Una lettrice racconta la sua esperienza nella vendita al dettaglio e offre alcuni consigli.

Da quanto tempo sei in UK e come ti trovi?

dal 2006 e per certi aspetti mi trovo bene

 Che tipo di lavoro fai e come l’hai trovato?

Lavoro nella vendita al dettaglio che e’ lo stesso lavoro che svolgevo in Italia. Non e’ facile iniziare perche’ preferiscono sempre chi ha esperienza e referenze da qua e una volta iniziato i contratti sono spesso flessibili, se hanno lavoro te lo danno se non l’hanno stai a casa e ti arrangi fin quando ti chiamano che puo’ essere dopo due giorno o dopo tre settimane. Quando ti chiamano devi correre da loro altrimenti possono mandarti via che rende anche difficile trovare uthamesn’ altra occupazione.

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Secondo te quali sono i principali lati negativi di Londra/UK?

Il prezzo delle case, e’ terribile che anche quarantenni che lavorano full time possono permettersi solo di affittare una stanza in condivisione e non hanno speranza di avere mai un appartamento anche piccolo. Immaginatevi a 70 anni vivere in condivisione, questa e’ una cosa che mi preoccupa molto.  I diritti dei lavoratori sono pochi, qua possono mandare a casa senza preavviso e senza motivo temporaneamente o per sempre quando vogliono, si vive sempre con la paura.  In certe professioni se la passano molto bene e fanno tanti soldi ma questo non vale per tutti.  Due volte mi sono trovata a casa per settimane e finita praticamente senza soldi, ho un po’ il panico ora.

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E quali sono i lati positivi?

Tutte le cose gratuite che ci sono da fare, la varieta’ di cibo da tutto il mondo e i rapporti con la gente. Ho fatto ottime amicizie che mi hanno aiutato quando ero in difficolta’.

Se dovessi rifare tutto verresti ancora a Londra/UK?

Nonostante tutto si, non sono qua solo per il lavoro, il lavoro mi serve per vivere ma non sono ossessionata

Ritorneresti in Italia?

No, ho chiuso definitavamente la porta dietro le spalle. L’Italia non rispetta i propri cittadini e noi donne, non potrei mai tornare indietro, c’e’ anche un ossessione per la superficialita’ a scapito di cose importanti, ci vado solo in vacanza. Per vivere felicemente in Italia bisogna essere un po’ troppo egoisti e menefreghisti per i miei gusti, tutti gli amici che ho lasciato in Italia non sono contenti di viverci ma non tutti possono partire

Che consigli daresti a chi sta pensando di trasferirsi a Londra/UK?

Non aspettatevi troppo dal punto di vista del lavoro se non avete molta esperienza in certi campi precisi che pagano tanto, i lavori comuni pagano poco per le spese che si devono affrontare, se volete vivere bene e avere una bella casa e non avete esperienza in finanza o pubblicita’ o altre cose che pagano tanto, non fatelo. Deve piacervi molto Londra o non riuscite piu’ a vivere in Italia per sopportare i tempi duri che noi comuni mortali dobbiamo affrontare a Londra. A me va anche bene, vedo che molti vengono esclusivamente per il lavoro e fare soldi che sperano di trovare facilmente e rimangono delusi, perche’ qua per arrivare da qualsiasi parte bisogna sudare per anni e anni.

Se vuoi anche tu rispondere al nostro sondaggio e vedere le tue risposte pubblicate puoi farlo qui sotto

2 Commenti

  1. Non sono d’accordo.
    Io non ho studiato (nel senso che non sto frequentando l’università come invece fanno i miei coetanei), ho due anni di esperienza lavorativa in Italia nel campo degli acquisti (lavoro avuto grazie ad un corso di formazione gratuito), che ho lasciato appositamente per trasferirmi all’estero (seppur lasciavo un contratto a tempo indeterminato). A Londra sono andata senza nessun aggancio lavorativo, l’unica importante accortezza che ho (anzi, abbiamo, visto che sono venuta qui col mio ragazzo) avuto è stata quella di risparmiare prima di partire (abbiamo organizzato la partenza con quasi un anno di anticipo). Di conseguenza, siamo riusciti a permetterci subito un grazioso 1 bed flat (niente di chiccoso, ma abbastanza carino) in zona 2. Dopo circa un mese e mezzo dall’arrivo, entrambi abbiamo trovato il lavoro che volevamo (lui è un cuoco ed ha trovato in un ristorante con una stella Michelin, io sempre nel campo degli acquisti in un bell’ufficio in centro), senza fiondarci sul primo lavoro a caso che ci proponevano (il mio ragazzo ha rifiutato ben 4 offerte di lavoro, io 2, o perché troppo lontane da dove viviamo o perché non pagavano abbastanza). Ora siamo qui, viviamo la nostra vita felicemente e risparmiando ogni mese, seppur spendendo tanto di affitto. Ah, dimenticavo un dettaglio: siamo qui da neanche 5 mesi.
    Ah, un altro dettaglio ancora: abbiamo entrambi 22 anni.
    Detto ciò, qual’è la vostra scusa per non avere successo a Londra? Penso che per molti la risposta sia “l’impreparazione” (non sapere l’inglese, portare poco o nessun denaro,…). E sono le stesse persone che poi scrivono articoli così, dicendo che loro dopo 5 anni fanno ancora i camerieri/baristi/commessi e che però non tornerebbero mai in Italia, vade retro! Se la gente facesse lavorare di più il cervello, forse ci sarebbero meno casi di gente che – a caso – va a Londra cercando la fortuna senza nemmeno sapere che cosa sanno fare di buono o portarsi qualche spiccio risparmiato dietro.

  2. Non sono d’accordo.
    Io non ho studiato (nel senso che non sto frequentando l’università come invece fanno i miei coetanei), ho due anni di esperienza lavorativa in Italia nel campo degli acquisti (lavoro avuto grazie ad un corso di formazione gratuito), che ho lasciato appositamente per trasferirmi all’estero (seppur lasciavo un contratto a tempo indeterminato). A Londra sono andata senza nessun aggancio lavorativo, l’unica importante accortezza che ho (anzi, abbiamo, visto che sono venuta qui col mio ragazzo) avuto è stata quella di risparmiare prima di partire (abbiamo organizzato la partenza con quasi un anno di anticipo). Di conseguenza, siamo riusciti a permetterci subito un grazioso 1 bed flat (niente di chiccoso, ma abbastanza carino) in zona 2. Dopo circa un mese e mezzo dall’arrivo, entrambi abbiamo trovato il lavoro che volevamo (lui è un cuoco ed ha trovato in un ristorante con una stella Michelin, io sempre nel campo degli acquisti in un bell’ufficio in centro), senza fiondarci sul primo lavoro a caso che ci proponevano (il mio ragazzo ha rifiutato ben 4 offerte di lavoro, io 2, o perché troppo lontane da dove viviamo o perché non pagavano abbastanza). Ora siamo qui, viviamo la nostra vita felicemente e risparmiando ogni mese, seppur spendendo tanto di affitto. Ah, dimenticavo un dettaglio: siamo qui da neanche 5 mesi.
    Ah, un altro dettaglio ancora: abbiamo entrambi 22 anni.
    Detto ciò, qual’è la vostra scusa per non avere successo a Londra? Penso che per molti la risposta sia “l’impreparazione” (non sapere l’inglese, portare poco o nessun denaro,…). E sono le stesse persone che poi scrivono articoli così, dicendo che loro dopo 5 anni fanno ancora i camerieri/baristi/commessi e che però non tornerebbero mai in Italia, vade retro! Se la gente facesse lavorare di più il cervello, forse ci sarebbero meno casi di gente che – a caso – va a Londra cercando la fortuna senza nemmeno sapere che cosa sanno fare di buono o portarsi qualche spiccio risparmiato dietro.

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