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Oggi siamo abituati a vedere coffee shops a Londra, da Pret a Manger a Starbucks sono dovunque. Probabilmente però non conoscete la storia dei coffee shops di Londra, che inizialmente si chiamavano coffeehouses. Effettivamente erano molto di più di un semplice coffee shop.

Il primo coffee shop di Londra fu aperto nel 1652 da un greco chiamato Pasqua Roseé. Aveva lavorato per un mercante britannico in Turchia e aveva imparato a conoscere ed apprezzare il caffè. Aprì il primo coffee shop a Londra a Cornhill ed ebbe subito successo. Anche se la bevanda non era ancora perfezionata e probabilmente per il nostro palato sarebbe imbevibile, il locale era sempre pieno, Tanto che presto Londra si riempì di coffee shops.

coffeehouse
Un coffee shop a Londra nel 1700

Generalmente per un penny si aveva un caffè e la tazza potete essere riempita di nuovo fin quando si voleva senza dover pagare di nuovo. Per questo motivo i coffee shops divennero subito il posto dove passare parte della giornata, incontrare amici e fare affari. Tanto che nel 1674 ci fu una petizione per bandire i coffee shops che a quanto pare facevano diventare pigri gli uomini. Il re Carlo II stesso voleva assolutamente vietarli.

Foto: By Bodleian Library, University of Oxford (Bodleian Library, University of Oxford) [Public domain], via Wikimedia Commons

Nel giro di 25 anni c’erano oltre 1000 coffee shops a Londra. In parte molti allora credevano che il caffè avesse delle proprietà mediche e addirittura veniva usato contro la peste! Sicuramente si erano accorti che faceva stare svegli e su questo avevano ragione. In seguito cominciarono anche a vedere té e cioccolata calda.

Alcuni coffee shops divennero famosi e svilupparono la loro clientela e alcuni si specializzarono. Il coffee shop di Edward Lloyd divenne il posto dove andare per avere assicurazione navale e da questo coffee shop nacque l’assicurazione Lloyds esistente tutt’ora. Anche le famose aste londinesi come Sotheby’s nacquero in coffee shops.  C’erano coffee shops frequentati da uomini di affari, di lettere, da dottori, scienziati, banchieri e altre professioni. Questo networking portò poi alla nascita di altre associazioni.

Un altro famoso era Don Saltero, che non aveva niente di spagnolo, il proprietario era un certo John Salter.  Don Saltero offriva di tutto, un servizio di barbiere, dentista (rudimentale visti i tempi) e aveva anche un piccolo museo. Esisteva anche una versione primitiva dei pop ups di oggi, erano quasi sempre barche sul Tamigi che aprivano in un posto per un giorno e poi si spostavano.

 

 

 

 

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