IL CV di un laureato in psicologia aziendale

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Abbiamo ricevuto un altro CV di uno di voi che sta facendo tante domande di lavoro e non riceve risposte, in questo caso un laureato in psicologia aziendale.

se anche voi non ricevete abbastanza inviti ai colloqui e volete ricevere una consulenza gratuita potete leggere le istruzioni qui.

[dropshadowbox align=”none” effect=”raised” width=”auto” height=”” background_color=”#b1bcf9″ border_width=”1″ border_color=”#dddddd” ]Se fate 10 domande di lavoro e non ricevete nemmeno una risposta, state certamente sbagliando qualcosa[/dropshadowbox]

Il caso che analizziamo oggi è un laureato in psicologia aziendale che ha fatto, dice almeno 200 domande di lavoro e nessun colloquio. Tende a fare domande di lavoro ad ampio raggio (ovvero in tanti settori diversi) usando lo stesso CV e cover letter che ci sembra parte del problema. Bisogna adattare il proprio CV ad ogni tipo di lavoro. La cover letter dovrebbe essere adattata e personalizzata ad ogni offerta di lavoro. Non serve fare centinaia o migliaia di domande di lavoro, basta farne una manciata ma fatte bene per avere i risultati.

Fortunatamente il nolaureato in psicologia aziendalestro laureato in psicologia aziendale non usa il formato Europass però usa un formato che non funziona. Il profilo è un lungo brano di prosa di 1087 parole, senza paragrafi o stacchi di nessun tipo. Nessun recruiter lo leggerà mai. Il consiglio qui è di fare un profile di due o tre righe, molto conciso e mirato e fare poi una lista di skills ben selezionati usando una lista e i bullet points. Occorre usare keywords che si usano nel settore e sottolinearle in qualche modo, per farle saltare subito all’occhio.

La descrizione della laurea stessa usa ben 526 parole. Anche qui bastano un paio di righe. La tesi può essere menzionata nella cover letter o negli skills solo se è su un argomento veramente inerente al lavoro a cui si fa domanda. Altrimenti non interessa e serve solo a far perdere l’attenzione del recruiter. Per questa persona essere laureato in psicologia aziendale è chiaramente molto importante, ma si deve mettere nei panni dei recruiters che vogliono vedere che ha oltre alla laurea.

Un’altra cosa da considerare è quella di mettere ben in evidenza quello che si offre al potenziale datore di lavoro possibilmente mettendo esempi.  Lascerei subito perdere affermazioni negative come “non mi sento ancora sicuro in inglese”. Dovrebbe essere il datore di lavoro a decidere se l’inglese è sufficente o no. Certamente non si può affermare di non sentirsi sicuri in inglese e poi dichiarare di avere un inglese fluent in fondo al CV.

 

La legge della privacy è una legge italiana e non si deve mettere. Data di nascita, sesso e altri dati personali non si mettono.

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