Le nostre esperienze sono molto diverse

fountainTutti possono collaborare a LondraNews, abbiamo un modulo apposito se volete inviare le vostre esperienze o idee.  Siete tutti invitati a scrivere.

Abbiamo alcuni collaboratori più assidui, nessuno di questi collaboratori è appena arrivato in UK e la maggioranza ha fatto parte o tutti degli studi nel Regno Unito, la metà ha cittadinanza britannica e famiglia nel Regno Unito.

Quindi il nostro blog non rappresenta particolarmente gli expats recenti (arrivati negli ultimi 5 anni) ma persone che in genere sono fuori dall’Italia da oltre 20 anni o anche italiani nati all’estero.

Queste ultime categorie spesso sembrano non avere una voce nè in Italia ma neanche nel Regno Unito, visto che la retorica del momento si concentra molto sui nuovi arrivi e si dimentica di italiani che vivono e contribuiscono all’economia britannica da anche oltre 30 anni e che considerano il Regno Unito la loro casa, sono perfettamente integrati e l’inglese è la lingua che usano nel quotidiano.

Accettiamo comunque le esperienze di tutti, anche chi vive in UK da poche settimane. Come abbiamo detto altre volte può essere difficile pubblicare certe esperienze perché possono sembrarci superficiali e a volta anche un po’ offensive o polemiche, ma abbiamo deciso di dare la voce a (quasi) tutti.

Per esempio, molti italiani appena arrivati conoscono solo la zona 1 o 2 di Londra, che non sono assolutamente rappresentative del resto del paese. Quindi quando leggiamo di qualcuno che vive in zona 1 da 4 mesi e crede di aver capito come funziona tutto del  Regno Unito, ciò può essere molto fastidioso a chi ci vive da decenni,  ci è nato o ha famiglia qui. Allo stesso tempo certi luoghi comuni possono apparire fastidiosi (si mangia male, c’é la meritocrazia, basta lavorare e si fanno i soldi, gli inglesi sono tutti -inserire aggettivo dispregiativo- ecc.) .

Come sempre è difficile avere delle discussioni calme e pacate tra italiani, la tendenza sembra essere la mia esperienza è  l’unica valida, tutti gli altri non hanno capito niente (o il mantra del momento ‘non hanno voglia di lavorare’).

Sarebbe bello se ci fosse  maggiore apertura mentale nei confronti delle esperienze altrui, quindi chi decide di tornare in Italia non è ‘un fallito’. E una delle nostre collaboratrici che è nata in UK da genitori italiani non è una ‘capra ignorante’ perché non ha un italiano perfetto. E chi ha deciso di fare famiglia in UK non è un ‘bastardo traditore’. Tutti commenti purtroppo reali.

 

rapporto

Scritto da admin

Autore per pagine generiche e di informazione

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