Londra, Natale ancora in pericolo per il COVID, ora si spera nel nuovo farmaco

Ancora non siamo sicuri se avremo un Natale normale oppure no. Il fatto che Johnson abbia tolto tutte le restrizioni significa che bisogna per forza affidarsi ai vaccini. Ci sono però diversi problemi. Dopo 5-6 mesi dal vaccino, l’immunità comincia a calare e bisogna quindi fare un richiamo a tutti il entro i sei mesi, per evitare che si ammalino. Anche i vaccinati possono comunque trasmettere il COVID secondo gli scienziati dell’Imperial College di Londra, quindi non ci si può affidare al concetto di immunità di gregge.

Purtroppo però per un problema logistico e di mancanza di personale, sembra che la campagna vaccinale per il secondo richiamo sia molto indietro e ci sono persone che hanno fatto il secondo richiamo oltre sei mesi fa che stanno ancora aspettando di fare il terzo. Questo ovviamente dipende dalla regione, ma i numeri di ammalati anziani e di conseguenza decessi stanno aumentando in maniera preoccupante. I contagi stanno anche aumentando a Londra, che negli ultimi mesi aveva registrato relativamente pochi casi e l’ospedale di Barts ha già annunciato di avere problemi a mantenere i ritmi richiesti. La cosa peggiora visto che gli ospedali londinesi sono a corto di personale.

Per non perdere tempo il Regno Unito  ha concesso all’antivirale COVID-19 di Merck l’autorizzazione condizionale. Sarebbe la prima pillola che ha dimostrato di curare con successo il virus. È il primo paese a concedere l’approvazione per il trattamento, anche se non è stato immediatamente chiaro quanto velocemente sarebbe stata disponibile la pillola e quindi non sappiamo se riuscirà a salvare il Natale. Sembra chiaro però che il governo stia facendo di tutto per cercare di fermare la pandemia, senza danneggiare ulteriormente l’economia.

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