Lettrice in Scozia offre tanti consigli preziosi sul lavoro e studio

esperienza in scozia

Puoi anche tu raccontare la tua esperienza passata o presente a Londra o nel Regno Unito, compilando il modulo che trovi in basso.

Quando sei venuto/a a Londra/Regno Unito? 
Sono arrivata in Scozia 7 anni fa. Prima esperienza all’estero. Sono partita per varie ragioni, soprattutto personali: sono sempre stata un po’ alternativa di mio e non mi sentivo bene. e poi come sempre “non trovavo lavoro” che non fosse part-time o a contratto e non volevo chiedere soldi ai miei dopo l’università.
 
Come hai cercato una sistemazione fissa e hai avuto problemi? 
Inizialmente è meglio cercare una stanza in un appartamento condiviso. Se non sai quanto tempo vuoi restare e che lavoro vuoi fare non ha senso passare tanto tempo per trovare l’appartamento dei tuoi sogni! In Scozia, Edimburgo centro cittá ha costi improponibili e la ricerca per una stanza o appartamento è molto competitiva, questo perché é una città bella e molto viva. Si fa tanta fatica a fissare appuntamenti per vedere stanze e tante volte si viene mandati indietro il giorno stesso perché la stanza è stata affittata! Edimburgo ha dei sobborghi/paesini che sono molto più tranquilli e ben collegati (i mezzi pubblici sono fantastici e molto frequenti). Non tutti i quartieri periferici sono vivibili e tranquilli pero’, fate sempre delle ricerche/chiedeti in giro prima di trovarvi in un postaccio! Meglio cercare stanza/casa con landlord privati (le agenzie richiedono tanta burocrazia e cose che potreste non avere se siete appena arrivati, tipo: referenze di altri landlord) Ora vivo con il mio partner (britannico) conosciuto qui ed è molto meglio che condividere con estranei!
 
Come hai cercato lavoro? 
Non avevo idea di cosa volevo fare (qualunque cosa per mantenermi!) quindi ho cercato su gumtree che ha lavori non specializzati/manuali e anche indeed. Ho anche lasciato curriculum in giro (ma probabilmente non ho lasciato una buona impressione perché faticavo a capire alcuni “locals”).
 
Quanto tempo ci hai messo a trovare il tuo primo lavoro? 
Molto poco, una settimana.
 
Che tipo di esperienza di lavoro o titoli di studio avevi all’arrivo? 
praticamente zero, solo un mese in un call centre per vendere contratti telefonici in Italia dove mi pagavano a contratto (spiccioli!) e avevo una laurea in storia.
 
Come era il tuo inglese scritto e parlato al tuo arrivo? 
scolastico = che significa terribile! Mi sono resa conto che la mia scuola non mi ha insegnato l’inglese per vivere, ma tanta roba di grammatica che mi ha forse aiutato a leggere qualcosa e capirla! La mia “cura” é stata cercare di parlare e interagire il più possibile con i locals (con risultati talvolta imbarazzanti) e andare giù di Netflix e un buon libro di inglese.
In seguito ho incontrato il mio attuale partner britannico in università (quando il mio inglese era migliorato) e questo forse mi ha aiutato ancora di più.Adesso il mio inglese e’ molto buono (posso trattare con clienti business e preparare presentazioni in inglese senza troppi intoppi).
 
Quale è stato il tuo primo lavoro? E che lavoro stai facendo adesso? 
Kitchen porter, non mi é piaciuto granché. Lavoravo tantissimo, 5 volte alla settimana anche dalle 10am alle 11pm, i colleghi erano simpatici e questo mi aiutava a trovare il sorriso nei giorni in cui le mie mani mi facevano male e i manager erano abbastanza rudi. La paga – per quanto fosse la minima – con tutte le ore che lavoravo, mi ha dato i soldi per fare viaggetti e divertirmi con dei nuovi conoscenti e amici le sere. Dopo aver passato altro tempo con altri lavori manuali tipo cleaner, altri kitchen porter (che non mi portavano da nessuna parte) e call centre, ho capito di volere più stabilità e un lavoro decente e ho cominciato a mettere da parte dei soldi per un titolo di studio (cosa che non sarebbe stata possibile in Italia) e fare dei corsi brevi per imparare informatica.
 
Fortunatamente l’università offriva fondi per alcune specialistiche e questo mi ha permesso di dover preoccuparmi solo di affitto e cibo mentre studiavo. Adesso ho un graduate job, posto fisso come analista informatica, acquisito dopo aver ottenuto una laurea specialistica in informatica ad Edimburgo (e si, puoi fare una specialistica in qualcosa del tutto diverso dalla tua triennale se fai un tirocinio o un corso breve prima!).
 
Amo il mio lavoro attuale, ho una buona paga, i colleghi e il capo sono molto rilassati e la compagnia offre training gratuiti cosi che posso progredire in quello che faccio. Quello che ho imparato nel mondo del lavoro: l’esperienza è fondamentale, ma ancora di più il modo in cui presenti la tua esperienza al tuo futuro datore di lavoro e sul tuo curriculum. Questa “esperienza” puo’ essere acquisiti anche con tirocini, titoli di studio e volontariato (che qui abbonda, ed è una preziosa opportunità per migliorare la lingua gratuitamente e fare nuove conoscenze). Altra cosa che ho imparato: quando prepari un cv o un colloquio devi convincere chi ti è’ di fronte che quel lavoro e’ il lavoro dei tuoi sogni!
 
È importante creare cv su misura e fare ricerche sulla compagnia o società per cui si vuole lavorare. Certo, se non è un lavoro entusiasmante ed e’ solo temporaneo tipo vendere telefonini, spendi qualche buona parola sulla catena di negozi e mostra che sei informato/a sulle novità e prodotti, e magari ami parlare con le persone… Infine, per chi è interessato in un tipo di lavoro specializzato: i titoli di studio sono molto importanti, soprattutto se acquisiti nello UK.
 
La ragione per cui avere una laurea qui ha piu’ valore è che ottenere una laurea nel Regno Unito è DIFFICILE! In Italia per passare un esame (almeno cosi fu nel mio caso) bisognava studiare dei libri e memorizzarne i concetti più importanti per poterli esporli oralmente o per scrivere un tema scritto. Cosi si prendeva il massimo. Nel Regno Unito si dà molta importanza al pensiero critico e alla creatività, e in quest ultimo caso la conoscenza dei libri ti garantirebbe solo una misera sufficienza.
 
In un esame o lavoro scritto devi mostrare che hai letto articoli e libri aldilà della lista del corso e devi dimostrare che puoi criticarne i contenuti. Inoltre lo stile di studio è diverso, nel Regno Unito ci sono lavori di gruppo (da dove potete trovare esempi per le famose domande da CV “sai lavorare bene con gli altri?”), presentazioni, dibattiti, etc. a cui viene dato un voto, Quindi se un titolo di studio in Italia conferma che il laureato “conosce” il campo, nel Regno Unito il laureato è una persona che conosce il campo, sa essere critica ed indipendente, e ha avuto anche un assaggio del mondo del lavoro.
 
Come definiresti la tua esperienza a Londra/Regno Unito fino ad ora? E per quali motivi? 
 
Principalmente positiva. Ero una persona abbastanza introversa in Italia e qui mi sono sentita valorizzata e data spazio se non ero super estroversa. In Italia sono spesso stata percepita come noiosa e stupida, semplicemente perche’ volevo spesso leggere un libro o praticare un hobby per contro mio! Qui invece avere i propri spazi è la normalita’ e se hai degli hobby “oscuri” (come me) come costruire col legno e osservare gli insetti, puoi trovare altri matti come te in societies o clubs. In termini di cucina trovo che la scelta di cibo sia fantastica (Edimburgo è una capitale), c’e’ sia cibo italiano ma anche etnico e tanta scelta per vegetariani e vegani.
 
In termini di lati negativi: gli inverni sono molto lunghi e bui, se non hai hobby casalinghi potresti deprimerti un po’! Il freddo e il vento sono costanti (anche a Maggio). Io ci ho messo un po’ ad abituarmi. Vestirsi bene ed a strati aiuta. A livello di amicizie ho personalmente avuto alti e bassi, essendo una città molto attiva e giovane, molte persone sono solo di passaggio e questo significa che i tuoi amici potrebbero essere “temporanei” e magari viaggiare o trasferirsi altrove dopo pochi mesi o dopo l’università.
 
È più facile avere amici stranieri in quanto molti expats ricercano nuovi rapporti e agganci. Con i britannici ci vuole più tempo (discorso generale, ho conosciuto eccezioni), e spesso il modo per stringere questi rapporti è uscire e bere nei weekend in gruppo! Invitare un amico singolo a mangiare a casa o fuori per una birra nelle prime settimane che lo si conosce (a meno che non sia un interesse romantico) non è facile.
Altri lati positivi del vivere qui sono: il senso del dovere civico e l’amore per la natura. Ci sono sempre quei giovani teppistelli che buttano l’irn bru in strada, ma la maggior parte delle persone sono “civili” e rispettano le aree verdi e comuni. Inoltre i mezzi pubblici sono frequenti (anche notturni )e non si ha bisogno di prendersi un’auto. Infine, la Scozia ha una natura bellissima e incontaminata. Se amate le colline, le praterie e gli animali selvatici piu’ del mare, non vi stancherete.
 
Consiglieresti ad altri di partire per Londra/Regno Unito e per quali motivi? 
Vieni nel Regno Unito se vuoi re-iniziare la tua vita da 0, cambiare carriera o se vuoi studiare all’universita’. I corsi universitari sono di alta qualita’ e stimolanti. Inoltre se ti piace la natura incontaminata, siete coraggiosi e avete voglia di cambiare aria venite in Scozia. Se avete molti amici e legami in patria, forse meglio non trasferirsi ma fare una vacanza-lavoro, potreste sentirvi un po’ soli.
 
Potresti dare due consigli utili a chi deve ancora partire? 
Accetta anche i lavori umili e manuali all’inizio, ma se e’ non vuoi fare questo per sempre, creati “un piano”: vuoi diventare architetto? Contatta organizzazioni di settore (society) per avere dritte o accesso a tirocini/corsi, ecc. o se non hai un titolo di studio e vorresti ottenerlo, contatta le universita’ per sapere come puoi entrare in universita’ anche senza qualifiche. Vuoi essere un artigiano? idem, cerca organizzazioni o contatti e usa i soldi del tuo lavoro temporaneo per investire in te stesso! Non scegliere grosse metropoli se hai paura di sentirti isolato o non hai molti soldi. Sii pronto a cambiare casa o spostarti se c’è una buona occasione. Non è detto che “non ce la farai” se le cose non vanno bene nel primo anno. Ho conosciuto persone trasferite qui che non avevano mai vissuto senza i genitori e che hanno trovato forza d’animo per diventare industriosi e re-inventarsi per la prima volta.

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