london eyeVolevo raccontare anch’io la mia esperienza da Italiano a Londra. Sono emigrato a Londra il 6 Ottobre 2015, poco più di 5 mesi fa, con qualche risparmio e tante speranze. Ho organizzato la mia partenza in 10 giorni – non che ci sia tanto da fare, quando spulci qualche pagina su internet qua e la, prepari un curriculum in inglese e le valigie non c’è molto altro da fare – e ho contattato un amico Italiano che viveva la già da qualche mese.

Appena arrivato l’impatto è stato devastante. Partito bello spavaldo con il mio inglese da serie tv sottotitolate, credetemi, non capivo una parola. Pronuncia diversa, cadenza, velocità nel parlare.. ero completamente perso! ovviamente mi sono accampato per un po’ nel salotto di questo mio amico , e come prime cose mi sono curato di chiamare il numero apposito per richiedere il NIN, che è un equivalente del nostro codice fiscale ed è INDISPENSABILE per lavorare, e per trovare una camera.

Anche qui, potrei spendere ore a raccontarvi la mia odissea, ho visto case e camere che non potete nemmeno immaginare, una sporcizia e un disagio che neanche negli incubi più lontani potreste immaginare. Risolte queste prime questioni, con un sacco, un sacco di problemi credetemi, arriviamo alla parte che forse interessa di più, il lavoro.

Prima vorrei condividere con voi l’idea che mi sono fatto io, su come funziona il lavoro qui a Londra. Il primo grande scoglio è l’esperienza lavorativa in UK. Mi spiego meglio, tra le decine e decine di candidature per un determinato lavoro, il manager darà la priorità sempre alle persone che hanno già lavorato in UK. Seconda cosa, ed è vero, l’esperienza non è così determinante. Se hai voglia di lavorare, e lo vedono subito, ti prendono, e il lavoro te lo insegnano. Torniamo alla mia avventura. Come credo tutti gli emigranti ho cercato posti come cameriere, barista e così via, tutti lavori in cui non avevo la minima esperienza.

Foot: © Copyright David Hallam-Jones and licensed for reuse under this Creative Commons Licence.

Dopo circa 10 giorni di ricerca più o meno costante ho trovato il mio primo lavoro, cameriere in un pub appena aperto fuori dal Natural History Museum, a South Kensington. Fantastico! Paga accettabile per vivere, circa 250 £ a settimana e condizioni di lavoro non troppo rigide. Tenete conto che se cercate un lavoro nel mondo della ristorazione, è impossibile non fare le vostre belle 10 ore al giorno nel week end, perchè sono i due giorni dove si lavora di più, è ovvio! Ho lavorato li per circa un mese, poi ho deciso di dare una svolta. Non ero andato a Londra per fare il cameriere (c’è chi vuole farlo, perchè gli piace, e credetemi che in moltissimi posti a Londra è un lavoro MOLTO ben retribuito), ma aspiravo a qualcos’altro.

In Italia lavoravo stagionalmente come assistente bagnanti, ed era un lavoro che mi piaceva, evevo moltissima esperienza e quindi, qui, a Londra, dove ci sono centinaia e centinaia di Leisure Centre, circoli e quant’altro non trovo lavoro?? problema: il mio brevetto, italiano, qui non è valido. Devo fare un altro corso, per la modica cifra di 450 £, che non posso assolutamente permettermi. BUM! delusione. Ecco che un giorno, spulciando come facevo ogni tanto su internet, trovo un’offerta di lavoro, come Recreation Assistant, in cui l’azienda ti paga il corso per il brevetto. non posso perdermi questa occasione, quindi mando la mia application, faccio il colloquio, le prove in acqua, vengo preso, quindi faccio questo corso, difficilissimo ve lo garantisco, passo l’esame e inizio a lavorare in questa azienda, GLL.

Oggi, 12 Marzo, posso dirvi questo: Il mio primo mese qui è stato un inferno, davvero, sono arrivato a 62 kili di peso, facevo fatica a capire qualsiasi cosa un inglese mi dicesse, ero demoralizzato. Ma piano piano, giorno dopo giorno, mi sono aperto la strada. Ora vivo a Crystal Palace, lavoro come recreation assistant nel centro sportivo più grande e famoso di Londra e ho uno stipendio di 20.000 £ l’anno, che non mi rendono ricco ma mi fanno vivere più che dignitosamente e mi permettono anche di risparmiare per i miei progetti futuri.

La mia storia non è niente di speciale, voglio solo che chi sta pensando di venire a Londra anche solo per fare esperienza, lo deve fare, non deve paura e non deve farsi demoralizzare dalle esperienza di chi non ce l’ha fatta. E’ dura, durissima, ma basta non arrendersi perchè le opportunità ci sono, per tutti, anche per chi come me non aveva la minima esperianza e palrava un inglese tutto tranne che fluente. Vi assicuro che farete un’esperienza che vi cambierà radicalmente.
In bocca al lupo a tutti!

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