Quando sei venuto/a a Londra/Regno Unito?

Aprile 2015

Come hai cercato una sistemazione fissa e hai avuto problemi?

Stavo da una parente per i primi tempi e dopo mi sono cercata qualcosa da sola

Come hai cercato lavounsurero?

Con una agenzia e da sola
 Quanto tempo ci hai messo a trovare il tuo primo lavoro?

Quasi un mese

 

Che tipo di esperienza di lavoro o titoli di studio avevi all’arrivo?
Insegnante, tata, animatrice, operatrice culturale. Sono laureata in economia dell’azienda.

Come era il tuo inglese scritto e parlato al tuo arrivo?

Scolastico

Quale e’ stato il tuo primo lavoro? E che lavoro stai facendo adesso?

Cameriera ai piani e ora cameriera in un ristorante

 

Come definiresti la tua esperienza a Londra/Regno Unito fino ad ora? E per quali motivi?

Si mi sono divertita ma per l’aspetto lavorativo molto una delusione, pensavo di trovare un mondo lavorativo migliore. Invece ho trovato sfruttamento su sfruttamento, non molto meglio dell’Italia e per certi aspetti anche peggio. Tanto lavoro a nero e sfruttamento nelle ore e nei pagamenti.

Consiglieresti ad altri di partire per Londra/Regno Unito e per quali motivi?
Si e no. Forse ci sono persone che ottengono un buon lavoro ma secondo me tanti a Londra stanno solo  buttando via molto tempo e non faranno mai una mazza di buono. Mi sono data 18 mesi di tempo per migliorare l’inglese e trovare un lavoro buono, non voglio stare qua 5 anni e non combinare niente di buono, qua tutto costa un sacco se non si guadagna bene si vive troppo male. I sacrifici si devono fare all’inizio ma si devono vedere i risultati. Per lavorare, lavoravo pure in Italia, volevo fare qualcosa di meglio e con la mia laurea, ma fino ad ora nulla di nulla.

 Potresti dare due consigli utili a chi deve ancora partire?

Datevi un limite di tempo, non fate  gli emarginati per anni e anni. Lo sai che se non imbrocchi nel giro di un anno o due non l’imbrocchi più. Se volete provare e siete sicuri fatevi un’esperienza ma non pensate al trasferimento definitivo fin quando non avete dei motivi buoni per rimanere.

Pia

Queste sono risposte al nostro sondaggio e non necessariamente sottoscriviamo a ciò che viene detto, pubblichiamo le risposte per dover di cronaca e per dare la parola a tutti

Se vuoi anche tu un lavoro a Londra o nel Regno Unito, leggi qui

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2 Commenti

  1. Si, sono d’accordo con te su quasi tutto.
    Diciamo che tu dici “mi sono data 18 mesi di tempo per migliorare l’inglese e trovare un buon lavoro”; ecco, qui non sono d’accordo. Questo in quanto, secondo la mia esperienza personale, per arrivare a un livello buono di inglese (e per “buono” intendo: saper comunicare efficacemente, capire il 99% di quello che viene detto, avere un accento accettabile – non troppo italiano / Livello che probabilmente molti di voi considereranno “advanced”, ma che per me non lo e’, bisogna restare umili e imparare continuamente – un livello “advanced” si raggiunge quando si e’ quasi madrelingua, secondo me) ci vogliono almeno un anno e mezzo/due anni passati in full-immersion totale (quindi, avendo parlato e scritto per almeno l’80% della propria giornata in inglese). Detto cio’, penso che questo anno e mezzo/due anni bisognerebbe farli PRIMA di trasferirsi in un posto per cercare lavoro qualificato/specializzato (ergo, andare a fare la ragazza alla pari l’estate dopo il liceo, fare corsi di lingua extra-scolastici, guardare video/film in lingua, leggere libri in lingua, ascoltare i Beatles/Queen/etc. leggendo i testi, avere un amico di penna inglese/americano/etc., etc.). Dopo e solo dopo che ci si sente sicuri sulla lingua (livello “buono”), allora si’ che si dovrebbe partire. Purtroppo non credo troppo nella gente che si trasferisce all’estero, magari avendo gia’ una certa eta’, e che dice “beh, si’, prima imparo l’inglese intanto che faccio un lavoro a caso, poi cerchero’ e trovero’ di meglio!”. Purtroppo non ci credo. Al massimo riesci a diventare un fantomatico “store/shop manager” o “team leader”, che, francamente parlando, penso siano solo titoli dati al fine di dare il cosiddetto “contentino”.
    Tutto questo per replicare al tuo “[…] per l’aspetto lavorativo molto una delusione, pensavo di trovare un mondo lavorativo migliore. Invece ho trovato sfruttamento su sfruttamento, non molto meglio dell’Italia e per certi aspetti anche peggio.”. Scusami, ma… Cosa ti aspettavi, arrivando con un inglese scolastico? E’ come se venisse uno straniero in Italia, che sa’ dire solo “Ciao” e “Come stai?”, e pretendesse di trovare un lavoro qualificato appena “migliorato l’italiano”… E’ la stessa identica cosa.
    Quindi, per favore, iniziamo a emigrare con un po’ di preparazione e senza avere queste presunzioni che poi sbocciano in “eh, a Londra fa’ tutto schifo, tempo orribile e datori di lavoro che ti sfruttano come schiavi”.
    Per. Fa. Vo. Re.

  2. Si, sono d’accordo con te su quasi tutto.
    Diciamo che tu dici “mi sono data 18 mesi di tempo per migliorare l’inglese e trovare un buon lavoro”; ecco, qui non sono d’accordo. Questo in quanto, secondo la mia esperienza personale, per arrivare a un livello buono di inglese (e per “buono” intendo: saper comunicare efficacemente, capire il 99% di quello che viene detto, avere un accento accettabile – non troppo italiano / Livello che probabilmente molti di voi considereranno “advanced”, ma che per me non lo e’, bisogna restare umili e imparare continuamente – un livello “advanced” si raggiunge quando si e’ quasi madrelingua, secondo me) ci vogliono almeno un anno e mezzo/due anni passati in full-immersion totale (quindi, avendo parlato e scritto per almeno l’80% della propria giornata in inglese). Detto cio’, penso che questo anno e mezzo/due anni bisognerebbe farli PRIMA di trasferirsi in un posto per cercare lavoro qualificato/specializzato (ergo, andare a fare la ragazza alla pari l’estate dopo il liceo, fare corsi di lingua extra-scolastici, guardare video/film in lingua, leggere libri in lingua, ascoltare i Beatles/Queen/etc. leggendo i testi, avere un amico di penna inglese/americano/etc., etc.). Dopo e solo dopo che ci si sente sicuri sulla lingua (livello “buono”), allora si’ che si dovrebbe partire. Purtroppo non credo troppo nella gente che si trasferisce all’estero, magari avendo gia’ una certa eta’, e che dice “beh, si’, prima imparo l’inglese intanto che faccio un lavoro a caso, poi cerchero’ e trovero’ di meglio!”. Purtroppo non ci credo. Al massimo riesci a diventare un fantomatico “store/shop manager” o “team leader”, che, francamente parlando, penso siano solo titoli dati al fine di dare il cosiddetto “contentino”.
    Tutto questo per replicare al tuo “[…] per l’aspetto lavorativo molto una delusione, pensavo di trovare un mondo lavorativo migliore. Invece ho trovato sfruttamento su sfruttamento, non molto meglio dell’Italia e per certi aspetti anche peggio.”. Scusami, ma… Cosa ti aspettavi, arrivando con un inglese scolastico? E’ come se venisse uno straniero in Italia, che sa’ dire solo “Ciao” e “Come stai?”, e pretendesse di trovare un lavoro qualificato appena “migliorato l’italiano”… E’ la stessa identica cosa.
    Quindi, per favore, iniziamo a emigrare con un po’ di preparazione e senza avere queste presunzioni che poi sbocciano in “eh, a Londra fa’ tutto schifo, tempo orribile e datori di lavoro che ti sfruttano come schiavi”.
    Per. Fa. Vo. Re.

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