Londra: da oggi apre il nuovo sistema a punti di immigrazione

Da oggi chi vuole venire a lavorare a Londra o nel Regno Unito dal  1 gennaio 2021 può fare domanda per avere un permesso di lavoro.

Se dobbiamo essere onesti sarà praticamente poter lavorare per circa il 90% degli italiani che normalmente vengono. Infatti bisogna avere un’offerta di lavoro da un datore di lavoro approvato dal Ministero degli Interni britannici che paga almeno £25.600 all’anno e un buon inglese.

Le domande vengono fatte online. Le persone dovranno dimostrare la propria identità e fornire i propri documenti e avranno una decisione nel giro di 3 settimane in media. Dovranno pagare la quota dalle 600 alle 1400 sterline e il supplemento sanitario di 624 all’anno e dimostrare di avere dei risparmi. Il visto dura 5 anni e poi deve essere esteso.

Il livello di inglese  minimo necessario è il livello B1 e bisogna avere uno dei seguenti titoli di studio per avere il visto:

aver passato un Secure English Language Test (SELT) da un fornitore approvato

GCSE, livello A, Scottish National Qualification livello 4 o 5, Scottish Higher o Advanced Higher in inglese

una qualifica accademica a livello di laurea insegnata in inglese – se avete studiato all’estero, dovrete richiedere la conferma tramite il NARIC del Regno Unito che la vostra qualifica sia equivalente a una laurea, un master o un dottorato di ricerca nel Regno Unito

Oltre questi visti ci sono anche visti speciali per chi lavora nella sanità o per persone con capacità speciali, soprattutto nella tecnologia e scienza. Non esistono visti per persone non qualificate, per lavoro alla pari o altro per i cittadini italiani per il momento. 

Chi vive nel Regno Unito da prima del 31 dicembre 2020 non deve chiedere un visto, ma fare il settled status.

Per fare domanda potete andare qua

Ultimo aggiornamento 2021-07-24 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

Daniela Mizzi
Nel Regno Unito dal 1991, grande viaggiatrice e amante dell'avventura. Lavorato in diversi settori dall'amministrazione al settore pubblicitario.

Commenta

You may also like