La domanda include sia gli italiani ora nel Regno Unito che quelli che stanno arrivando ora o coloro che vorranno un lavoro a Londra dopo il Brexit. Mettiamo subito in chiaro che il Brexit ancora non è avvenuto e quindi per il momento tutto prosegue come se niente fosse o quasi. Ovviamente chi vive in UK ora o vuole venirci vuole anche sapere che diritti avrà dopo il Brexit, sarebbe irresponsabile non chiederselo.

Vale ancora la pena cercare un lavoro a Londra dopo il Brexit?

La risposta è che nessuno lo sa in questo momento ci sono diverse speculazioni e ci sono i fatti, come per esempio quello dichiarato fin’ora dall’Unione Europea, quello detto dal governo britannico e ciò scritto nel programma elettorale del partito conservatore (che quasi sicuramente vincerà le elezioni di giugno).

Poi ci sono le tante speculazioni, da chi dice che tutti coloro che hanno il NIN potranno rimanere, chi dice chi ha fatto 5 anni di permanenza, chi dice solo chi guadagna almeno £35 mila potrà rimanere,  chi dice invece che tutti dovranno chiedere permessi di lavoro ecc. ecc.  Sono saltate fuori idee come dare il visto di due anni per fare lavoro umile, ma senza possibilità di estensioni o promozioni.  Nessuna di queste supposizioni è confermata e alcune sono anche improbabili.

Intanto abbiamo chi consiglia di fare la residenza permanente, chi dice di non farla tanto è una legge UE che non sarà valida dopo il 2019, l’Home Office stesso ha detto di non chiederla. Molti europei in UK (e cittadini britannici in paesi UE) sono giustamente preoccupati e stressati.

Cosa sappiamo:

  • il governo britannico ha solo dato vaghi accenni alla situazione degli europei in UK, che teoricamente vuole assicurare i loro diritti, ma in pratica non ha fatto nulla. Molti ritengono che essendo il Regno Unito a voler uscire dovrebbe fare i primi passi. Molti settori sono agitati, dalla sanità, agli architetti, agli agricoltori, perchè dato il clima hanno il personale che se ne va e non riescono a rimpiazzarlo. Siamo al corrente di posti di lavoro da oltre £60 mila all’anno rifiutati da persoLavoro a Londra dopo il Brexitne che vivono in Europa, perché non vogliono venire nel Regno Unito. Siamo anche al corrente di decine e decine di professionisti che hanno deciso di lasciare il paese.
  • il programma del partito conservatore afferma di voler tagliare l’immigrazione a poche decine di migliaia all’anno. Vogliono far pagare £2000 all’anno per persona a tutte le aziende che assumono persone extracomunitarie (che teoricamente saremo anche noi dal 2019) e tutti gli immigrati (per ora non della UE) dovranno pagare un cifra annuale obligatoria per la sanità, anche se pagano le tasse e hanno un’assicurazione medica privata. Il programma non ha garantito con sicurezza che gli europei ora in UK potranno rimanere e con gli stessi diritti. Nel programma è chiaro che il Regno Unito sarà disposto a non avere nessun trattato. Bisogna ricordare che certe fazioni del partito conservatore non hanno mai voluto un trattato, vogliono proprio rompere i rapporti con la UE e il mercato unico e fare trattati con altri paesi del mondo.
  • l’Unione Europea vuole che gli europei ora in UK resteranno protetti dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea, anche se il Regno Unito stesso non ne farà parte. La paura è che offrendo solo una residenza permanente agli europei, il governo britannico potrà in seguito cambiare i termini, cosa che fa spesso con i cittadini extracomunitari. Il governo britannico ha subito risposto che questo non sarà possibile ma poi si è dissolto per le elezioni e quindi è rimasto tutto in sospeso. L’Unione Europea ha anche affermato che se i diritti degli europei non vengono garantiti, non ci sarà nessun trattato. Esiste poi la questione dei soldi che il Regno Unito deve alla Unione Europea per progetti di cui si era impegnato  e che ora si rifiuta di dare. Questo potrebbe essere un motivo per far crollare subito le trattative.
  • Ci sono gruppi di interesse che fanno lobby al governo per avere o non avere immigrati dopo il 2019. Se UK non ha nessun trattato con la UE le cose potrebbero mettersi male per gli europei che ci vivono ora. Non solo per la possibilità di poter rimanere, ma per gli altri diritti come accesso alle pensioni, sanità e altro.  Se dovessero usare un sistema di penali per le aziende che assumono stranieri, sarà difficile per un europeo non super specializzato trovare lavoro in UK. Qui abbiamo i due fronti opposti: Theresa May che ha promesso all’elettorato di tagliare nettamente l’immigrazione e quindi deve mostrare di far qualcosa e l’economia, la sanità, le università ecc. che invece hanno bisogno di immigrati sia qualificati che non. Non sappiamo chi vincerà, purtroppo però se il governo renderà difficile e costoso alle aziende assumere personale straniero, molte si sposteranno all’estero.

In poche parole siamo nella confusione totale ed è ora impossibile dare certezze a chi vuole trasferirsi  nel Regno Unito. Indubbiamente se una persona è giovane e flessibile può benissimo provarci ancora. Mentre chi considera un trasferimento definitivo, magari anche con famiglia, dovrebbe pensarci a fondo.

Molti si buttano ora a trovare un lavoro a Londra prima che chiudono le porte, ma come abbiamo detto prima anche questo non assicura che potranno rimanere a pieni diritti. Inoltre un’altra grande incertezza è come sarà l’economia tra un paio di anni e se ci sarà ancora lavoro. Ancora non è avvenuto il Brexit, ma si vedono i primi segni di rallentamento e di aziende che si spostano o stanno progettando di spostarsi, se non hanno accesso al mercato unico europeo. È quindi anche possibile che sarà comunque difficile trovare lavoro a Londra dopo il Brexit. L’unica certezza è che molto probabilmente le cose non rimarranno come sono ora.

La domanda che ci poniamo è come mai in un paese che ha una disoccupazione del 4,7%, la più bassa da 42 anni, così tante persone credono che gli immigrati sono venuti a rubare il lavoro?