Molti di voi si chiederanno se dopo tutte queste chiacchere sulla Brexit gli italiani hanno smesso di pensare di trasferirsi a Londra. Ancora  non sappiamo come sarà questa Brexit e quale impatto avrà su gli italiani che vivono qui e sull’economia, ma l’incertezza è sicuramente un fattore quando molti italiani fanno piani a lungo termine.

Non abbiamo dati ufficiali ancora, anche se i giornali britannici continuano a lamentarsi di un calo di assunzioni di infermieri dalla UE del 90%, un calo di ricercatori e informatici che accettano posti di lavoro in UK.

Nel nostro piccolo possiamo guardare alle richieste che ci arrivano per email e alle ricerche fatte su Google. Abbiamo avuto un calo del 70-80% delle visite di tutte le pagine dedicate a lavoro qualificato (da infermieri a psicologi passando per lavoro nella finanza).

Non sono calate per niente e in alcuni casi sono anche aumentate le visite a pagine per lavoro come kitchen porter, nanny, assistenti domiciliari, barista ecc. ecc.

Possibilmente questo è anche dovuto al fatto che molti pensano di venire a Londra solo per qualche mese. Purtroppo continuano a contattarci famiglie che non parlano inglese con bambini anche molto piccoli e vogliono trasferirsi a Londra. Non è mai stata la situazione ideale per venire a Londra, visti i costi della capitale, ma ora meno che mai.

Abbiamo anche visto un calo tangibile della qualità dei CV che ci arrivano, con un aumento di coloro che fanno proprio domanda in italiano e non hanno nemmeno un CV in inglese.

Tra questi ci sono coloro che non sanno nemmeno della Brexit o dell’Unione Europea e in certi casi sono proprio all’oscuro di tutto. Abbiamo risposto a diverse famiglie che ci chiedevano consigli per portare bimbi piccoli e non sapevano dell’esistenza della Brexit.

La pagina che abbiamo che spiega che UK è ancora parte dell’Unione Europea riceve parecchie visite tutti i giorni, l’avevamo creata apposta per rispondere alle tante email che ci chiedevano se occorreva un visto ora o se non si possono usare gli euro in UK.

Possiamo solo pensare che per il momento molti tra i maggiormente qualificati non cercano e tanto meno accettano un lavoro nel Regno Unito.

Mentre i meno qualificati, forse perché hanno meno scelta, meno da perdere o proprio non sono al corrente, continuano a venire.

 

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