a 19 anni con la terza media, quasi nessuno esperienza lavorativa e inglese scolastico. Mi sono data da fare da subito, evitato tanti giri italiani che non combinano niente e finito il lavoro (cameriera ai piani) mi mettevo da sola a studiare inglese. Mi sono in seguito iscritta alla universita Open University e mi sono laureata. Ho poi iniziato una carriera nel hospitality. Ora lavoro per un’agenzia di recruitment e sono manager di reparto con 8 persone che lavorano sotto di me. Con due colleghi stavamo aprendo la nostra agenzia ma purtroppo la storia del virus ci ha fermato. Solo per il momento, intendiamo tornare appena possibile
 
Molto buona, certo non tutto e’ sempre facile, ho fatto sacrifici e tanti salti mortali non solo per sopravvivere ma per non vivacchiare. Non ero venuta qua per vivacchiare, potevo stare in Italia a farlo. Londra offre delle opportunita’ ma non solo quello molti che vengono qua arrivano con un’ottica particolare che in Italia spesso non hanno. Molti immigrati in Italia sono ugualmente intraprendente e sembrano raggiungere obiettivi che gli italiani in Italia non raggiungono. E gli italiani raggiungono obiettivi a Londra quando i giovani inglesi si lamentano della mancanza di opportunita’ e che non possono avere una casa…
 
Promozioni e aver fatto carriera e ora il sogno di avere un’agenzia tutta mia
 
Avere casa mia, buoni amici fidanzato e il futuro non lo so ancora
 
Di evitare i giri italiani, non perdere tempo con loro, la maggioranza si diverte ma non combina molto. Non si viene qua per fare lavoretto dopo lavoretto, si possono fare anche in Italia, si viene chi per realizzare i propri sogni che non si realizzano in questo modo. Gli inglesi non sono difficili da conoscere se si esce dalla zona 1 e 2 e dalla routine italiana e facendo conoscenze del posto si aprono tante altre porte.
 

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