Sono in Inghilterra dal 1997 e ho deciso di andarmene. Non una decisione facile, ho famiglia, casa, amici e lavoro ma assolutamente necessaria. HO visto il declino totale dei servizi, servizi ferroviari che fanno sembrare le ferrovie nord una roba di lusso, scuole e ospedali in crisi. Mio figlio di 12 anni va a scuola una settimana no e una di solo quattro giorni perché la scuola non ha i soldi per pagare gli insegnanti. UN  collega diagnosticato di tumore al fegato ha dovuto aspettare 5 mesi per vedere uno specialista per iniziare il trattamento. Non possiamo quindi sorprenderci se i tassi di sopravvivenza per malati di cancro sono tra i peggiori in Europa. L’Inghilterra di oggi è un paese in declino, allo sfascio, dove i ricchi diventano sempre più ricchi e gli altri si accoltellan a vicenda per un pezzo di torta. Con uno stato indifferente, assente e spesso complice.

Ma dico vi ricordate quando il futuro primo ministro Boris Johnson era sindaco di Londra che aveva tolto i soldi ai pompieri? Che quando ci furono le rivolte di Londra era in vacanza e non ritornò fin quando ordinato da Cameron? Vi ricordate quando disse ‘fuck the families’ alle famiglie delle vittime delle bombe sui treni o ‘fuck business’ alle aziende che volevano sapere che fare con la Brexit. Avete capito questo futuro primo ministro se vai con problemi ti risponde ‘vaffa’? Certi elementi che si trovano qui in politica fanno sembrare quasi normali i politici italiani.

Parliamo appunto degli accoltellamenti, della violenza dei suicidi, tre volte l’ultimo mese il treno non andava per via di un suicidio. Un continuo. Parliamo anche della Brexit suvvia diciamo la verità, in tantissimi vogliono la Brexit, preferiscono diventare poveri ma almeno niente più immigranti. Chi sarebbero mai questi immigranti? Siamo noi! Siamo noi accusati di venire a qui accettare di lavorare per paghe basse così abbassando il costo del lavoro. Probabilmente dagli stessi che si lamentano che in Italia gli immigranti gli hanno portato via il lavoro! Che mondo triste che abitiamo, pieno di ipocriti e contraddizioni.

Per quello ho deciso che per il bene fisico e mentale mio e della mia famiglia non possiamo rimanere qui. Non ritorniamo in Italia, andiamo in un paese un po’ più sano e dove il cittadino ancora conta un po’.

Michele D’Avanzo

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