Londra, frontiere più severe, ma ci perde il turismo

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A volte, ultimamente direi spesso non si capisce la logica del governo britannico. Per avere il controllo delle frontiere, si stanno facendo molto male da soli. Non, si parla qui solo della mancanza di camionisti e OSS e altre professioni che non si qualificano per avere un visto. Certo, anche questo conta, molti ristoranti e hotel fuori Londra non hanno il personale. Ma la cosa che si capisce ancora meno è l’obbligo del passaporto per entrare nel Regno Unito. Oltre il 40% dei cittadini non ha il passaporto e difficilmente lo farà solo per fare una gita a Londra, sceglierà un altra meta. In poche parole Londra ha deciso di escludere 200 milioni di persone.

Per un certo tipo di turismo, soprattutto quello in autobus delle gite scolastiche o degli anziani che vengono principalmente dal Benelux, Francia e Germania è un disastro. Perchè le scuole e gli organizzatori di queste vacanze sceglieranno un’altra meta piuttosto che costringere i partecipanti a tirare fuori i soldi per un passaporto. Che in molti casi userebbero solo una volta. Per questo motivo ora abbiamo albergatori, guide turistiche e altre organizzazioni che urlano disperati contro queste nuove regole.

La cosa ironica è che il Regno Unito ha sempre avuto controllo delle proprie frontiere, ma ha preferito avere un atteggiamento rilassato. Alcuni esempi:

i controlli di frontiera erano solo all’entrata e non all’uscita, non ha mai tenuto dati di chi esce e chi resta

non ha mai chiesto ai cittadini europei di registrarsi per rimanere, cosa che quasi tutti i paesi UE, inclusa l’Italia, fanno.

Sulla carta i cittadini europei non potevano chiedere aiuti statali appena arrivati, ma tanti ricevevano subito i sussidi di disoccupazione. Ad altri invece che avevano lavorato da anni venivano rifiutati. Questo perchè i criteri erano vaghi e interpretati diversamente da ciascun impiegato.

Invece di sistemare le cose all’interno, hanno preferito fare come si dice ‘throw the baby out with the bathwater‘, senza curarsi di chi avrebbero danneggiato. Certo, gli slogan nazionalisti prendono voti e in parte questo è quello che motiva il governo attuale. Il fatto che come pappagalli ripetono che i datori di lavoro devono assumere persone del posto invece che stranieri, per rispettare il volere del popolo che vuole in controllo delle proprie frontiere

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