Londra è in lockdown volontario

Il premier Boris Johnson non ha messo molte restrizioni, se non la mascherina in certi luoghi chiusi (non tutti) e una sottospecie di COVID pass per i grandi eventi. Ha anche detto di continuare ad andare fuori e fare feste di Natale, ma di essere vigili e selettivi. Il premier è sicuro che la campagna vaccinale in corso risolverà tutti i problemi e non bisogna imporre niente alla popolazione.

Il consulente scientifico al governo Chris Whitty ha invece detto di limitare i contatti sociali al minimo perchè la situazione non è per niente positiva. Si aspetta un grande aumento di casi e il sistema sanitario sovraccarico a gennaio.

Londra si è allora svuotata e i locali si lamentano che ricevano una marea di cancellazioni per i cenoni, feste e festini che avevano preparato per Natale e l’ultimo dell’anno.

Sembra però che molti abbiano deciso di uscire il meno possibile e cancellare eventi, cene e feste. Avrà ragione Johnson che afferma che non deve mettere imposizioni perché la gente è responsabile oppure nessuno ascolta più il primo ministro che non ne ha azzeccata una durante la pandemia?

Intanto con i centri città vuoti, i negozi e ristoranti che speravano di riprendersi un po’ in questo periodo devono affrontare un altro periodo difficile e questa volta fino a ora senza aiuto dal governo. Il cancelliere delle scacchiere Rishi Sunak era in giro per la California quando ha avuto un breve colloquio con i leader dei settori dell’ospitalità e del turismo ripetendo che non avrebbero aiuto finanziario oltre la moratoria degli sfratti valida fino a marzo e uno sconto sull’IVA.  Cose che non servono a niente se non hanno clienti e devono pagare il personale e altre spese.

Comunque sembra che Rishi Sunak ritorni a casa, considerando che è uno dei favoriti per rimpiazzare Boris Johnson, non fa una bella figura se durante una crisi nazionale è in California ad assaggiare vino.

Intanto i conservatori di Boris Johnson sono riusciti a perdere il seggio nello Shropshire dell’ex deputato Owen Paterson che ha dovuto dare le dimissioni per aver cercato di cambiare le leggi per favorire le aziende per le quali lavorava come consulente pagato. Anzi, un paio di queste aziende hanno avuto grossi contratti statali senza dover partecipare a una gara di appalto. Strano.

Questo seggio però era conservatore quasi dai tempi di Adamo e Eva con una grossa maggioranza, ora hanno perso ai Liberal Democratici per oltre 6000 voti. Chiaramente questo è un altro grosso problema per Johnson che non ha intenzioni di dare le dimissioni, ma a questo punto potrebbe essere spinto giù dalla rupe. I problemi di Johnson non sono solo Omicron e ci si chiede quanto sia concentrato a cercare di superare la crisi della pandemia con tutti i problemi che lui personalmente deve affrontare.

Rispondi

Torna su