Purtroppo non si tratta di ‘fake news’ questo è stato discusso e votato ieri da un comitato parlamentare. Qui vi diamo tutta l’informazione ufficiale che abbiamo per il momento. 

Il 21 ottobre dalle 18 il comitato chiamato Delegated Legislation Committee si è riunito per decidere se mantenere i diritti dei cittadini europei in UK di lavorare in proprio o avere un business o se limitarli in caso di no deal. Questo sarebbe valido per tutti coloro che vivono in UK e non hanno la cittadinanza britannica. Potete vedere il testo completo del dibattito qui.

Questa modifica è passata ma fortunatamente si trova ancora in stato di bozza, quindi non è ancora legge e  in teoria sarebbe solo valida in caso di no deal. Ma è preoccupante che la cosa sia in discussione, visto che tantissimi europei in UK sono in proprio o hanno negozi, ristoranti e altri business.

Ovviamente un trattato di libero scambio renderebbe tutto questo nuovamente legale, ma siamo ancora lontani da un trattato, al momento l’unica cosa che protegge sarebbe il WBA di Johnson.

Secondo alcuni avvocati il WBA (accordo di uscita) di Boris Johnson protegge legalmente in ogni caso i cittadini europei al 100%, secondo altri no. Il problema è che il WBA è stato pubblicato ieri sera alle 19:45 e quindi nessuno è riuscito a leggerlo bene soprattutto dal punto di vista legale. Queste sono questioni delicate e anche un termine al posto sbagliato può cambiare il significato legale di una frase.

Ci sono voluti tre anni e mezzo per avere un accordo di uscita, per giunta affrettato e imperfetto e in teoria UK e UE hanno solo tempo fino alla fine di dicembre 2020 per fare un vero trattato che è veramente pochissimo tempo.  In fondo il trattato deve includere tutto dalla sicurezza alle università, dall’agricoltura all’aeronautica.

Non sarà un’impresa facile e quindi molti pensano che in ogni caso UK sarà fuori dopo il periodo di transizione senza nessun trattato vero e proprio. Anche perché non è un segreto che alcuni ministri al governo  hanno sempre preferito non avere un trattato con la UE e quindi non siamo sicuri quanto si daranno da fare per averlo.

Ricordiamo che l’accordo di Boris Johnson non è un trattato di libero scambio, è solo l’accordo di uscita. Cosa succederebbe in quel caso non è ancora chiaro, queste sono ancora solo ipotesi.

Non è certamente il caso di farsi prendere dal panico ma nemmeno quello di fare finta di niente e sperare nella provvidenza.  Il problema non è solo ciò che succederà o no ma il problema maggiore è che fino a quando non ci saranno sicurezze, molti europei in UK non si sentono tranquilli. In fondo gli extracomunitari che vivono in UK sono ostacolati a mettersi in proprio e molti di loro già si chiedono come mai gli europei invece dovrebbero avere la vita facile.

Ovviamente fino alla fine del periodo di transizione, gli europei potranno in ogni caso continuare a lavorare in proprio ma siamo sempre più insicuri di quello che succederà dopo, nel caso non ci fosse un trattato di libero scambio. Il WBA di Johnson sarebbe sufficiente? Inoltre la domanda che molti si fanno è che altri diritti toglieranno in futuro?

Vediamo alcune reazioni su Twitter.

2 Commenti

  1. L’articolo 30 del Withdrawal Agreement nuovo che quasi nessuno ha letto dice che in caso di mancato trattato ed estensione il 1 gennaio 2021 entrerebbe in a No Deal situation, non sono avvocato ma ne deduco che in quel caso andrebbero in vigore tutte le leggi relative al no deal, inclusa questo.

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