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Venire a Londra senza esperienza di lavoro?

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Venire a Londra senza esperienza di lavoro?
Venire a Londra senza esperienza di lavoro?

cityQuesto è un argomento molto discusso e che sicuramente interessa a molti. Da tempo consigliamo di fare tutta l’esperienza che potete fare in Italia se volete lavorare in un campo particolare, se venite senza esperienza (e senza inglese) vi troverete quasi sicuramente a dover lavorare per le solite catene e aziende che assumono tutti ma che purtroppo non offrono una carriera soddisfacente a molti, qualcuno dirà che anche da bambino voleva diventare manager da McDonalds o da Zara, ma non è in realtà il grande sogno di molti, specialmente coloro che con laurea e ambizione vengono a Londra per trovare una bella carriera. Da qualche giorno si tiene una discussione su questo argomento sul forum e vi segnaliamo alcuni interventi che riteniamo interessanti e che possono dare qualche consiglio utile a chi è ancora in Italia e sta pensando di venire a Londra a fare esperienza.

Foto:  © Copyright Thomas Nugent and licensed for reuse under this Creative Commons Licence.

vagabonda78 scrive:

Allora voglio chiarire alcune cose io che almeno ho lavorato per agenzie di recruitment in campi diversi di servizi nel terziario, incluse agenzie di digital media ecc.
prima di tutto non e’ assolutamente vero che freelancing e volontariato non sono visti di buon occhio, il volontariato e’ visto molto bene da praticamente tutti i clienti con cui ho avuto a che fare (incluse ditte grosse e prestigiose)
il freelancing e’ indubbiamente visto molto meglio che stare a casa a grattarsi i pollici e comunque dipende dal livello
dovrebbe essere chiaro che con un lavoro di volontariato o anni di freelance non porta subito a diventare IT manager o HR director, ma almeno porta a fare un entry job o a mettere il piede dentro un nuovo settore o almeno a mantenere fresco il cv e non uscire dal giro

la cosa peggiore in Inghilterra e’ trovarsi fuori dal giro e ti assicuro che quasi tutti i nostri clienti non considerano nessuno con un buco recente di anche solo 3 mesi sul cv
riempire quei 3 mesi con freelancing o volontariato e’ la cosa piu’ saggia da fare
dovrebbe essere anche chiaro che qualcuno che e’ disoccupato da 2 anni fara’ sempre fatica a trovare lavoro se non nei peggiori callcentre o ristoranti, la cosa saggia e’ non avere mai buchi sul cv e volontariato e freelancing sono i modi migliori per mantenersi skills e avere un cv lineare quando non si trova altro o farsi nuovi skills quando si vuole cambiare settore

Se la competizione e’ alta nel volontariato e’ dovuto al fatto che puo’ essere esperienza di grande valore, non e’ che sono tutti santi che lavorano senza venire pagati per la gloria, tanti hanno trovato il modo di entrare a fare il lavoro che volevano, passando per il buco del volontariato, non sputarci sopra![irp]

Nara73 aggiunge
Credo che ogni esperienza sia diversa, tuttvia io in export sales non lavoro da 5 anni per via crisi. Ho fatto seguire un’esperienza a progetto come content adimistrator e lead generator dal 2011 al 2013 in una multinazionale che ha chiuso per fallimento. Apparentemente inutile, utilissima per coprire un gap. Nei colloqui UK nessuno mi ha mai chiesto di quest’esperienza. A loro interessava cosa facevo prima. Ma per loro vedere continuità è necessario.

Dopo il fallimento della start-up, in mancanza di prospettive per motivi anagrafici mi sono messa a fare la traduttrice mentre cerco in UK; mi sono fatta un portfolio e, non avendo esperienza, ho cominciato da piccole cose e ho preso alcune certificazioni; tra gli altri, un cliente che ha un sito di integratori alimentari mi ha ingaggiato per localizzareil suo sito per cui traduco marketing material e campagne di marketing.[irp]

Inoltre gli ho dato gratuitamente dritte sul mercato italiano, e sui corrieri che gli conveniva utilizzare, attingendo dalla mia esperienza passata. A questo cliente inglese, che ho poi incontrato personalmente in Italia, ho chiesto anche di fare uno stage non pagato per imparare qualcosa sull’online marketing e mi ha detto di sì, che sarebbe stato entusiasta di farmi vedere qualcosa,dato il buon rapporto instaurato. Potrò scriverlo nel CV.

Un cliente Odesk mi ha chiesto di fare da country manager al suo sito per 3 ore al giorno, gestendo la parte italiana dalle traduzioni al marketing online nonostante non avessi esperienza in marketing; ho dovuto solo dire di no perché chiedevano un rapporto continuativo e non era materialmente possibile perché sono in Italia e non ho la partita iva (non posso permettermela) e se sgarri con il fisco sono dolori. Fosse stato qualche mese, invece di anni, rientravo nella cifra stabilita dalla legge, perché pagavano poco; ma avrei accettato per fare esperienza.

Inoltre, nonostante siano cinque anni che non lavoro nell’export sales, e non per mia scelta, ho tenuto i miei skills aggiornati, e ho fatto corsi SAP SD online per tenermi opzioni aperte. Sono stata contattata da multinazionali dove il SAP SD era richiesto.
Verissimo che ottenere lavoro è dura e che la concorrenza è mostruosa, ma a differenza dell’Italia colloqui nell’export sales in UK ne ho fatti, compatibilmente con la poca offerta nel settore.

Sono anche stata di recente contattata da un’azienda inglese di prodotti nutrizionali per gestire i loro clienti; cercano probabilmente un madrelingua da assumere come dipendente, tuttavia mi tengono in considerazione perché hanno visto che, anche se nel campo delle traduzioni, ho trattato un prodotto simile alla loro nicchia, oltre ad avere esperienza passata nel campo che serve a loro in questo momento.[irp]

Ancora il lavoro da dipendente non l’ho trovato, e la lotta è dura e si continua ad annaspare e a sputare sangue, ma questo per dire che sì, è necessaria assoluta coerenza nel CV, ma l’importante è andare avanti con determinazione e dimostrare di essere una persona che si da da fare e di sapere sviluppare competenze ed esperienza anche in maniera indipendente. Se cinque anni fa avessi gettato la spugna, (perché a 35 anni sei finito, in Italia vali la metà di un neolaureato) e non avessi continuato a crescere per conto mio, non verrei tutt’ora considerata dai recruiters o dalle ditte inglesi per posizioni simili a quella che ricoprivo 5 anni fa.

Questo vuole essere solo un incoraggiamento ai neolaureati che faticano a inserirsi per dire che veramente se vuoi ottenere qualcosa devi tirarti su le maniche da solo, continuare a studiare e sopratutto essere propositivi. Che significa anche lavorare per niente o per poco per sviluppare competenze. Questo è il tempo in cui (purtroppo) viviamo.

Amen.

Valenta scrive:

Si ma dipende troppo. Innanzitutto dipende da dove lavori, pagato o non pagato, dove hai fatto l’esperienza conta, non tanto quanto eri pagato. Ci sono internships (pagate o non pagate) che valgono una cicca, altre aprono tante porte, prima di accettarne una a caso devi farti i calcoli. Per fare un internship pagata dove lavoravo prima vogliono ALMENO 18 mesi di esperienza (non pagata conta come esperienza), non puoi pensare di fare meno di un anno di volontariato e trovare subito lavoro, in molti settori non funziona, non senza altre internship. Dove lavoro ora per un entry job si aspettano circa 2 anni di esperienza full time (pagata o non pagata)!

Piu’ che altro, mi sorprende che cosi’ tanti italiani ancora arrivano senza esperienza e pensano di farsela a Londra, quando sono secoli che si dice che per trovare lavoro a Londra decente bisogna avere esperienza. Si possono vedere gli annunci per gli entry job o internship e vedere che quasi mai chiedono solo pezzi di carta e nessuna esperienza, persino le internship chiedono esperienza, Fare volontariato e internship serve molto, ma per avere valore in certi settori devono farlo per ditte grossine per un bel periodo di tempo e quindi devono mantenersi a Londra che diventa un’impresa. Ha molto piu’ senso lavorare gratis in Italia quando vivono ancora dai genitori e solo dopo pensare di venire a Londra.

Hellokitty1 invece aggiunge:

Il nocciolo della questione è non si può venire a Londra senza esperienza. Per farla si può anche farla ma significherebbe lavorare 80 ore alla settimana per 2/3 anni. Dovrete mettervi alla pari con i laureati del posto, vedo curriculum vitae di ragazzi inglesi di 22 anni e hanno almeno 12/18 mesi di esperienza full time nell’ambito degli studi + una serie di lavoretti meno interessanti, ma che fanno comunque cv e offrono transferable skills che possono riciclare.

Confermo che dovete stare molto attenti nella scelta delle internships, alcune valgono meno di niente. I laureati del posto hanno il vantaggio che molti placements vengono organizzati dalle uni che concordano con il datore di lavoro la struttura e gli obbiettivi didattici del placement o internship. Ho sentito italiani e francesi che hanno pagato per fare uno stage non pagato senza obbiettivi didattici e dove sono stati semplicemente sfruttati a fare lavoretti banali di routine che non migliorano il cv. Un ragazzo francese che conosco ha passato 3 mesi non pagati a fare vendita telefonica in francese di spazio pubblicitario, lavoro che poteva trovare facilmente da solo e farsi anche pagare!

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