Londra, Elton John chiede al governo britannico di sistemare i visti per musicisti

Elton John ha scritto oggi su The Guardian una specie di appello a sistemare il problema dei musicisti che per suonare in Europa devono richiedere e pagare una serie di visti.

Sembra che l’Unione Europea avesse offerto un modo per i musicisti per poter suonare in Europa (e quelli europei nel Regno Unito) senza dover chiedere visti, ma il ministro degli Interni, Priti Patel si fosse opposta perché era secondo lei vitale fermare qualsiasi tipo di libera circolazione. 

Chiaramente uno come Elton John non ha problemi, ha i fondi e il personale per svolgere tutte le procedure burocratiche. Lo stesso non vale per musicisti meno affermati e danarosi che non sempre possono affrontare i costi e la burocrazia. Questo non vale solo per il pop e rock, ma anche musicisti jazz, blues, folk, di musica classica molti dei quali non guadagnano abbastanza da poter assorbire i costi supplementari. 

Elton John cerca di ribadire questo concetto che chi ne soffrirà di più sono coloro ancora non affermati o che fanno un tipo di musica di nicchia. I musicisti europei devono solo chiedere il visto per il Regno Unito, una scocciatura, ma fattibile. I musicisti britannici devono chiedere i visti per ogni paese della UE dove intendono suonare. 

Elton John scrive: Si tratta di garantire che gli artisti emergenti abbiano lo spazio per coltivare il proprio talento e ampliare e costruire il proprio pubblico. Abbiamo bisogno di una nuova generazione di superstar, anche perché una generazione di superstar – la mia generazione – sta invecchiando, andando in pensione e morendo. Non si tratta solo di musica pop: colpisce anche cantanti folk e jazzisti, musicisti classici, orchestre e compagnie d’opera. E si tratta anche di band cult, artisti e artisti che realizzano roba troppo sperimentale per interessare alla massa.

 

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Scritto da Daniela Mizzi

Nel Regno Unito dal 1991, grande viaggiatrice e amante dell'avventura. Lavorato in diversi settori dall'amministrazione al settore pubblicitario.

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