Londra e la mania del gin del 1700

Il gin è uno spirito che viene distillato dal grano. È stato prodotto per la prima volta nei Paesi Bassi alla fine del 1500 distillando alcolici di vino con pepe nero, bacche di ginepro e altre erbe.

La mania del gin iniziò in Inghilterra nel 1700, quando divenne popolare come rimedio per i disturbi di stomaco. Ma più che una moda divenne una vera e propria epidemia. Come tutte le epidemie fece grandi danni e lasciò molte vittime. Il gin della mania si basava sullo spirito botanicamente infuso noto come ginevra che era stato prodotto in Belgio e nei Paesi Bassi da almeno 200 anni. Era costoso e solo i ceti ricchi potevano permetterselo, ma almeno non era velenoso in quantità moderate.

 

Agli inizi del diciottesimo secolo il re Guglielmo III decise di tassare il gin e altri distillati per finanziare le sue guerre contro la Francia. Le tasse più alte non fecero diminuire le vendite del gin, tutto al contrario. Il fatto che la Corona aveva il 10% delle sue entrate dal gin, significa che più gin si vendeva meglio è a differenza della vendita di altri alcolici non c’erano regole e tanti cominciarono a produrre e vendere gin. Il fenomeno era in tutta la Gran Bretagna ma a Londra divenne una vera e propria epidemia.

La legge rendeva facile ed economico l’acquisto di alcolici, ma non per niente difficile produrre qualche imitazione del gin. La mancanza di esperienza nella distillazione ha portato ai produttori di gin di Londra di inventarsi il gin ignorando le pratiche olandesi che erano di vecchia data e funzionava. Il risultato era un gin impuro ed economico, per nascondere il cattivo sapore ci mettevano altri ingredienti spesso di cattiva qualità.

Le pratiche olandesi o ginevrine della distillazione del whisky si basavano su una ricetta originale e tradizioni di vecchia data che venivano casualmente ignorate dalle principali società di alcolici a favore della creazione di alcolici economici e impuri con ingredienti aggiunti per mascherare il sapore. Il fenomeno era in tutta la Gran Bretagna ma a Londra divenne una vera e propria epidemia.

Ovviamente con tanti che si misero a fare gin i prezzi si abbassarono insieme alla qualità degli ingredienti. Il gin divenne super economico e non erano solo i ceti elevati che potevano permetterselo. Chiaramente non era buon London Dry Gin o Beefeater gin o il drink preferito da Winston Churchill, era una cosa velenosa e imbevibile. Di conseguenza Londra cominciò a riempirsi di ubriachi per strada, i ceti benestanti si ubriacavano parecchio ma lo facevano a casa loro, mentre i poveracci lo facevano sul marciapiedi, visibili a tutti.

Quando la Fable of the Bees di Bernard Mandeville fu pubblicata per la prima volta nel 1714, descriveva in dettaglio i vari vizi di Londra che includevano il loro primo riferimento scritto alla parola “gin”. Una delle cose particolari della mania del gin era che molti consumatori accaniti erano donne, quindi era diventato normale vedere donne ubriache che giravano per la città o commettevano reati per trovare i soldi per comprare un po’ di gin. Addirittura ci sono stati casi di donne che avevano bevuto così tanto gin che in cucina vicino alle fiamme hanno preso fuoco. 

Il Parlamento inglese decise di fermare a Gin Craze approvando il Gin Act del 1736, vietando la vendita di Gin senza licenza e fissando la tassa a 20 scellini per gallone. Agli informatori veniva offerta una ricompensa di £ 5 e chiunque fosse sorpreso a vendere lo spirito illegalmente avrebbe dovuto pagare £ 10 all’informatore o essere mandato in prigione per due mesi. La cosa non funzionò però, oltre 4000 persone finirono in galera ma la gente continuava a bere gin come spugne.

Solo il Gin Act del 1751 riuscì a fermare l’epidemia aumentando tasse, vietando produzione se non autorizzata e proibendo la vendita di rivenditori non autorizzati. Il ritorno ad essere un drink per le classi benestanti. 

Gin Lane di William Hogarth

Il problema del gin non era solo che esisteva ma le condizioni di vita e lavoro dei poveri di Londra era tanto dure e squallide che essere inebriati era l’unico modo per trovare un po’ di sollievo. 

Sia quando si tratta della salute che della vigilanza e dell’operosità dei poveri, stanno molto meglio che se fossero assuefatti a quel liquore che deriva il suo nome da ginepro in olandese. A Londra durante la moda del gin morirono più persone di quante ne nascessero, il che è un’anomalia statistica per il periodo. Londra, nel 1700, aveva una popolazione di 575.000 abitanti che la rendeva la più grande metropoli d’Europa. 

Il motivo principale per cui la Gin Craze è durata così a lungo e ha causato un impatto così grande è stata la mancanza di consapevolezza delle classi alte dei danni che stava facendo. Certo qualcuno se ne accorto anche in altri strati sociali, Henry Fielding, Daniel Defoe e William Hogarth non solo offrirono testimonianze della gin craze (guardate i disegni della Gin Lane di Hogarth), ma cercavano di far cambiare le leggi per fermare la strage. Nel libro del 1751 “Inchiesta politica sulle cause dei malcontenti attuali”, lo storico Thomas Fielding scrisse delle devastazioni causate da una mania del gin su ciò che chiamava “la gente inferiore”. Quindi per molti la mania del gin non era causata da leggi pensate male e dalle condizioni di vita spaventose della maggioranza degli abitanti di Londra ma da problemi di carattere dei poveri. 

Pensate a questo triste passato quando bevete un gin and tonic la prossima volta. 

Daniela Mizzi
Nel Regno Unito dal 1991, grande viaggiatrice e amante dell'avventura. Lavorato in diversi settori dall'amministrazione al settore pubblicitario.

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