Gli italiani, come gli altri europei, non si sentono tranquilli con la Brexit

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Un’indagine di Europe Street News di Claudia Delpero dimostra che esiste una certa ansia tra gli europei che vivono in UK e i cittadini britannici che vivono in altri paesi UE.  Questa ansia è causata principalmente dall’incertezza e dalla mancanza di informazioni, protezione e rappresentanza politica.

Tra gli intervistati, il 70% era composto da cittadini britannici che vivevano in altri paesi dell’UE (45%) e cittadini non britannici dell’UE che vivevano nel Regno Unito (25%). Un altro 18% era costituito da cittadini britannici che vivevano nel Regno Unito, di cui il 10% aveva precedentemente vissuto all’estero. Ben il 93% dei partecipanti ha detto di sentirsi più ansioso dal voto sulla Brexit.

Come spiega l’articolo l’ansia è causata dalla mancanza di informazione, mancanza di protezione e mancanza di rappresentanza politica.

Chiaramente uno dei problemi di molti è che non hanno potuto votare al referendum e quindi la decisione di fare una Brexit è stata presa senza consultarli, anche se sono tra i gruppi più colpiti da questo grosso cambiamento.

Gli europei in UK non potevano votare per il referendum ma nemmeno molti cittadini britannici che dopo 15 anni all’estero perdono il diritto al voto. Inoltre molti britannici non sono riusciti a votare per disguidi postali.

Ovviamente questi gruppi vorrebbero poter votare nel paese dove hanno scelto di vivere e pagare le tasse.

Un’altro problema è la mancanza di protezione per il futuro. Anche il settled status britannico non è una legge primaria e quindi può essere cambiato in qualsiasi momento senza dover consultare il parlamento. Per i britannici nella UE rimane il problema della sanità e accesso ai servizi pubblici che varia da paese a paese. La Spagna, per esempio,  non vuole dare questi diritti ai britannici residenti fin quando sarà convinta che gli spagnoli in UK sono protetti. Il settled status non rassicura i politici spagnoli.

Bisogna anche ricordare che non tutti i paesi permettono di avere doppia nazionalità e quindi per certe persone fare una seconda nazionalità significa perdere la propria. Per un britannico residente in Spagna (uno dei paesi che non permette la seconda cittadinanza) significa lasciare quella britannica. Ma molte di queste persone hanno famiglia in UK e non avere più la nazionalità britannica vuol dire non poter più venire liberamente in UK ed essere soggetti alla severissima immigrazione britannica.

Un dato interessante che viene dal sondaggio è che il 63% degli italiani residenti in UK pensa di andarsene dal Regno Unito. Il più alto tra tutte le nazionalità europee in UK. In effetti noi abbiamo invece notato invece relativamente poco interesse ad andarsene tra gli italiani a Londra, con molti convinti che la Brexit non li tocca o sarà un vantaggio.

Un’altra ansia è senza dubbio la mancanza di informazione. Ancora non sappiamo che succederà ai titoli di studio per esempio. In teoria, una laurea presa in Italia in caso di no deal non vale niente in UK e viceversa. Ovviamente sono tutte cose che possono essere sistemate rapidamente, ma con il caos della Brexit non tutti sono tranquilli. Altri dubbi sono per chi lavora in due o tre paesi alla volta, chi ha aziende e chi ha figli, coniugi o genitori con altre nazionalità. Insomma le domande sono tante, i dubbi sono altrettanto numerosi ma le risposte e certezze ancora mancano.

Potete leggere l’articolo completo con tutti i dati qui.

 

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