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Londra, deputato conservatore vuole ritornare nel mercato unico europeo

Si tratta di Tobias Ellwood deputato conservatore di Bournemouth e non è una grande sorpresa visto che aveva votato per rimanere nella UE, era nel governo Cameron e non sopporta Boris Johnson.

La cosa più sorprendente è invece che ha espresso apertamente come la pensa, come puoi vedere qui. Fino ad ora i conservatori (e anche i laburisti) hanno preferito non criticare troppo la Brexit di Johnson, anche se fa acqua da tutte le parti. Della serie ‘i vestiti nuovi dell’imperatore, nessuno ha avuto il coraggio di ammettere pubblicamente che la Brexit è nuda.  Quindi potrebbe essere un segno che le cose stanno cambiando nuovamente. Ovviamente ci vuole tempo, visto che il governo continua a ripetere che qualsiasi problema causato dalla Brexit che non ha niente a che fare con la Brexit, anche quando è palese che lo è come le code chilometriche di TIR a Dover.  Ci sono ancora persone che pensano che la Brexit sia stata un enorme successo.

Non Tobias Ellwood che era diventato famoso dopo l’attentato terroristico a Westminster per aver cercato di salvare un poliziotto. La strana coincidenza è che il fratello di Ellwood era stato ucciso nell’attentato terroristico a Bali.

Come vediamo che dice Ellwood. Prima elenca i problemi:

La distanza politica da Bruxelles è stata raggiunta. Questo non è in discussione. Tuttavia, dal punto di vista economico, vi sono ampi margini di miglioramento. L’OBR calcola, nella sua forma attuale, che la Brexit sta riducendo il nostro PIL del quattro per cento. Questo si confronta con circa l’1,5% causato da Covid.

In altre parole, le nostre esportazioni in Europa si sono ridotte di 20 miliardi di sterline. Dai pescatori di salmone scozzesi che non possono più vendere il loro prodotto agli agricoltori sottoquotati da importazioni incontrollate, ai produttori di formaggio del Cheshire che ora devono pagare £ 180 per un certificato sanitario, fino alla City che non può più vendere servizi finanziari all’Europa, l’impatto della Brexit è sentito da molti.

L’investimento totale delle imprese nell’intera economia del Regno Unito è in stallo dal 2016 ed è inferiore del 10% rispetto al 2019. Ciò è dovuto al fatto che i lavoratori dell’UE stanno voltando le spalle al Regno Unito, lasciando lacune vitali nella nostra forza lavoro. Bassi investimenti significano crescita inferiore. Non c’è da stupirsi se il FMI prevede che la crescita per il 2023 sarà la metà della media dell’economia avanzata.

E poi c’è la questione irrisolta del confine irlandese. Gli attuali piani per abbandonare il Protocollo dell’Irlanda del Nord potrebbero innescare una guerra commerciale con l’UE, causando ulteriori danni economici e alienando gli Stati Uniti, il nostro più stretto alleato per la sicurezza.

Poi spiega come potrebbero essere risolti se il Regno Unito ritornasse nel mercato unico.

In poche parole, tutte queste sfide scomparirebbero se osassimo portare avanti il nostro modello Brexit rientrando nel mercato unico dell’UE (il modello Norvegia). L’abbandono di questo aspetto dell’UE non era sulla scheda elettorale, né richiesto né dal Primo Ministro né da Nigel Farage durante il referendum del 2016. Tuttavia, si è discusso molto sul ritorno a un “mercato comune”, che è esattamente ciò che propongo.

Qualsiasi modello avrà vantaggi e svantaggi. Il mercato unico significa la libera circolazione di beni, servizi, capitali e persone. Vedrebbe 7 miliardi di sterline di scartoffie e assegni andrebbero a rilanciare la nostra economia ripristinando il libero scambio nei settori che richiedono un cambiamento.

Richiederebbe l’accettazione di alcune normative dell’UE, ma l’industria britannica, dagli alimenti ai prodotti farmaceutici, dai prodotti chimici alla produzione di automobili, afferma che farebbe meglio a lavorare con uno standard comune piuttosto che doverne seguire due: sia il sistema normativo del Regno Unito che quello dell’UE per la maggior parte delle esportazioni.

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