thamesQuando sei venuto/a  a Londra/Regno Unito?

Nel 2014

Come hai cercato una sistemazione fissa e hai avuto problemi?

No, se si cerca, si trova

Foto: © Copyright Stephen McKay and licensed for reuse under this Creative Commons Licence.

Come hai cercato lavoro?

internet

 

Quanto tempo ci hai messo a trovare il tuo primo lavoro?

Una settimana

Quale e’ stato il tuo primo lavoro? E che lavoro stai facendo adesso?

Callcentre prima ora sono nell’executive manageriale

Che tipo di esperienza di lavoro o titoli di studio avevi all’arrivo?

Laurea in giurisprudenza

Come era il tuo inglese scritto e parlato al tuo arrivo?

Buono

Come definiresti la tua esperienza a Londra/Regno Unito fino ad ora? E per quali motivi?

La meritocrazia premia solo i migliori. Non posso dire di essere tra i migliori ma sono stato premiato molte volte e ora vivo una vita piena di soddisfazioni e con sempre nuovi progetti. Una vita vera non quel sopravvivere che si deve fare in Italia.

Consiglieresti ad altri di partire per Londra/Regno Unito e per quali motivi?

Non ci sono alternative, altri paesi parlano lingue difficili, in Italia ci sono solo possibilità per mafiosi o raccomandati, una persona onesta e capace non riesce a vivere in Italia

Potresti dare due consigli utili a chi deve ancora partire?

Niente timidezza e umiltà, qua bisogna avere la faccia tosta e soprattutto tanta professionalità e preparazione. Ma bisogna anche avere sicurezza delle proprie capacità e non avere il timore di venderle.

Puoi anche tu compilare questo modulo

Queste sono risposte al nostro sondaggio e non necessariamente sottoscriviamo a ciò che viene detto, pubblichiamo le risposte per dover di cronaca e per dare la parola a tutti

Se vuoi anche tu un lavoro a Londra o nel Regno Unito, leggi qui

admin

Autore per pagine generiche e di informazione

6 Commenti

  1. Non sono d’accordo per quanto riguarda il fatto che in Italia vanno avanti solo i mafiosi o i raccomandati. Io in Italia lavoravo onestamente, senza aver avuto nessun tipo di raccomandazione, e venivo premiata per le mie capacità e competenze. Ma forse nessuno si è mai reso conto che c’è una differenza sostanziale tra lavorare al nord e lavorare al sud… Ovviamente non è una regola, ma al nord solitamente un lavoro lo si trova anche senza le cosiddette raccomandazioni o senza essere un mafioso. Questo è quello che penso io, comunque.
    Non sono d’accordo neanche col fatto di non dover essere umili. Non bisogna essere troppo umili e farsi sfruttare per questo, di questo sono d’accordo. Ma allo stesso tempo la dose giusta di umiltà non può che essere una qualità nella vita, lavorativa e non.
    Per il resto, sì, sei un po’ presuntuoso, ma sono d’accordo con quello che dici.

    • “venivo premiata per le mie capacità e competenze” ti assicuro che per questo era fortunatissima perché solitamente la gente scappa dall’Italia proprio per questo motivo, le possibilità di far carriera spesso senza conoscenze sono pari a zero, non ho mai conosciuto nessuno che ha avuto un aumento perché era bravo a lavoro mentre in generale all’estero è la cosa più comune che ci sia.
      Sicuramente al nord Italia è più facile trovare un lavoro onesto, quello sì, il sud Italia fa pena sotto ogni punto di vista si salva giusto per il cibo; ma l’assenza di meritocrazia è quello che fa scappare sempre più i giovani dall’Italia, qui in UK in pochi anni puoi ottenere diverse promozioni e ottenere aumenti di stipendio che in Italia uno si può solo sognare.

      • Sono d’accordo con lei nel dire che in UK ci sono molte piu’ possibilita’ di carriera e probablimente anche molte piu’ soddisfazioni (in termini di mansioni e di stipendio). Allo stesso tempo, guarando alla mia esperienza personale, io sono riuscita a ricevere una promozione anche in Italia, dopo un anno e tre mesi che lavoravo per quell’azienda. Sarei passata da uno stipendio di 1,250 EUR ad uno di 1,400 EUR (netti mensili). E tutto questo a 21 anni; non mi sarei lamentata affatto. La promozione ho comunque dovuto rifiutarla perche’ pianificavo gia’ di espatriare al fine di raffinare la mia figura professionale (dal momento che non ho una laurea, mi sembrava una scelta saggia) – fatto (quello di rifituare una promozione di cui avrei comunque potuto approfittare per qualche mese) che il mio capo di allora ha apprezzato non poco. Mi ha anche proposto un ulteriore aumento al fine di trattenermi li’, ma ho rifiutato. Tutto questo per dire che penso che ad oggi il mio “successo” lavorativo lo abbia ottenuto grazie alla massima correttezza, professionalita’ e sincerita’ che mi contraddistinguono, e che in Italia vengono apprezzate ancora molto, che tu sia un 40enne con 2 lauree o che tua sia una “ragazzina” (come molti mi chiamano ancora) alle prime armi senza una laurea. Di conseguenza, proprio perche’ ne posso parlare in prima persona, dico che in Italia non e’ vero che, lavorativamente parlando, non si puo’ andare da nessuna parte. Molto probabilmente non si raggiungono le soddisfazioni che si possono raggiungere qui, ma comunque si puo’ vivere bene e dignitosamente anche in Italia.
        Poi, non so, magari la mia e’ un’esperienza su un milione. Forse, come dice lei, ero fortunatissima. Ma penso comunque di non essere l’eccezione alla regola.

  2. Non sono d’accordo per quanto riguarda il fatto che in Italia vanno avanti solo i mafiosi o i raccomandati. Io in Italia lavoravo onestamente, senza aver avuto nessun tipo di raccomandazione, e venivo premiata per le mie capacità e competenze. Ma forse nessuno si è mai reso conto che c’è una differenza sostanziale tra lavorare al nord e lavorare al sud… Ovviamente non è una regola, ma al nord solitamente un lavoro lo si trova anche senza le cosiddette raccomandazioni o senza essere un mafioso. Questo è quello che penso io, comunque.
    Non sono d’accordo neanche col fatto di non dover essere umili. Non bisogna essere troppo umili e farsi sfruttare per questo, di questo sono d’accordo. Ma allo stesso tempo la dose giusta di umiltà non può che essere una qualità nella vita, lavorativa e non.
    Per il resto, sì, sei un po’ presuntuoso, ma sono d’accordo con quello che dici.

    • “venivo premiata per le mie capacità e competenze” ti assicuro che per questo era fortunatissima perché solitamente la gente scappa dall’Italia proprio per questo motivo, le possibilità di far carriera spesso senza conoscenze sono pari a zero, non ho mai conosciuto nessuno che ha avuto un aumento perché era bravo a lavoro mentre in generale all’estero è la cosa più comune che ci sia.
      Sicuramente al nord Italia è più facile trovare un lavoro onesto, quello sì, il sud Italia fa pena sotto ogni punto di vista si salva giusto per il cibo; ma l’assenza di meritocrazia è quello che fa scappare sempre più i giovani dall’Italia, qui in UK in pochi anni puoi ottenere diverse promozioni e ottenere aumenti di stipendio che in Italia uno si può solo sognare.

      • Sono d’accordo con lei nel dire che in UK ci sono molte piu’ possibilita’ di carriera e probablimente anche molte piu’ soddisfazioni (in termini di mansioni e di stipendio). Allo stesso tempo, guarando alla mia esperienza personale, io sono riuscita a ricevere una promozione anche in Italia, dopo un anno e tre mesi che lavoravo per quell’azienda. Sarei passata da uno stipendio di 1,250 EUR ad uno di 1,400 EUR (netti mensili). E tutto questo a 21 anni; non mi sarei lamentata affatto. La promozione ho comunque dovuto rifiutarla perche’ pianificavo gia’ di espatriare al fine di raffinare la mia figura professionale (dal momento che non ho una laurea, mi sembrava una scelta saggia) – fatto (quello di rifituare una promozione di cui avrei comunque potuto approfittare per qualche mese) che il mio capo di allora ha apprezzato non poco. Mi ha anche proposto un ulteriore aumento al fine di trattenermi li’, ma ho rifiutato. Tutto questo per dire che penso che ad oggi il mio “successo” lavorativo lo abbia ottenuto grazie alla massima correttezza, professionalita’ e sincerita’ che mi contraddistinguono, e che in Italia vengono apprezzate ancora molto, che tu sia un 40enne con 2 lauree o che tua sia una “ragazzina” (come molti mi chiamano ancora) alle prime armi senza una laurea. Di conseguenza, proprio perche’ ne posso parlare in prima persona, dico che in Italia non e’ vero che, lavorativamente parlando, non si puo’ andare da nessuna parte. Molto probabilmente non si raggiungono le soddisfazioni che si possono raggiungere qui, ma comunque si puo’ vivere bene e dignitosamente anche in Italia.
        Poi, non so, magari la mia e’ un’esperienza su un milione. Forse, come dice lei, ero fortunatissima. Ma penso comunque di non essere l’eccezione alla regola.

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