I festival di Edimburgo a rischio dopo la Brexit, dice deputato scozzese

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Secondo il deputato del Parlamento scozzese Gordon MacDonald i due festival di Edimburgo sarebbero a rischio a causa della Brexit di Boris Johnson. 

Il problema si creerebbe in particolare se il governo britannico continuasse con la politica annunciata durante la campagna elettorale di richiedere un visto per i cittadini UE anche per soggiorni di pochi giorni. In ogni caso, senza la libera circolazione della UE ci sarebbero in ogni caso problemi, perché gli artisti e chi lavora al festival verrebbero essenzialmente per lavorare anche se solo per pochi giorni. 

Foto: @lynae via Twenty20

Con le leggi sull’immigrazione di Theresa May quando era ministro degli Interni è diventato difficile anche chiedere il visto per un cittadino non UE anche solo per partecipare ad una conferenza, uno spettacolo o un concerto.  Per esempio il festival WOMAD ha dovuto cancellare parecchi concerti lo scorso anno perché i musicisti non sono riusciti ad avere un visto. Questa situazione si è ripetuta per altri festival, inclusi quelli di Edimburgo, e conferenze, tanto che ci sono organizzazioni che preferiscono non tenere più conferenze internazionali nel Regno Unito. 

Dopo il periodo di transizione della Brexit lo stesso regime severo toccherà ai cittadini europei, quindi si prevedono grossi problemi anche per i festival di Edimburgo. Il deputato MacDonald dice che Da anni ormai, gli artisti sono stati scoraggiati dal venire nel Regno Unito a causa dell’umiliante processo per ottenere un visto del governo del Regno Unito. Ritiene che il governo britannico debba aprire gli occhi sul danno che sta causando ai nostri festival.

Aggiunge anche che il successo dei festival si basa sul flusso continuo di artisti e persone provenienti da tutto il mondo e l’attuale sistema di immigrazione ha già avuto un impatto negativo sulla capacità del festival di attrarre artisti internazionali.

Anche se la Scozia è in effetti una nazione e ha indipendenza sull’istruzione, sanità e altre aree non ha nessun potere sull’immigrazione, le decisioni e leggi in questo campo arrivano da Londra

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