“Gli italiani sono per la maggior parte relegati nel settore della ristorazione”

flowersDa quanto tempo sei a Londra/UK e come ti trovi?

Da settembre 2013. Definisco la mia situazione stabile anche se sono decisamente più disillusa di quando sono partita.

Che aspettative/piani avevi al momento della partenza?

Quando decidi di partire per Londra, l’entusiasmo prevale e non importa che qualcuno ti dica che incontrerai una marea di difficoltà e che molto probabilmente rimarrai deluso da questa esperienza. Pensi sempre che sarai uno di quelli ce la farà. Certo, il tentativo non deve essere negato a nessuno, ma credo che di fronte a decisioni come quella di lasciare il proprio paese per cercare fortuna, vada davvero pianificata a tavolino perché (e sarei felice di raccontarvelo), qui non si tratta di fare semplicemente le valigie, come spesso i privilegiati o i finti-privilegiati amano raccontare. Quando questo succede, vi consiglio caldamente di chiudere la comunicazione, come ha fatto la presente perché le risposte semplicistiche vi complicheranno ulteriormente le cose al momento del salto.

Io, sono una di quelle persone che si possono definire fortunate, ma non per agiatezza economica, forse per qualcosa di molto più grande e rassicurante: il ragazzo inglese. Bene, credo che se non ci fosse stato lui, le cose sarebbero state decisamente più difficili. Quando sei qua, ostacoli e incomprensioni sono all’ordine del giorno.

In qualsiasi caso, l’idea di molti è di venire qua a cercare realizzazione nel proprio settore, salvo poi rendersi conto che gli italiani sono per la maggior parte relegati nel settore della ristorazione (con tutto rispetto parlando naturalmente…e meno male che ci siamo noi a far da mangiare, se no, addio!). Ricordatevi comunque sempre che non diventerete mai parte integrante della loro società. Gli inglesi sono molto orgogliosi e nazionalisti, quindi, per quanto vi sorridano e vi coinvolgano nella loro quotidianità, anche dopo diversi anni, vi considereranno sempre gli italiani della pizza, del mandolino e della mafia.
Sono quei “marchi storici” che la gente non è in grado di scrollarsi di dosso e con cui convivere con ironia per quanto possibile.

Quanto pensi di rimanere e se vuoi andare via, dove andresti?

Finché c’è amore, c’è speranza. Per ora, vivo in una relazione stabile, naturalmente a 35 minuti da Londra dove i prezzi rimangono più accessibili (si fa per dire).

Se andassi via, non saprei. Mi piacerebbe tornare in italia, ma non condividendo gli atteggiamenti e la mentalità un po’ bigotta di molti connazionali, credo che mi sposterei volentieri in Scandinavia solo per la qualità di vita e dei servizi offerti.

Che lavoro fai e come l’hai trovato?

Sono una grafica pubblicitaria, motivo per cui se pensi di spostarti lo fai in direzione Londra. Ma se non sei figlio di nessuno e non conosci l’inglese a menadito, come si dice, un lavoro negli uffici e nelle agenzie te lo scordi alla grande!

Così, pur parlando discretamente inglese mi sono messa a fare diversi lavoretti e in ultimo in un doposcuola come supervisor….a lavare i piatti. Trovato tramite conoscenze (vi dice nulla?)

Uno degli obiettivi principali, per comunicare ciò che state pensando esattamente (o quasi) e trovare in parte salvezza e condizioni lavorative migliori è quella di perfezionare la lingua. Non tralasciate mai questo punto. Chiaramente, tutto dipende da quanto siete ambiziosi. C’è chi si accontenta di farsi capire e di ricevere una risposta e c’è chi cerca di comunicare più naturalmente con i nativi del posto che vi assicuro, come succede ovunque, apprezzerà le vostre capacità linguistiche e metterà da parte un po’ della tipica freddezza inglese.

Ah, da non dimenticare la questione diplomi. Qui, diversamente dall’ Italia, oltre che alle raccomandazioni (che dovete obbligatoriamente rilasciare, dichiarare quando richieste), avrete bisogno in molte occasioni, di certificati, di diplomi ottenuti qui nel Regno unito. Per intenderci, nell’insegnamento ad esempio, potrete fare l’assistente insegnante solo a corso effettuato e certificato. Non importa dove farete il corso, in una scuola o online, l’importante è che sia stato rilasciato sul posto. Già, una cosa assurda, soprattutto se arrivi dall’Italia con una marea di certificazioni e una laurea. E questo è solo uno dei tanti piccoli fastidi che dovrete affrontare una volta qua.

Che tipo di lavoro volevi?

Fortunatamente faccio ancora il mio lavoro tra mille difficoltà e rinunce. In futuro si vedrà.
L’importante è non arrivare qui, sperando di trovare immediatamente il lavoro della propria vita.
Ci vogliono molta umiltà e pazienza.

In base alla tua esperienza, consiglieresti ad altri di venire a Londra/UK e perche’?

No e si.

No, perché come ho già letto in altre interviste (che dicono cose giustissime), purtroppo l’inflazione è altissima. Chi è qua da molti più anni di me, dice che ormai i lavori vengono sottopagati e siamo molto vicini allo sfruttamento.
Troppi coloro che vogliono venire a Londra perché fa figo, senza considerare le vere condizioni di vita che questa realtà propone. Affitti altissimi, mezzi pubblici carissimi e un’infinità di cose da aggiungere che dovrebbero, non dico scoraggiare chi ha già deciso di partire, ma almeno dare del materiale su cui riflettere.
Per non parlare del tempo. Senza alcuna ironia, posso dirvi di aver parlato con persone che torneranno in Italia per la questione tempo. Cielo quasi perennemente bianco, freddo e pioggia anche se non vi sarà difficile incontrare per strada in pieno inverno, persone con maniche corte, pance all’aria e sandali.

Si, perché in qualche modo è una realtà che lascia più spazio all’immaginazione, da più libertà di espressione ed è più libera da pregiudizi e forme di bigottismo che da noi sono ancora troppo radicate (anche se dipende molto dalla zona in cui si vive). Mi viene comunque da pensare: è sufficiente come spiegazione a convincere una persona a lasciare tutto per trasferirsi qui? Credo invece che nel Regno Unito vengano poco considerate altre località che offrono quello stesso stile di vita che noi italiani andiamo cercando quando parliamo di Londra. Cartina alla mano!

 In generale, quali sono i lati positivi della tua permanenza a Londra/UK?

Non tantissimi a dire il vero anche se, quando non penso ai lati negativi, mi entusiasma passeggiare per le vie di Londra o per i parchi che gli inglesi hanno saputo egregiamente conservare.

Il lato più positivo? Aver imparato abbastanza bene l’inglese da poterlo utilizzare contro di loro in caso di necessità…scherzo! Ma se servisse, non starei in silenzio. E ancora, poter uscire in qualche modo da casa, senza essere derisi, come pure pulirsi l’orecchio col mignolo (per gli amanti), senza suscitare nessun interesse o critica. Inesistenza di zingari lavavetri e fenomento dell’accatonaggio ridotto al minimo.

Ma soprattutto non essere considerato fuori dal mercato. Nel curriculum inglese, non tutti sanno che non è necessario indicare la data di nascita ed essere quindi classificato deceduto, come si usa in Italia.

Sempre in generale, quali sono invece i lati negativi?

In cima alla lista? Sicuramente il cibo e a seguire la scarsa igiene, personale e generale. Ho visto appartamenti, compreso quello in cui vivo, ridotti a cumuli di merda (passatemi il termine).

Alla fin della fiera, tutto il mondo è paese.

Ciao!

 

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Queste sono risposte al nostro sondaggio e non necessariamente sottoscriviamo a ciò che viene detto, pubblichiamo le risposte per dover di cronaca e per dare la parola a tutti

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Scritto da admin

Autore per pagine generiche e di informazione

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