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Piccola guida per farcela, da chi ci sta provando

Premessa: fare giornalismo in Italia

Lavorare come giornalisti in Italia è ancora possibile: c’è chi c’è riuscito, chi ha talento e chi sta studiando per riuscirci, e con un po’ di determinazione e soprattutto tanta tenacia sono sicura che, pur magari impiegando tempi più lunghi della media di altri paesi, prima o poi tutti quanti riusciranno a trovare quel barlume di luce in questa categoria lavorativa così difficile da raggiungere. C’è però una grande verità, a mio parere, nell’attuale situazione giornalistica del nostro paese, ed è che se i giornalisti di cronaca, politica e sport riescono ancora oggi a trovare il loro spazio nella stampa digitale e addirittura in quella cartacea, i pochi giornalisti di spettacolo rimangono la sottocategoria più bistrattata del caso, e il 90 percento di essi non viene pagato o, se pagato, non riceve quasi mai una retribuzione fissa, bensì un compenso esiguo per ciascun articolo redatto. Io che sono un’aspirante giornalista di spettacolo, appassionata di cinema e musica, lo so bene: c’è chi avendo raggiunto quel poco che ho raggiunto io si definirebbe già un giornalista di spettacolo in Italia, e poi c’è chi, come me, non venendo quasi mai pagato per il lavoro che svolge, si considera ancora un aspirante giornalista. Per questo e per altri motivi prenderò in esame gli annunci lavorativi britannici per aspiranti giornalisti di spettacolo: cosicché possiate notare da voi le enormi differenze che, per questa sottocategoria almeno, salgono subito agli occhi quando si compara un certo approccio al lavoro giornalistico in Italia e un certo altro in Gran Bretagna.

Per farsi un’idea: gli annunci lavorativi standard in Gran Bretagna

In Gran Bretagna esistono tre categorie (keywords) in cui potete schedare le opportunità lavorative in cui vi imbatterete, e sono: 1) i cosiddetti job, veri e propri lavori con contratto fisso o da freelancer (quindi a progetto); 2) i cosiddetti internship, ciò che in Italia tradurremmo in tirocini o stage, che qui non sono MAI retribuiti e che lì, secondo le stesse leggi britanniche, dovrebbero almeno assicurare un National Minimum Wage (alias una retribuzione minima ad ore, a seconda della fascia d’età a cui si appartiene: troverete maggiori informazioni qui); 3) i cosiddetti apprenticeship, ovvero dei tirocini più impegnativi in cui si viene pagati quasi quanto come se si lavorasse davvero per una determinata testata, e dopo i quali, se avrete dimostrato di valere, verrete sicuramente assunti dalla stessa.

Foto: © Copyright David Hawgood and licensed for reuse under this Creative Commons Licence.

Se siete già dei giornalisti in Italia, probabilmente penserete di potervi assicurare un lavoro vero e proprio al primo colpo, ma il mio consiglio è quello di rinunciare subito: purtroppo il giornalismo italiano è altra cosa dal giornalismo inglese, e a meno che non abbiate già accumulato abbastanza esperienza da redattori bilingue, con un bellissimo portfolio di articoli sia in italiano che in inglese, è pressoché impossibile riuscire nell’impresa di accaparrarsi immediatamente un posto fisso da giornalista inglese. Stessa cosa vale per gli apprenticeship: per quanto possano sembrarvi più raggiungibili, non lo sono quasi mai, e presuppongono sempre un minimo di esperienza lavorativa sul posto. Il mio suggerimento è dunque quello di riservare tutte le vostre risorse ed energie alla ricerca di un internship (nonché di iscriversi ad un piccolo corso di giornalismo inglese ancor prima di concentrarsi nella ricerca di un internship, ma di questo parleremo più tardi).

Un tipico annuncio per un internship come giornalista di spettacolo potrebbe esser questo:

Who we’re looking for: candidates should be grounded in all (or most) of our content categories –good knowledge of independent film is an absolute must – and be up-to-date on the big news in those areas. At the same time, we’re looking for someone who is confident in their writing and copyediting skills, with a good eye for visuals. Organization and time-management skills are important to consider.

The role: you will assist and work closely with the editor on tasks ranging from researching stories and writing short news items, to uploading content to the site via our basic CMS. This role may develop to become a full-time editorial assistant after the initial internship period.

To apply, please complete the task below and submit it (alongside a CV and short covering letter) to xxxx@xxx.xxxxx. Please note this three month internship is paid. We look forward to hearing from you!

[Da notare che, se un annuncio specifica invece la voce unpaid internship (è possibile, specie con questa crisi!), potete trovare di meglio a meno che non abbiate un cattivo rapporto con l’inglese scritto e dobbiate dapprima migliorarlo. In quel caso, a seconda delle vostre finanze, potete accettare l’idea di non esser pagati neppure in Gran Bretagna, dove, se non altro, dovrebbe risultare più facile far valere un’esperienza lavorativa non retribuita come prerequisito fondamentale per trovarne più in là una che invece lo sia.]

Siti specializzati dove cercare lavoro

Ovviamente potete fare una ricerca anche sui siti britannici di ricerca lavoro più importanti, come per esempio Indeed, ma dopo aver svolto io stessa una piccola indagine al riguardo, mi sono resa conto che esistono dei siti specializzati che non vi faranno perder tempo, nei quali è molto probabile troverete annunci più adatti alle vostre esigenze.

JournoGrads: il sito per i laureati in giornalismo, ma anche per i laureati in generale, dove vengono postati con una certa regolarità sia gli annunci di lavoro vero e proprio che quelli per gli internship, nonché una vasta collezione di articoli di aiuto all’approccio della professione.

Gorkana Jobs: il sito di ricerca lavoro per giornalisti più famoso in Gran Bretagna.

Journalism.co.uk e HTPF Jobs: due valide alternative a Gorkana Jobs.

Guardian Jobs: il sito del Guardian offre molte cose, fra cui un’intera sezione dedicata alla ricerca lavoro, in questo caso nel settore del giornalismo.

Journajobs.eu: il sito degli annunci giornalistici in Europa. Perché la lingua inglese, come potrete immaginare, non viene parlata (e scritta) soltanto in Gran Bretagna, e se volete potete allargare il vostro raggio d’azione all’intera Unione Europea (idea che non dovreste affatto scartare!).

Corsi di giornalismo in Gran Bretagna

Come ho già scritto, il giornalismo italiano è ben altra cosa dal giornalismo inglese, ed un altro dei miei suggerimenti è quello di investire i vostri risparmi in un piccolo corso di giornalismo direttamente sul posto, a meno che non possiate permettervelo. Il corso più famoso di giornalismo inglese è quello post-laurea della London School of Journalism, di cui ho già parlato nel mio precedente articolo. Ma ce ne sono molti altri che potrete trovare tramite una piccola ricerca sul sito ufficiale del National Council for Training Journalists: un’altra istituzione importante per chi vuole seguire da vicino la professione.

 Iniziare da qui: la costruzione di un portfolio e le lettere di referenze

Non è facile, ma intanto che cercate lavoro o vi iscrivete a un corso di giornalismo inglese, potete già iniziare a far qualcosa da qui, in Italia: se scrivete bene in lingua perché non iniziare a farlo dalla vostra stanza? Naturalmente per i primi tempi sarà difficile non impiegare quell’ora in più per tradurre da voi il vostro articolo dall’italiano all’inglese, ma proprio per questo vi conviene iniziare ad esercitarvi. Inoltre, molti annunci lavorativi in cui vi imbatterete vi richiederanno di far mostra di un portfolio di articoli in inglese, ed è bene che abbiate già qualcosa in mano, anche se si tratta di articoli di poco conto o scritti male… dimostreranno al vostro potenziale datore di lavoro che avete veramente già scritto qualcosa, non potendo mostrare lui i vostri articoli in italiano!

Personalmente scrivo già in lingua inglese per un sito con sede a Londra, ed un’altra cosa che vorrei menzionarvi nel caso riusciate ad approcciare qualcuno da qui che vi permetta di scrivere dall’Italia per il suo sito inglese, è il sistema delle lettere di referenze. Questo tipo di lettere, in Gran Bretagna, è molto ben visto ed utilizzato nella ricerca lavoro. Io avevo già molta esperienza come redattrice di articoli in Italia, e mi sono fatta fare una piccola lettera di referenze in lingua inglese da uno dei miei caporedattori italiani. Come se non bastasse, il sito inglese per cui scrivo mi ha comunicato da sé (senza che io glielo chiedessi, ad ulteriore dimostrazione del fatto che lì le cose funzionano bene e da sole!) che, fra circa dieci articoli, mi verrà scritta una lettera di referenze per il mio commitment (impegno) verso il sito. Riassumendo, poter già vantare di un piccolo portfolio di articoli in inglese, così come di un paio di lettere di referenze in lingua, non fa male: tutt’altro, dovreste essere sulla buona strada per farcela quando si tratterà di cercare un lavoro retribuito.

Infine, l’indispensabile: conoscere (bene) l’inglese scritto…

…ma neppure così bene! È ovvio che non potrete presentare un primo articolo in cui, magari, scrivete cose come “She had an hard night” invece di “She had a hard night” e così via. Ma non è nemmeno detto che vi si richieda di sapere l’inglese scritto alla perfezione, perché ciò che conta davvero in Gran Bretagna sono i contenuti che ognuno di noi può portare: quegli unici, rarissimi contenuti che sono poi tutta la nostra insostituibile conoscenza che tenteremo di vendere alle testate inglesi. E infatti i vostri articoli, quando si tratterà di pubblicare per testate più importanti, passeranno almeno per uno o due editor madrelingua che elimineranno qualsiasi vostro errore di scrittura, dal più stupido al più insignificante!

…e partire!

Se è difficile, a volte impossibile, trovare qualsiasi lavoro in Gran Bretagna dall’Italia, immaginate come potete diventare giornalisti inglesi se non siete almeno… be’, sul posto! Quindi: organizzazione prima di tutto; mai partire senza sapere cosa si andrà a fare una volta arrivati a destinazione, si trattasse anche di lavorare in un pub mentre inoltrate il vostro CV da potenziale giornalista inglese e vi tenete pronti per una chiamata o un colloquio di lavoro. E coraggio: quello, soprattutto in questo caso, non potrà mancarvi. Perché fare il giornalista è già di per sé un mestiere che implica coraggio, figuratevi se dovete esercitarlo in una lingua che non è la vostra!

(Per concludere, anche se è inutile dirlo: buona fortuna!)

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