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L’Inghilterra si trova nella UE?

Questa è una domanda che viene posta spesso da italiani anche da prima della Brexit, infatti molti confondevano la UE con la Eurozona e dato che il Regno Unito non faceva parte della seconda pensavano non facesse nemmeno parte della prima. In realtà il Regno Unito era parte della UE fino al 2020. Ora non lo è più e questo ha enormi conseguenze per chi vuole venire a lavorare, a studiare o anche solo in vacanza visto che ora occorre il passaporto e tra poco occorrerrà anche il visto.

L’Inghilterra si trova nell’Unione Europea? Questa è una domanda che ha fatto molte persone negli ultimi anni, soprattutto in seguito alla decisione del Regno Unito di lasciare l’UE nel 2016. Tuttavia, la risposta non è così semplice come sembra. In questo articolo, esploreremo la posizione dell’Inghilterra nell’UE, analizzando i fatti, le leggi e le implicazioni politiche.

Storia dell’adesione del Regno Unito all’Unione Europea

Il Regno Unito ha aderito alla Comunità economica europea (CEE), l’antesignana dell’UE, nel 1973. Questa adesione è stata il risultato di una lunga storia di relazioni complesse tra il Regno Unito e l’Europa, caratterizzate da momenti di collaborazione e di conflitto. L’adesione del Regno Unito all’UE è stata, tuttavia, accompagnata da continue tensioni e scetticismo nei confronti dell’UE, culminate nella decisione di lasciare l’UE, votata con un referendum nel 2016.

La posizione dell’Inghilterra nell’Unione Europea

Dopo la Brexit, il Regno Unito ha lasciato l’UE, ma la questione della posizione dell’Inghilterra nell’UE è ancora oggetto di dibattito e incertezza. Dato che l’Inghilterra costituisce la maggior parte del territorio del Regno Unito, molte persone utilizzano i termini Regno Unito e Inghilterra in modo intercambiabile, ma la situazione è più complessa di così.

In termini legali, il Regno Unito ha lasciato l’UE il 31 gennaio 2020, con la fine del periodo di transizione. Ciò significa che il Regno Unito, compreso l’Inghilterra, non fa più parte dell’UE e non è più soggetto alle leggi e alle politiche dell’UE. Tuttavia, ci sono alcune eccezioni: l’accordo sul commercio e la cooperazione tra l’UE e il Regno Unito, siglato il 24 dicembre 2020, prevede una serie di disposizioni che riguardano l’Inghilterra e le altre nazioni costituenti il Regno Unito.

In sintesi, l’Inghilterra non fa più parte dell’UE dal punto di vista legale, ma alcune questioni, come quelle relative al commercio e alla cooperazione, continuano ad essere regolate da accordi specifici tra l’UE e il Regno Unito. Questo con una parte del partito conservatore che non vorrebbe nessun rapporto con l’Europa.

Le implicazioni politiche della Brexit per l’Inghilterra

La Brexit ha avuto un impatto significativo sulla politica interna dell’Inghilterra e sulla sua posizione nel mondo. Da un lato, la Brexit ha consentito all’Inghilterra di tornare a governarsi autonomamente e di decidere in modo indipendente sulla politica economica, commerciale e migratoria. Dall’altro lato, la Brexit ha creato una serie di sfide politiche ed economiche per l’Inghilterra

La Brexit ha avuto un impatto significativo sul ruolo dell’Inghilterra nel mondo. Dopo la Brexit, l’Inghilterra ha perso la sua posizione di leader nell’UE e ha dovuto rinegoziare i suoi accordi commerciali con altri paesi, compreso l’UE. Ciò ha creato una serie di sfide per l’Inghilterra, che ha dovuto lottare per mantenere la sua posizione economica e politica.

Tuttavia, la Brexit doveva creare alcune opportunità per lil Regno Unito come accordi commerciali speciali con gli Stati Uniti, Australia e altri paesi del Commonwealth. Queste promesse non si sono ancora materializzate, il Regno Unito ha firmato un accordo con l’Australia che è però abbastanza sfavorevole, dell’accordo con gli Stati Uniti ancora non si vedono i segni.

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