Londra, mancano solo due mesi per mettersi in regola nel Regno Unito

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Il 30 giugno è la scadenza per fare domanda per il pre-settled o settled status nel Regno Unito. Fino ad ora si sono iscritti 4.514.250 europei dei quali 472.300 italiani. Sembrerebbe una bella cifra, ma non tutti i conti tornano. Infatti solo 2% di questi sono sopra i 65 anni, sappiamo invece che ci sono moltissimi italiani anziani nel Regno Unito, alcuni venuti qui negli anni ’50 e ’60.

A tal proposito il Comites di Londra, il Comitato degli Italiani all’Estero, in tandem con il Consolato Generale d’Italia a Londra, ha dato vita a una serie di attività di sensibilizzazione espressamente rivolte agli over 65 italiani residenti nel Regno Unito. Il problema infatti è puramente culturale: per molti di loro risulterebbe inappropriato dover chiedere un permesso di residenza in un Paese che già in passato gli aveva rilasciato l’indefinite leave to remain, certificato che, come ha più volte spiegato l’Home Office, non è valido ai fini del diritto alla permanenza nel periodo post Brexit. Altri ancora ritengono che essere sposati con un partner britannico possa bastare, anche questo irrilevante ai fini del rilascio del permesso se non si è ottenuta nel frattempo la doppia cittadinanza, italiana e britannica. 

 

Anche noi abbiamo notato questa tendenza, chi ritiene di essere a posto perchè ha il NIN o è iscritto all’AIRE, altri perchè hanno figli britannici o hanno comprato casa. Purtroppo nessuna di queste ragioni sono valide e senza il settled status dal 1 luglio rischiano di ritrovarsi clandestini, anche se hanno vissuto qua 30 o 40 anni. 

Secondo i dati in possesso dal Consolato Generale d’Italia a Londra, sono più di 41mila gli over 65 italiani iscritti all’AIRE per i quali in questi giorni i due enti, Comites e Consolato, stanno ponendo la massima attenzione per invitarli a registrarsi al Settlement Scheme entro e non oltre il 30 giugno. L’attività portata avanti si è sviluppata a gennaio nell’invio per posta di 41mila lettere indirizzate a tutti gli over 65 chiedendo loro di chiarire la loro posizione verso l’Home Office facendo domanda per ottenere il Settlement Status. In questi giorni è inoltre stata avviata una campagna di informazione sul web e sui social con infografiche dedicate per sensibilizzare i familiari più avvezzi con la tecnologia ad aiutare i loro parenti anziani.

Da mercoledì 21 aprile verrà anche riaperto lo sportello “Settled Status” presso la sede del Consolato Generale di Londra: uno strumento a chi ha problemi con la tecnologia a registrarsi gratuitamente. Come sapete la domanda deve essere presentata tramite smartphone, uno strumento che non tutti gli anziani hanno o sanno usare. Tale iniziativa è resa possibile grazie alla disponibilità del Comites di Londra, l’associazione “The New European” e tutti i patronati presenti sul territorio (ACLI, INAS, INCA CGIL e ITAL UIL) che metteranno a disposizione personale specializzato nei locali del Consolato Generale presso Harp House 83-86 Farringdon Street, EC4A 4BL. Lo sportello sarà attivo settimanalmente (il mercoledì dalle ore 14 alle ore 17), ma potrà variare la cadenza sulla base delle necessità che emergeranno da parte della collettività. Per prenotarsi si può inviare una email a [email protected] oppure si può cliccare qui 

Console generale Marco Villani sul settlement scheme

Dice Pietro Molle, Presidente del Comites Londra “E’ importante registrarsi al Settlement Scheme perché dobbiamo poter provare a tutte le Autorità del Paese che abbiamo il diritto a vivere qui” – ha aggiunto Pietro Molle, Presidente del Comites Londra – “e tra i diritti che potremo continuare a far valere ci sono, ad esempio, l’iscrizione ad un GP, così come le cure mediche e medicinali gratuiti. Ma se non chiariamo la nostra posizione agli occhi del governo britannico, anche se viviamo qui da decine di anni, il rischio è che dopo il 30 giugno potremmo perdere questi e molti altri diritti. E’ fondamentale che ognuno faccia domanda, soprattutto se rientra nella categoria degli over 65 che, secondo i dati dell’Home Office, sembrerebbe quella che si è interessata meno a questo obbligo di legge”.

Vi preghiamo di far girare questo messaggio ad altri italiani, soprattutto coloro che hanno più di 65 anni, ma non solo. Il Regno Unito è molto severo per le questioni di immigrazione, nessuno deve prendere questa cosa alla leggera. 

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