Londra dopo la Brexit

La domanda include sia gli italiani ora nel Regno Unito che quelli che stanno arrivando ora o coloro che vorranno un lavoro a Londra dopo la Brexit. Mettiamo subito in chiaro che la Brexit ancora non è avvenuto e quindi per il momento tutto prosegue come se niente fosse o quasi.

Ovviamente chi vive in UK ora o vuole venirci vuole anche sapere che diritti avrà dopo la Brexit, sarebbe irresponsabile non chiederselo.

Vale ancora la pena cercare un lavoro a Londra dopo la Brexit?

La risposta è che nessuno lo sa in questo momento ci sono diverse speculazioni e ci sono i fatti, come per esempio quello dichiarato fin’ora dall’Unione Europea, quello detto dal governo britannico.

Poi ci sono lstate tante speculazioni, da chi diceva che tutti coloro con il NIN potranno rimanere, chi diceva chi ha fatto 5 anni di permanenza, chi diceva solo chi guadagna almeno £35 mila potrà rimanere,  chi diceva invece che tutti dovranno chiedere permessi di lavoro ecc. ecc.

Sono saltate fuori idee come dare il visto di due anni per fare lavoro umile, ma senza possibilità di estensioni o promozioni. Ultimamente il governo ha parlato di far entrare a lavorare solo chi ha specializzazioni richieste, esperienze e guadagna almeno £50 mila sterline all’anno.

Sappiamo ora che tutti gli europei dovranno pagare £65 per chiedere il permesso di rimanere o ‘settled status’. Anche se hanno garantito che quasi tutti coloro che hanno maturato 5 anni di residenza potranno rimanere, si tratta comunque di una domanda e non di registrazione.

Chi avrà problemi sono coloro che hanno lavorato in nero anche solo per un periodo e che quindi non possono dimostrare di aver pagato contributi per i 5 anni che avevano richiesto.

Chi arriva adesso avrà il tempo per maturare i 5 anni, ma appunto non può fare nessun lavoro in nero se intende rimanere.

Esiste un altro gruppo che crede di pagare contributi perché il datore di lavoro detrae le tasse ma non le versa. Non è per niente raro soprattutto in certi ambienti italiani, abbiamo diversi italiani che ci contattano tutte le settimane per questo motivo. Era comunque capitato anche a me anni fa, appunto e tristemente da un italiano.

Per controllare che vi hanno veramente versato le tasse e avete i 5 anni di contributi potete controllare qui. Sono cose che dovete fare ora se volete continuare a vivere e lavorare a Londra dopo la Brexit.

Ci sono alcuni problemi però. Il primo è che il sistema di settled status non è ancora cominciato e comincerà solo DOPO la Brexit. Ci vorranno almeno 2 anni prima di approvare o scartare tutti.

Come potranno gli europei dimostrare nel frattempo a datori di lavoro e padroni di casa che hanno il diritto di rimanere non è ben chiaro. 

Nel caso di trattato ci sarebbe un periodo di transizione ma già abbiamo datori di lavoro e padroni di casa che ammettono di preferire non affittare a europei o assumerli.

Da notare anche che agli europei non verrà dato niente di cartaceo ma solo un numero che padroni di casa, banche, sanità e datori di lavoro dovranno controllare andando online.

Come saprete, ultimamente ospedali, datori di lavoro, banche a padroni di casa sono diventati responsabili di controllare se la persona a cui affittano, curano o aprono il conto in banca ha diritto a rimanere. Questo sistema era stato chiamato hostile environment da Theresa May.

Dovrebbe essere ostile nei confronti degli illegali, ma chiaramente siamo tutti colpevoli fin quando non possiamo dimostrare di essere innocenti. La domanda che si fanno molti è soprattutto in caso di piccoli datori di lavoro o padroni di casa se hanno voglia di andare online a cercare la vostra “scheda”.

Inoltre tutto quello sopra esisterebbe solo nel caso di un trattato con la UE, ma parte del governo non vuole nessun trattato, vuole uscire sbattendo la porta. In quel caso non avrebbe nessun obbligo a far rimanere tutti gli europei. Ci sono state promesse che anche in caso di mancanza di trattato gli europei potranno rimanere, ma sono state solo verbali e non hanno nessun valore legislativo o legale. Possiamo solo aspettare per ora.

Uno sviluppo preoccupante viene dalla Francia che ha una proposta di legge che dice che in caso di mancanza di trattato, i britannici avranno bisogno di un visto per entrare in Francia, permesso di soggiorno per rimanerci etc.

Inoltre i britannici che lavorano in settori come sanità o architettura dovranno essere licenziati il 30 marzo se hanno titoli di studio britannici perché questi non avranno nessun valore in Francia.

La cosa che molti hanno trascurato è che tutti gli accordi (incluso il riconoscimento reciproco di titoli di studio) vengono dalla UE. Dal momento che un paese esce dalla UE, siamo a livello tabula rasa, ovvero non c’è nessun accordo fin quando non ne viene fatto uno nuovo.

In effetti in caso di mancato trattato (che include questa questione) tutti i titoli di studio presi in Italia o altri paesi europei dal 30 marzo 2019 qui varranno come carta straccia. Per uno che lavora nel marketing o nella vendita non dovrebbe esserci problema, ma per tutti  coloro che fanno lavoro per il quale una qualifica specifica è assolutamente richiesta quindi dai medici agli architetti, dai fisioterapisti ai chimici la questione non è ben chiara, anche per via delle assicurazioni. Ci saranno assicurazioni disposte ad assicurare un medico o un architetto che hanno una laurea non riconosciuta?

Molti settori sono agitati, dalla sanità, agli architetti, agli agricoltori, perchè dato il clima hanno il personale che se ne va e non riescono a rimpiazzarlo. Siamo al corrente di posti di lavoro da oltre £60 mila all’anno rifiutati da persone che vivono in Europa, perché non vogliono venire nel Regno Unito. Siamo anche al corrente di decine e decine di professionisti che hanno deciso di lasciare il paese.

Il programma del partito conservatore affermava di voler tagliare l’immigrazione a poche decine di migliaia all’anno. Vogliono far pagare £2000 all’anno per persona a tutte le aziende che assumono persone extracomunitarie (che teoricamente saremo anche gli italiani dal 2019) e tutti gli immigrati (per ora non della UE) dovranno pagare un cifra annuale obligatoria per la sanità, anche se pagano le tasse e hanno un’assicurazione medica privata.

Ci sono gruppi di interesse che fanno lobby al governo per avere o non avere immigrati dopo il 2019. Se UK non ha nessun trattato con la UE le cose potrebbero mettersi male per gli europei che ci vivono ora. Non solo per la possibilità di poter rimanere, ma per gli altri diritti come accesso alle pensioni, sanità e altro.

Se dovessero usare un sistema di penali per le aziende che assumono stranieri, sarà difficile per un europeo non super specializzato trovare lavoro in UK.

Qui abbiamo i due fronti opposti: Theresa May che ha promesso all’elettorato di tagliare nettamente l’immigrazione e quindi deve mostrare di far qualcosa e l’economia, la sanità, le università ecc. che invece hanno bisogno di immigrati sia qualificati che non. Non sappiamo chi vincerà, purtroppo però se il governo renderà difficile e costoso alle aziende assumere personale straniero, molte si sposteranno all’estero.

In poche parole siamo nella confusione totale ed è ora impossibile dare certezze a chi vuole trasferirsi  nel Regno Unito. Indubbiamente se una persona è giovane e flessibile può benissimo provarci ancora.

Ultimamente siamo stati contattati da tante famiglie con bambini piccoli che non parlano inglese e che vogliono trasferirsi ora a Londra. Abbiamo consigliato di non farlo, a parte il fatto che in ogni caso vivrebbero male, spesso si dicono disposti a fare qualsiasi lavoro ma non hanno proprio idea dei costi di Londra, ma con la situazione attuale sarebbe una follia.

 

Inoltre un’altra grande incertezza è come sarà l’economia nei prossimi anni e se ci sarà ancora lavoro. Si vedono i primi segni di rallentamento e di aziende che si spostano o stanno progettando di spostarsi, se non hanno accesso al mercato unico europeo. È quindi anche possibile che sarà comunque difficile trovare lavoro a Londra dopo la Brexit. L’unica certezza è che molto probabilmente le cose non rimarranno come sono ora.

La domanda che ci poniamo è come mai in un paese che ha una disoccupazione del 4%, la più bassa da 44 anni, così tante persone credono che gli immigrati sono venuti a rubare il lavoro?

 

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