starbucksHai lavorato o stai lavorando per quale catena e da quanto tempo?

Lavoro per Starbuck da 8 settimane

Come hai trovato questo lavoro?

Fatto domanda da loro e mi hanno chiamato per fare un colloquio

Foto:  © Copyright Peter Trimming and licensed for reuse under this Creative Commons Licence.

Quali sono i lati negativi di lavorare per…?

Mi devo svegliare presto al mattino e nn mi infastidisce specie ora con sto gelo

Quali sono i lati positivi di lavorare per…?

Lavorare per Starbuck e’ il sogno di tanti italiani, sono stata fortunata a trovare un lavoro per un’azienda tanto prestigiosa

Ci sono possibilita’ di addestramento e promozione?

Si, possono farti manager in meno di 12 mesi se sei molto bravo

Che consigli daresti a chi cerca lavoro da…?

Provate a fare domanda, preparatevi bene le risposte e dovete dimostrare di essere entusiasti

Se vuoi raccontare la tua esperienza di lavoro, puoi farlo qui


Queste sono risposte al nostro sondaggio e non necessariamente sottoscriviamo a ciò che viene detto, pubblichiamo le risposte per dover di cronaca e per dare la parola a tutti

24 Commenti

  1. Io lo consiglio a chi non ha un mestiere da offrire o ha un inglese non a livello per competere in determinati settori (edilizia, finanza e via dicendo) ma vuole comunque lasciare l’italia per londra (o regno unito). Ho diversi amici/conoscenti che ci lavorano e sinceramente non ho mai visto una persona triste in quel posto. Quando tornano a casa mostrano 64 denti….e dicono proprio convinti di essere felici di lavorare li. Ripeto, non è solo una persona, ma diciamo una decina. Per iniziare una vita a londra non è male come posto. Poi se si vuole fare carriera da starbucks….fatela, è un lavoro.

    • Ho lavorato in quei posti e li consiglio solo a chi ha meno di 23 anni e viene per una vacanza studio, dopo diventa penoso. Non dovresti ripetere cose sentite da altri, in quei posti dipende molto dal manager, nel mio store tutte le volte che entravo in bagno c’era qualche ragazza in lacrime, avevamo team leader sadici incoraggiati da un manager cafone. Altri hanno storie meno negative, ma son pur sempre lavoretti per sbarbatelli. Preferisco lavorare da cameriera in un ristorante che mi tratta come una persona adulta che in queste catene omogenee dove ogni accenno all’individualità viene soppresso. Dovresti incoraggiare la gente a partire solo se hai una storia veramente positiva, tipo, non so… hai iniziato da Starbucks e ora hai un lavoro che ti piace e hai comprato casa, e puoi dare dei consigli realmente utili, ma qui siamo alle solite, italiani che ancora non hanno combinato una mazza (come me d’altronde) che incitano altri a partire e a buttare via anni preziosi a lavorare in tristi coffee shops e promettere delle cose che non si avveranno mai. Se ci fosse stata maggiore onestà probabilmente non sarei venuta a Londra, non ho paura di lavorare TANTO, ma vorrei vedere anche dei risultati, invece si legge tanta faciloneria, venite venite a Londra e pochissime storie positive. Non tutti sono ragazzini che vogliono fare l’esperienza di vita, molti italiani vengono a Londra per avere un lavoro fisso decente, sicurezza e un po’ di futuro.

      • ma io non ho scritto partite subito che a starbucks si trova lavoro in due secondi e vi pagano fior fiori di sterline. Ho detto e scritto semplicemente che tra i miei conoscenti ci sono ste 8 persone che da starbucks si trovano benissimo. Ora io non sto mentendo, perchè questi sono davvero contenti. Dici che sono per gli ventenni, si concordo con te, però 6 di questi otto hanno più di 30 anni. Ripeto, per iniziare a londra va bene qualsiasi cosa pur di portare la pagnotta in casa. Su una cosa non concordo, se vieni a londra a cercare posto fisso e sicurezza, beh, mi sa che hai sbagliato città. Londra anche se hai un permanent ti possono lasciare a casa in un attimo (si fa per dire). A londra c’è tutto, ma di sicuro non c’è il posto fisso. Per il resto preferisco fare lo sguattero qui a londra piuttosto che fare il disoccupato in Italia, e lo dico da 30enne….

        p.s. ovviamente nel mentre sto studiando inglese per poter sfruttare i miei 10 anni di esperienza come geometra…Il kitchen porter è solo momentaneo…

        • Questo articolo e i commenti mi fanno rabbrividire. Ragazzi miei, siamo proprio alla frutta. Anche la figlia della mia vicina di casa era contenta di lavorare da Starbucks, ha 17 anni e l’ha fatto per qualche mese, un giorno alla settimana. Mi riempie di angoscia leggere che trentenni italiani sono addirittura contenti di lavorarci per un periodo indeterminato.

          • Non vorrei essere frainteso, io non ho detto che lavorare a starbucks è il lavoro della vita, ma per cominciare va bene….poi bisogna evolversi. Londra è cara, a meno che non vuoi fare il parassita qualche lavoro devi fare (se non sai inglese o non hai una professione). Per il primo anno lavorare in queste catene va bene, ma un anno, poi o trovi il tuo lavoro o lasci londra. Poi se a qualcuno piace lavorare a tempo indeterminato in queste catene, ben venga….se loro sono contenti, sono contento pure io….ognuno ha delle ambizioni diverse (certo vedere una sessantenne a starbucks….. 😀 )

            Ecco una cosa che potrei fare, lavorare come kitchen porter in una città cheap inglese, dove con la minima si sopravvive meglio di londra….

            • Venire a 30 anni senza sapere bene l’inglese e’ una scelta rischiosa che spesso porta a rimanere bloccati nella ristorazione (se non quando qualcuno ha esperienze precedenti che sono molto richieste come per esempio informatica o idee particolari che riesce ad usare). Nel recruitment guardiamo generalmente agli ultimi 12/24 mesi, molti recruiter addirittura consigliano di accennare solo il lavoro fatto prima di 2 anni fa nel curriculum e di approfondire solo gli ultimi 2 anni.

              Quindi il 30enne che ha solo un esperienza recente da Starbucks o Pret a Manger si vedra’ rifiutato da tanti, quando vuole lavorare in altri settori. Questa e’ la situazione in cui si trovano ora migliaia e migliaia di italiani venuti 2 o 3 anni fa. Credo che dovrebbe essere chiaro che se uno decide di venire a 30 anni e lavorare nella ristorazione, fin quando non migliora l’inglese, in molti casi dalla ristorazione non ci esce. Indubbiamente ci sono quelli che lo fanno, ma generalmente hanno skills professionali e personali sopra la media, oppure trovano lavoro nel customer service o nella vendita telefonica. Se a uno sta bene, non ci sono problemi, ma molti italiani sono venuti con l’idea che dopo un anno o due nella ristorazione avrebbero poi trovato un lavoro migliore e quando questo non succede puo’ diventare problematico.

            • A 30 anni si deve avere una carriera, non fare i lavoretti da ragazzini. Con la scusa della crisi tanti italiani sono stati a fare nulla per anni e ora pagano le conseguenze. Quando erano disoccupati in Italia potevano imparare l’inglese e farsi esperienze in qualche modo, ma no sono stati a fare un cavolo e ora fanno i baristi da Starbuck.

  2. Io lo consiglio a chi non ha un mestiere da offrire o ha un inglese non a livello per competere in determinati settori (edilizia, finanza e via dicendo) ma vuole comunque lasciare l’italia per londra (o regno unito). Ho diversi amici/conoscenti che ci lavorano e sinceramente non ho mai visto una persona triste in quel posto. Quando tornano a casa mostrano 64 denti….e dicono proprio convinti di essere felici di lavorare li. Ripeto, non è solo una persona, ma diciamo una decina. Per iniziare una vita a londra non è male come posto. Poi se si vuole fare carriera da starbucks….fatela, è un lavoro.

    • Ho lavorato in quei posti e li consiglio solo a chi ha meno di 23 anni e viene per una vacanza studio, dopo diventa penoso. Non dovresti ripetere cose sentite da altri, in quei posti dipende molto dal manager, nel mio store tutte le volte che entravo in bagno c’era qualche ragazza in lacrime, avevamo team leader sadici incoraggiati da un manager cafone. Altri hanno storie meno negative, ma son pur sempre lavoretti per sbarbatelli. Preferisco lavorare da cameriera in un ristorante che mi tratta come una persona adulta che in queste catene omogenee dove ogni accenno all’individualità viene soppresso. Dovresti incoraggiare la gente a partire solo se hai una storia veramente positiva, tipo, non so… hai iniziato da Starbucks e ora hai un lavoro che ti piace e hai comprato casa, e puoi dare dei consigli realmente utili, ma qui siamo alle solite, italiani che ancora non hanno combinato una mazza (come me d’altronde) che incitano altri a partire e a buttare via anni preziosi a lavorare in tristi coffee shops e promettere delle cose che non si avveranno mai. Se ci fosse stata maggiore onestà probabilmente non sarei venuta a Londra, non ho paura di lavorare TANTO, ma vorrei vedere anche dei risultati, invece si legge tanta faciloneria, venite venite a Londra e pochissime storie positive. Non tutti sono ragazzini che vogliono fare l’esperienza di vita, molti italiani vengono a Londra per avere un lavoro fisso decente, sicurezza e un po’ di futuro.

      • ma io non ho scritto partite subito che a starbucks si trova lavoro in due secondi e vi pagano fior fiori di sterline. Ho detto e scritto semplicemente che tra i miei conoscenti ci sono ste 8 persone che da starbucks si trovano benissimo. Ora io non sto mentendo, perchè questi sono davvero contenti. Dici che sono per gli ventenni, si concordo con te, però 6 di questi otto hanno più di 30 anni. Ripeto, per iniziare a londra va bene qualsiasi cosa pur di portare la pagnotta in casa. Su una cosa non concordo, se vieni a londra a cercare posto fisso e sicurezza, beh, mi sa che hai sbagliato città. Londra anche se hai un permanent ti possono lasciare a casa in un attimo (si fa per dire). A londra c’è tutto, ma di sicuro non c’è il posto fisso. Per il resto preferisco fare lo sguattero qui a londra piuttosto che fare il disoccupato in Italia, e lo dico da 30enne….

        p.s. ovviamente nel mentre sto studiando inglese per poter sfruttare i miei 10 anni di esperienza come geometra…Il kitchen porter è solo momentaneo…

        • Questo articolo e i commenti mi fanno rabbrividire. Ragazzi miei, siamo proprio alla frutta. Anche la figlia della mia vicina di casa era contenta di lavorare da Starbucks, ha 17 anni e l’ha fatto per qualche mese, un giorno alla settimana. Mi riempie di angoscia leggere che trentenni italiani sono addirittura contenti di lavorarci per un periodo indeterminato.

          • Non vorrei essere frainteso, io non ho detto che lavorare a starbucks è il lavoro della vita, ma per cominciare va bene….poi bisogna evolversi. Londra è cara, a meno che non vuoi fare il parassita qualche lavoro devi fare (se non sai inglese o non hai una professione). Per il primo anno lavorare in queste catene va bene, ma un anno, poi o trovi il tuo lavoro o lasci londra. Poi se a qualcuno piace lavorare a tempo indeterminato in queste catene, ben venga….se loro sono contenti, sono contento pure io….ognuno ha delle ambizioni diverse (certo vedere una sessantenne a starbucks….. 😀 )

            Ecco una cosa che potrei fare, lavorare come kitchen porter in una città cheap inglese, dove con la minima si sopravvive meglio di londra….

            • Venire a 30 anni senza sapere bene l’inglese e’ una scelta rischiosa che spesso porta a rimanere bloccati nella ristorazione (se non quando qualcuno ha esperienze precedenti che sono molto richieste come per esempio informatica o idee particolari che riesce ad usare). Nel recruitment guardiamo generalmente agli ultimi 12/24 mesi, molti recruiter addirittura consigliano di accennare solo il lavoro fatto prima di 2 anni fa nel curriculum e di approfondire solo gli ultimi 2 anni.

              Quindi il 30enne che ha solo un esperienza recente da Starbucks o Pret a Manger si vedra’ rifiutato da tanti, quando vuole lavorare in altri settori. Questa e’ la situazione in cui si trovano ora migliaia e migliaia di italiani venuti 2 o 3 anni fa. Credo che dovrebbe essere chiaro che se uno decide di venire a 30 anni e lavorare nella ristorazione, fin quando non migliora l’inglese, in molti casi dalla ristorazione non ci esce. Indubbiamente ci sono quelli che lo fanno, ma generalmente hanno skills professionali e personali sopra la media, oppure trovano lavoro nel customer service o nella vendita telefonica. Se a uno sta bene, non ci sono problemi, ma molti italiani sono venuti con l’idea che dopo un anno o due nella ristorazione avrebbero poi trovato un lavoro migliore e quando questo non succede puo’ diventare problematico.

            • A 30 anni si deve avere una carriera, non fare i lavoretti da ragazzini. Con la scusa della crisi tanti italiani sono stati a fare nulla per anni e ora pagano le conseguenze. Quando erano disoccupati in Italia potevano imparare l’inglese e farsi esperienze in qualche modo, ma no sono stati a fare un cavolo e ora fanno i baristi da Starbuck.

  3. non il mio…l’ultimissima spiaggia di chi non ha talenti o competenze da offrire. Nulla di cui essere fieri, tutt’altro, l’ultima spiaggia tipica di chi ha passato anni con le mani in mano 🙁

  4. non il mio…l’ultimissima spiaggia di chi non ha talenti o competenze da offrire. Nulla di cui essere fieri, tutt’altro, l’ultima spiaggia tipica di chi ha passato anni con le mani in mano 🙁

  5. Esattamente, tutti a dare sempre la colpa agli altri, sempre, mi raccomando. A 30 anni da Starbucks e non vederci nulla di male…per favore non si dovrebbe nemmeno sentire

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