Londra, molti locali sono ancora a rischio di chiusura

Secondo gli ultimi dati dell’ONS, il 55% dei lavoratori di pub e bar è ancora a casa, questo per il semplice motivo che i locali sono aperti, ma non riescono a guadagnare abbastanza.

Il 12  aprile pub e bar con spazio all’aperto sono stati in grado di servire i clienti all’esterno, poi il 17 maggio hanno aperto ai clienti all’interno per la prima volta da mesi, ma con restrizioni come distanziamento e al massimo 6 persone allo stesso tavolo.  Questo significa che mentre diversi locali sono in grado di fare profitto, soprattutto se hanno molto spazio all’aperto, altri sono in perdita. 

Anche con il sostegno del governo, molti fanno comunque fatica. I costi medi mensili dell’ospitalità vanno dalle 20 alle 60 mila sterline circa, il governo offre un aiuto di £3000 al mese per locale. Una cifra che per molti non serve a tanto e per questo motivo devono tagliare i costi e mantenere a casa il personale.  La grande maggioranza dei padroni di locali non è sicuro che il proprio locale possa sopravvvivere più di tre mesi. 

In certi posti piccoli dove il pub è praticamente il centro della vita sociale, le chiusure dei pub avrebbero anche un impatto sulla qualità di vita degli abitanti.  La cosa cambia per le catene che dovrebbero essere in grado di assorbire le perdite e in certi casi comprare anche i pub in fallimento, ma sarebbe un vero peccato perdere tanti locali indipendenti e spesso storici. 

 

Daniela Mizzi
Nel Regno Unito dal 1991, grande viaggiatrice e amante dell'avventura. Lavorato in diversi settori dall'amministrazione al settore pubblicitario.

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